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Arriva il Garante per i diritti dei disabili, come funziona?

A metà luglio 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che istituisce il Garante per i diritti dei disabili. Scopri come funziona.
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01/08/2023

Vediamo nel dettaglio chi è il Garante per i diritti dei disabili e qual è la sua funzione (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Che cos’è il Garante per i diritti dei disabili?

Il 17 luglio 2023, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a un decreto legislativo che introduce il ruolo del Garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità. Questo passo è stato compiuto in ottemperanza all’incarico conferito al Governo dall’articolo 1, comma 5, lettera f), della legge 22 dicembre 2021, n. 227.

Il decreto è stato presentato da vari ministeri, tra cui il Ministero per le disabilità, il Ministero dell’economia e delle finanze, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero per la famiglia, la natalità e le pari opportunità.

Questo provvedimento rappresenta il secondo di una serie di misure che, entro il 15 marzo 2024 (come stabilito dall’art.1, comma 5, della legge n. 14 del 2023), mirano a rinnovare, ottimizzare e semplificare la normativa esistente in materia di disabilità.

L’art. 1 chiarisce che il Garante per i diritti dei disabili è creato per “garantire la protezione, l’attuazione effettiva e la promozione dei diritti delle persone con disabilità, in conformità a quanto stabilito dalle convenzioni internazionali, dal diritto dell’Unione europea e dalle norme nazionali”.

Per conseguire questi obiettivi, il Garante viene strutturato come un organismo indipendente, assimilabile alle istituzioni nazionali per i diritti umani e analogo ad altre Autorità già attive nell’ordinamento costituzionale italiano.

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Le cinque direttrici del Garante per i diritti dei disabili

Il decreto legislativo riconosce all’organismo cinque direttrici fondamentali, in linea con le direttive e le raccomandazioni internazionali, ma anche con i principi enunciati dalla legge delega:

  • Assegnazione di un mandato definito;
  • Elevati gradi di autonomia e indipendenza;
  • Poteri e privilegi adeguati allo svolgimento efficace del mandato;
  • Fornitura di risorse umane, strumentali e finanziarie adatte a svolgere le funzioni;
  • Profilo coerente con il contesto giuridico e sociale nazionale.

L’art. 2 regola la composizione del Garante, che è un organismo collegiale composto da tre membri, di cui uno con funzioni di presidente.

La legge definisce chiaramente i criteri che i candidati al collegio devono soddisfare, tra cui un’evidente indipendenza, una professionalità specifica e dimostrata, e competenza ed esperienza nella protezione dei diritti umani e nell’opposizione a qualsiasi forma di discriminazione verso le persone con disabilità.

La questione delle incompatibilità, fondamentale per assicurare autonomia e indipendenza, viene trattata con particolare cura. Lo stesso vale per il processo di selezione dei membri del collegio, che si conclude con una decisione congiunta tra i Presidenti della Camera e del Senato, dopo aver ricevuto l’approvazione delle Commissioni parlamentari competenti, espressa dalla maggioranza dei due terzi dei membri.

Quali sono le competenze del Garante per i diritti dei disabili?

Gli art. 4, 5 e 6 delineano le competenze e le prerogative del Garante per i diritti dei disabili, che comprendono:

  • La promozione e la vigilanza sul rispetto dei diritti e delle norme dettate dalla Convenzione ONU, dagli accordi internazionali, dalla Costituzione, dalle leggi e dalle altre fonti subordinate in materia;
  • La lotta contro la discriminazione diretta e indiretta o le molestie a causa della condizione di disabilità;
  • La raccolta di feedback proveniente da individui con disabilità, dai loro rappresentanti, parenti e associazioni correlate;
  • La richiesta di informazioni o documenti necessari all’esercizio delle funzioni di competenza alle amministrazioni e ai concessionari di servizi pubblici;
  • L’esecuzione di controlli, d’ufficio o a seguito di segnalazione, sulla presenza di fenomeni discriminatori;
  • La visita di strutture che forniscono servizi pubblici essenziali, con la possibilità di condurre colloqui riservati con le persone con disabilità e con le persone che possono fornire informazioni pertinenti durante le visite;
  • La creazione di suggerimenti e opinioni per le amministrazioni e i titolari di concessioni pubbliche, stimolando o suggerendo azioni, provvedimenti o adattamenti appropriati per risolvere le difficoltà identificate;
  • La possibilità di agire e resistere in giudizio per difendere le proprie prerogative;
  • L’avanzamento di progetti e azioni positive, comprese le campagne di sensibilizzazione e comunicazione, soprattutto nelle scuole, in collaborazione con le autorità competenti nel campo specifico.

Quali sono stati i primi commenti riguardo al Garante per i diritti dei disabili?

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), con il Presidente Vincenzo Falabella, ha espresso il suo commento sull’approvazione del provvedimento legislativo che istituisce il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Falabella ha affermato che l’introduzione del Garante rappresenta un progresso significativo nell’implementazione della Legge Delega sulla disabilità.

Inizialmente, la FISH aveva espresso alcune riserve sulla creazione di questo ruolo, temendo che potesse rendere più complessa la struttura burocratica italiana e sovrapporsi alle strutture amministrative già esistenti. Tuttavia, grazie al dialogo continuo con il Ministero per le Disabilità, il testo presentato al Consiglio dei Ministri è stato notevolmente migliorato.

Ora la Federazione è pronta a lavorare insieme al nuovo organismo, sperando in una partecipazione diretta del mondo associativo, in particolar modo delle due maggiori federazioni, FISH e FAND.

Questo è previsto dall’articolo 4, comma 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Sarà particolarmente importante durante il processo di selezione dei membri del collegio che costituirà il Garante.

Garante per i diritti dei disabili
Garante per i diritti dei disabili – L’immagine mostra una ragazza cieca in un parco accompagnata da un cane guida.

FAQ sul Garante per i diritti dei disabili

Chi tutela i diritti dei disabili?

Nel complesso, la tutela dei diritti delle persone con disabilità in Italia è garantita da una combinazione di leggi e organizzazioni dedicate. Tuttavia, le persone con disabilità continuano a incontrare discriminazioni e ostacoli che limitano la loro piena partecipazione alla società e nel mondo del lavoro evidenziando la necessità di ulteriori progressi in questo campo.

Quali leggi tutelano i disabili?

In Italia esistono diverse leggi che tutelano i diritti delle persone con disabilità.

  • La Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità: Questo è un trattato internazionale che l’Italia ha ratificato e che stabilisce i diritti fondamentali delle persone con disabilità, compresi il diritto all’uguaglianza e alla non discriminazione, il diritto all’accesso a servizi essenziali come l’istruzione e la sanità, e il diritto alla partecipazione nella società.
  • Legge n.104 del 1992: Questa legge, nota anche come “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, stabilisce una serie di diritti e servizi per le persone con disabilità, tra cui il diritto all’assistenza e all’integrazione sociale.
  • Legge 67 del 2006: Questa legge sancisce il diritto delle persone con disabilità a non essere discriminate e prevede misure per prevenire e contrastare la discriminazione.
  • Legge 68/1999: Questa legge, che sostituisce la legge 482/1968, stabilisce le norme per il diritto al lavoro delle persone con disabilità e prevede misure per facilitare l’accesso al lavoro.

Come vengono definiti i disabili?

La disabilità si riferisce alla situazione di una persona che, a causa di una o più limitazioni strutturali o funzionali, ha una capacità ridotta di interagire con la società rispetto allo standard generale. Questo comporta una minore indipendenza nelle attività quotidiane e spesso porta a condizioni di svantaggio nella partecipazione alla vita sociale.

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