Pensione di invalidità con contributi: cosa sapere ed esempi

Pensione di invalidità con contributi: come anticipare la pensione sfruttando la contribuzione figurativa? Ecco alcuni esempi.
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22/3/23

Pensione di invalidità con contributi: quando è possibile anticipare la pensione utilizzando la contribuzione figurativa? Ecco alcuni esempi (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Pensione di invalidità con contributi: le possibilità

Pensione di invalidità con contributi: in quali casi è possibile anticipare la pensione di vecchiaia sfruttando la contribuzione figurativa? Il nostro ordinamento previdenziale prevede tre possibilità:

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Pensione di invalidità con contributi: maggiorazione contributiva

La maggiorazione contributiva è l’agevolazione riconosciuta dall’articolo 80, comma 3 della legge 388 del 2000, riservata ai lavoratori con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%.

Per ogni anno di lavoro prestato si ha diritto a 2 mesi di contributi in più, fino a un massimo di 60 mesi (5 anni).

Possono beneficiarne, su richiesta:

  • i lavoratori invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%;
  • gli invalidi di guerra, civili di guerra, per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al Testo Unico (DPR 915/1978);
  • i lavoratori sordomuti.

Il beneficio è utile sia per il diritto alla pensione che per la sua misura (per le anzianità calcolate col sistema retributivo); solo per il diritto alla pensione, ma non al calcolo dell’importo delle pensioni calcolate col sistema contributivo.

Pensione di invalidità con contributi: Assegno ordinario di invalidità

Abbiamo visto come la maggiorazione contributiva permetta a determinate categorie di lavoratori invalidi di anticipare fino a 5 anni l’uscita dal mondo del lavoro.

Possono essere trasformate in contribuzione figurativa anche le prestazioni previdenziali di invalidità come la pensione di inabilità o l’Assegno ordinario di invalidità, che consentono al lavoratore di raggiungere prima la contribuzione utile all’accesso della pensione di vecchiaia.

L’Assegno ordinario di invalidità è la prestazione riconosciuta ai lavoratori invalidi con una percentuale di invalidità compresa tra il 66 e il 99%.

Per poterla richiedere e ottenere è necessario soddisfare un requisito contributivo: almeno 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni prima della presentazione della domanda.

Per ciò che concerne la contribuzione figurativa, l’Assegno ordinario di invalidità, secondo quanto stabilito dall’articolo 1, comma 6 della legge 224 del 1984, permette solo ai lavoratori dipendenti, iscritti all’AGO, di utilizzare i periodi in cui si è goduto della prestazione ai fini del diritto alla pensione, ma non alla determinazione del suo importo, quando si trasforma l’Assegno in pensione di vecchiaia (che avviene automaticamente).

I contributi figurativi possono essere utilizzati soltanto se, mentre si percepiva l’Assegno, non è stata svolta alcuna attività lavorativa.

Se, ad esempio, si è in possesso di 17 anni di contributi, si possono sfruttare i 3 anni in cui si è goduto dell’Assegno per raggiungere i 20 anni di contributi che servono ad accedere alla pensione di vecchiaia, al compimento dei 67 anni.

Quei 3 anni, però, non concorrono al calcolo della pensione, il cui importo verrà calcolato solo sui 17 anni di contributi effettivi versati dal lavoratore.

Ricordiamo, però, che l’agevolazione può essere applicata solo per il pensionamento con la pensione di vecchiaia e non per le pensioni anticipate.

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Pensione di invalidità con contributi. In foto una giovane lavoratrice in sedia a rotelle.

Pensione di invalidità con contributi: pensione di inabilità

Anche ai titolari di pensione di inabilità è consentito utilizzare alcuni periodi di contribuzione figurativa per avvicinare la pensione di vecchiaia.

Ma solo in un caso: se il lavoratore inabile avrà recuperato le proprie capacità lavorative e non avrà più diritto alla pensione di inabilità, potrà far valere la contribuzione figurativa dell’intero periodo in cui ha percepito la prestazione. Lo dispone l’articolo 4, comma 4, della legge 222 del 1984.

Quindi, se la cessazione del diritto è condizionata dal venire meno dello stato di inabilità si possono utilizzare gli anni di contributi figurativi per avvicinare l’accesso alla pensione. In altri casi, la possibilità non è consentita.

La contribuzione figurativa determinata dalla pensione di inabilità è riconosciuta, al contrario dell’Assegno ordinario di invalidità, sia per il diritto che per la misura della pensione, come stabilisce la circolare dell’INPS numero 262 del 1984.

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