Congedo per gravi motivi familiari: come funziona

Congedo per gravi motivi familiari: quando è possibile usufruirne, per quali situazioni, quanto dura e come richiederlo? Ne parliamo in questo approfondimento.
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23/09/2023

Oggi vi parliamo di congedo per gravi motivi familiari: quali sono e come richiederlo? (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è il congedo per gravi motivi familiari?

Il congedo per gravi motivi familiari rientra nell’elenco dei congedi parentali regolamentati dalla legge numero 53 del 2000.

Parliamo di quelle possibilità offerte a lavoratori e lavoratrici alle prese con indifferibili esigenze personali, malattie gravi o decessi di familiari.

Durante il congedo, il lavoratore o la lavoratrice conserva il posto di lavoro, ma non ha diritto alla retribuzione e neppure ai contributi ai fini previdenziali, anche se la normativa permette di riscattare il periodo di congedo. Inoltre non è possibile svolgere alcun tipo di attività professionale.

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A cosa serve il congedo per gravi motivi familiari?

Qualora l’assistenza al familiare con disabilità grave dovesse prolungarsi oltre i 3 giorni al mese di permesso retribuito (oppure oltre le 2 ore giornaliere), ci si potrà avvalere del congedo per i giorni in più necessari.

Il congedo per gravi motivi familiari può essere sfruttato per l’assistenza a parenti o affini entro il terzo grado, portatori di handicap, anche non conviventi, nonché per l’assistenza ai componenti della famiglia anagrafica (decreto interministeriale numero 278 del 21 luglio 2000).

Per famiglia anagrafica si intende “l’insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela, oppure legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune”.

Rientrano nell’elenco dei familiari assistiti tramite congedo per gravi motivi di salute, anche quei familiari non conviventi ai quali l’interessato è obbligato a prestare alimenti (coniuge, figli legittimi, naturali o adottivi, oppure genitori e ascendenti prossimi come nuore, generi, suoceri e fratelli), secondo quanto riportato dall’articolo 433 del Codice Civile.

Quali sono i gravi motivi per usufruire del congedo?

Parliamo di:

  • necessità familiari a seguito della morte di uno dei familiari;
  • necessità della presenza e dell’impegno del lavoratore per la cura e l’assistenza di familiari;
  • grave disagio personale del lavoratore stesso, al di fuori della malattia (ad esempio separazione o divorzio dal coniuge);
  • patologie dei familiari, ad esclusione del richiedente il permesso.

Congedo per gravi motivi familiari: per quali patologie?

Le patologie per le quali è possibile godere del congedo non retribuito sono:

  • patologie acute e croniche che causano la perdita permanente o temporanea dell’autonomia funzionale, comprese le affezioni croniche di natura congenita, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivante da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;
  • patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa e frequenti monitoraggi periodici ematochimici e strumentali;
  • patologie acute e croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario;
  • patologie dell’infanzia e dell’età evolutiva per la cui terapia e riabilitazione necessita il coinvolgimento dei genitori.

Quanto dura il congedo per gravi motivi familiari?

Il congedo non retribuito ha una durata di due anni e può essere goduto in modo continuativo o frazionato.

Se, però, l’interessato ha già beneficiato di alcuni mesi di congedo retribuito, sarà necessario sottrarre dai 24 mesi di congedo totale, i mesi già goduti.

Al termine del rapporto di lavoro, il datore di lavoro deve rilasciare l’attestazione del periodo di congedo fruito dal lavoratore o dalla lavoratrice.

Una volta presentata domanda per il congedo non retribuito, il datore di lavoro ha 10 giorni di tempo per informare il suo dipendente. L’eventuale diniego, anche parziale, deve essere motivato da argomentazioni relative all’organizzazione del lavoro.

La domanda, su richiesta del lavoratore o della lavoratrice, andrà riesaminata entro 20 giorni dal diniego del datore di lavoro.

Se il lavoratore o la lavoratrice è dipendente a tempo determinato, il datore di lavoro può negare il congedo non retribuito se questo risulta inconciliabile con la durata del rapporto lavorativo oppure quando il/la dipendente abbia già usufruito dei 3 giorni di permesso retribuito, o ancora quando questi sia stato assunto in sostituzione di un dipendente già in congedo per gli stessi motivi.

Congedo per gravi motivi familiari
Congedo per gravi motivi familiari: in foto tanti omini in blu in piedi su alcuni annunci di lavoro.

Faq sui congedi parentali

Posso richiedere i congedi parentali nel 2023 se sono un genitore solo?

Sì, perché per la prima volta, il decreto Conciliazione vita lavoro tutela anche i nuclei familiari monogenitoriali e il caso del “genitore solo” che sussiste nei seguenti casi:

  • in caso di morte o grave infermità dell’altro genitore;
  • nel caso di abbandono o mancato riconoscimento del minore da parte dell’altro genitore;
  • in tutti i casi di affidamento esclusivo del minore a un solo genitore, compreso l’affidamento esclusivo disposto ai sensi dell’articolo 337-quater del codice civile.

Cosa si perde con il congedo biennale?

Il periodo in cui si usufruisce del congedo biennale straordinario non contribuisce a diversi aspetti:

  • Non contribuisce alla maturazione del diritto alle ferie.
  • Non contribuisce alla maturazione della tredicesima mensilità.
  • Non è incluso nel calcolo del trattamento di fine servizio (TFS) o del trattamento di fine rapporto (TFR).

Come si modifica un periodo di congedo 104 già richiesto?

La modifica del congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità si effettua analogamente ai permessi. Utilizzando sempre la funzionalità “Variazione dati domanda” sul sito dell’INPS, è possibile variare le condizioni dichiarate di una domanda di congedo straordinario già presentata.

Puoi modificare dati come l’indirizzo del domicilio, dati lavorativi e le dichiarazioni date in fase di presentazione. Come per i permessi, anche qui è possibile rinunciare alla domanda che si vuole modificare e presentare una nuova domanda con le variazioni. Questa variazione può essere fatta solo per le domande in corso di fruizione nel mese di presentazione.

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