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La polizia municipale può fare i controlli legge 104?

La polizia municipale può fare i controlli legge 104, verificare cioè il corretto utilizzo dei giorni di permesso o congedo retribuito? Vediamo cosa dice la legge e come funzionano i controlli. Cosa rischia chi viene sorpreso a non prestare la necessaria assistenza al familiare con disabilità.
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08/06/2023

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Ci chiediamo quindi se il beneficiario della Legge 104 può trovarsi di fronte agenti della polizia municipale che devono accertare se nei giorni o periodi di assenza dal posto di lavoro stia assistendo o meno il familiare con una disabilità grave.

Rispondiamo subito alla domanda: sì, la polizia municipale può essere utilizzata anche per questi controlli domiciliari. È accaduto spesso (non senza polemiche) e accade ancora, come ci è stato segnalato anche da utenti del canale telegram di invaliditàediritti.

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La polizia municipale viene attivata in particolare per le verifiche a chi opera nella pubblica amministrazione, ma non solo.

Su questo argomento può interessarti un articolo che spiega chi fa i controlli sulla Legge 104 e come funzionano; in un altro post spieghiamo cosa si può fare durante il congedo Legge 104; e infine vediamo se durante il congedo Legge 104 è possibile frequentare un corso.

La polizia municipale può fare i controlli legge 104? Cosa verifica

La polizia municipale si occupa in genere di controllare due cose:

  • se il beneficiario dei permessi retribuiti e del congedo legge 104 stia effettivamente prestando assistenza al familiare con disabilità;
  • se la persona con disabilità sia ricoverata a tempo pieno in strutture pubbliche o private che assicurano assistenza sanitaria.

I controlli sono “autorizzati” dal capitolo V, articolo 71, del dpr numero 445 del 2000. Si legge: «Le amministrazioni procedenti sono tenute ad effettuare idonei controlli, anche a campione in misura proporzionale al rischio e all’entità del beneficio, e nei casi di ragionevole dubbio, sulla veridicità delle dichiarazioni dì cui agli articoli 46 e 47, anche successivamente all’erogazione dei benefici, comunque denominati, per i quali sono rese le dichiarazioni».

E non solo, nell’articolo 33, comma 7 bis, della legge 104 del 1992 si aggiunge che: «…il lavoratore decade dai diritti di cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

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La polizia municipale può fare i controlli legge 104? Diretti e indiretti

I controlli diretti e indiretti devono essere effettuati da enti certificati (nel caso di permessi retribuiti e congedo 104 il riferimento è all’INPS):

  • controlli diretti, accedendo direttamente alle informazioni detenute dall’Amministrazione certificante (INPS), anche mediante collegamento informatico tra banche dati;
  • controlli indiretti qualora si renda necessario acquisire informazioni di riscontro su una o più autocertificazioni o autodichiarazioni, sono effettuate attivandosi presso i competenti Uffici dell’Amministrazione certificante affinché questi confrontino i dati contenuti nell’autocertificazione e/o nella autodichiarazione con quelli contenuti nei propri archivi.

La polizia municipale può fare i controlli legge 104? È legittimo?

La questione che si potrebbe sollevare è ovvia: se l’ente certificante è l’INPS, non solo per il riconoscimento della disabilità dell’assistito, ma anche per i controlli informatici, per quale motivo viene utilizzata la polizia municipale?

La questione è stata sollevata più volte, anche al ministero della Giustizia, ma il punto è rimasto in sospeso. Si eccepiva in particolare una violazione dei diritti di riservatezza (con l’imbarazzo di vedersi piombare in casa agenti in divisa per un intervento non molto dissimile a una perquisizione) oltre allo spreco di risorse pubbliche.

Oggi la polizia municipale continua a effettuare le verifiche.

La polizia municipale può fare i controlli legge 104? Fase sanitaria

I controlli sulla legge 104 prevedono, come accennato, due fasi principali:

  • una sanitaria;
  • una amministrativa.

Nella prima si deve accertare lo stato di disabilità di una persona e il compito spetta alla commissione medico legale. È composta da medici e integrata da un operatore sociale e da un esperto specializzato nella patologia che deve essere esaminata.

La verifica sanitaria che comporta il riconoscimento dei benefici legati alla Legge 104 può concludersi i tre modi:

  • verbale con esito di conferma: lo stato di disabilità grave viene accertato e non occorre fare una nuova domanda, a meno che non si inizi un’attività lavorativa alle dipendenze di un datore di lavoro diverso da quello indicato nella richiesta, oppure sia variata la modalità lavorativa (da full time a part time o al contrario);
  • verbale con esito di mancata conferma: la situazione di disabilità grave non viene più certificata. L’Inps informa l’interessato e il datore di lavoro per interrompere il riconoscimento dei permessi;
  • assenza a visita di revisione: se la persona con disabilità grave non si presenta alla visita di revisione e non dà una giustificazione per l’ assenza entro 60 giorni dalla data di notifica della visita, scatta la revoca di tutti i benefici.

La polizia municipale può fare i controlli legge 104? Seconda fase

Superato il requisito sanitario, scatta la seconda fase dei controlli (che è il tema di questo post): le verifiche per accertare che non ci siano abusi da parte del cittadino che usufruisce dei benefici.

Questi controlli possono essere disposti sia dall’INPS, sia dal datore di lavoro. Abbiamo visto che una pubblica amministrazione può incaricare anche la polizia municipale. Un datore di lavoro può invece affidarsi alle agenzie di investigazione.

L’investigatore privato incaricato dall’azienda può seguire il beneficiario della Legge 104, riprenderlo con foto e video per accertare l’eventuale violazione o anche utilizzare qualsiasi altro sistema per procurarsi una testimonianza valida e credibile. Il datore di lavoro, una volta in possesso del materiale consegnato dall’investigatore, può a sua volta informare i carabinieri dell’abuso.

Se invece i controlli sono stati disposti dall’INPS, l’istituto può segnalare l’eventuale illecito agli inquirenti della Procura che sono obbligati ad aprire una indagine ufficiale (per truffa aggravata).

La polizia municipale può fare i controlli legge 104, verificare cioè il corretto utilizzo dei giorni di permesso o congedo retribuito? Vediamo cosa dice la legge e come funzionano i controlli. Cosa rischia chi viene sorpreso a non prestare la necessaria assistenza al familiare con disabilità.
Nella foto un’auto della polizia municipale

La polizia municipale può fare i controlli legge 104? Conseguenze

Il dipendente che ha utilizzato i permessi o il congedo per finalità diverse dall’assistenza al familiare con disabilità grave, rischia tre tipi di provvedimenti:

  • una sanzione disciplinare: che può anche portare al licenziamento per giusta causa. Sarebbe infatti pregiudicato il rapporto di fiducia tra il dipendente e il datore di lavoro;
  • una sanzione economica: l’Inps può chiedere la restituzione delle prestazioni di lavoro, mentre il datore di lavoro può pretendere un risarcimento per la disfunzione e il danno che le assenze (a questo punto immotivate) hanno provocato alla gestione e all’organizzazione dell’azienda;
  • una sanzione penale: la denuncia per truffa e indebita percezione di provvidenze pubbliche con false dichiarazioni.

FAQ (domande e risposte)

La polizia municipale può fare i controlli legge 104?

Sì, la polizia municipale può essere utilizzata anche per questi controlli domiciliari.

Cosa verifica la polizia municipale durante i controlli legge 104?

Controlla se il beneficiario dei permessi retribuiti e del congedo legge 104 stia effettivamente prestando assistenza al familiare con disabilità e se la persona con disabilità sia ricoverata a tempo pieno in strutture pubbliche o private che assicurano assistenza sanitaria.

Quali sono le fasi dei controlli sulla legge 104?

I controlli sulla legge 104 prevedono due fasi principali: una sanitaria e una amministrativa.

Cosa avviene nella fase sanitaria dei controlli legge 104?

Nella fase sanitaria si deve accertare lo stato di disabilità di una persona e il compito spetta alla commissione medico legale.

Cosa avviene nella seconda fase dei controlli legge 104?

Nella seconda fase dei controlli vengono effettuate verifiche per accertare che non si siano abusi da parte del cittadino che usufruisce dei benefici.

Chi può essere incaricato dei controlli nella seconda fase?

Questi controlli possono essere disposti sia dall’INPS, sia dal datore di lavoro. Un datore di lavoro può anche affidarsi alle agenzie di investigazione.

Come può procedere un investigatore privato incaricato dall’azienda per i controlli legge 104?

L’investigatore privato può seguire il beneficiario della Legge 104, riprenderlo con foto e video per accertare l’eventuale violazione o anche utilizzare qualsiasi altro sistema per procurarsi una testimonianza valida e credibile.

Cosa rischia un dipendente che ha abusato dei permessi o del congedo?

Il dipendente rischia una sanzione disciplinare, una sanzione economica, e una sanzione penale.

È legittimo l’uso della polizia municipale per i controlli legge 104?

La questione è stata sollevata più volte e rimane in sospeso. Tuttavia, la polizia municipale continua a effettuare le verifiche.

Cosa significa la revoca di tutti i benefici in caso di assenza a visita di revisione per la legge 104?

Se la persona con disabilità grave non si presenta alla visita di revisione e non dà una giustificazione per l’ assenza entro 60 giorni dalla data di notifica della visita, scatta la revoca di tutti i benefici.

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