Congedi parentali 2023 in breve: novità, leggi e regole

In questo approfondimento parliamo di tutte le novità, delle regole e delle leggi in merito ai congedi parentali nel 2023.
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12/01/2023

Cosa cambia nell’utilizzo dei congedi parentali nel 2023? Quali sono le regole a cui devi attenerti e le leggi a cui fare riferimento? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il decreto Conciliazione vita lavoro, entrato in vigore nel 2022, ha modificato e ampliato le misure a favore della genitorialità, compresi i congedi parentali per i lavoratori che devono prendersi cura dei propri figli nei primi anni di vita.

Successivamente, è intervenuta anche la legge di bilancio 2023, che ha apportato altre novità. Vediamo quindi quali sono queste novità e le regole sui congedi parentali nel 2023.

Indice

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Quali sono le novità sui congedi parentali nel 2023?

Ti mostriamo, in sintesi, quelle che sono le novità sui congedi parentali nel 2023, per poi approfondirle nei prossimi paragrafi, insieme alle regole e alle leggi a cui fare riferimento.

Quindi, la legge di bilancio 2023 allunga i tempi di fruizione per il congedo parentale e aumenta le retribuzioni totali.

Nello specifico, si registra un incremento dal 30 all’80 per cento sull’indennità per congedo parentale destinata a:

  • lavoratrici e lavoratori autonomi;

Quindi, i congedi parentali nel 2023 possono essere richiesti da lavoratrici e lavoratori del settore privato e anche da quello pubblico, in un’ottica di piena equiparazione dei diritti alla genitorialità e all’assistenza.

Tuttavia questi soggetti possono fruire dell’indennità maggiorata all’80 per cento:

  • in alternativa tra loro
  • e nel limite massimo di un mese da usufruire entro il sesto anno di vita del figlio con riferimento alle lavoratrici e ai lavoratori che terminano il periodo di congedo di maternità o di paternità successivamente al 31 dicembre 2022.

I congedi parentali non spettano a:

  • genitori disoccupati o sospesi;
  • genitori lavoratori domestici;
  • genitori lavoratori a domicilio.

Restano in vigore tutte le altre regole introdotte a giugno 2022 con il Decreto Conciliazione vita lavoro: vediamo quali sono.

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Regole sui congedi parentali nel 2023 confermate con il decreto Conciliazione vita lavoro

Restano in vigore tutte le altre novità in materia di congedi parentali nel 2023 introdotte dal Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, che attua la direttiva UE 2019/1158 in tema di work-life balance (equilibrio vita-lavoro) e che sono spiegate dal punto di vista operativo nella Circolare INPS n. 122 del 27.10.2022.

Con il decreto Conciliazione vita lavoro, il diritto all’indennità risulta esteso fino ai 12 anni d’età del bambino, rispetto ai 6 anni precedentemente previsti, e con una diversa ripartizione dei periodi indennizzabili che complessivamente possono arrivare fino a un massimo di 9 mesi e non più 6.

In presenza di un solo genitore o di un genitore con affidamento esclusivo, la durata massima del congedo per i figli fino a 12 anni di età, passa da 10 a 11 mesi (su questo punto ci soffermiamo meglio più avanti).

Per quanto riguarda i genitori adottivi e affidatari, la legge prevede infatti che siano equiparati ai genitori naturali in materia di congedi per maternità e congedi parentali).

Infine, il diritto all’indennità si prescrive entro un anno e decorre dal giorno successivo alla fine del periodo indennizzabile. Per evitare la perdita del diritto, è necessario che la lavoratrice o il lavoratore presentino all’INPS (prima dello scadere dell’anno) istanze scritte di data certa, dirette a ottenere il pagamento della indennità.

In questo approfondimento vediamo invece come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104.

A quanto ammontano i congedi parentali nel 2023?

I congedi parentali nel 2023 danno diritto, per una porzione di tempo, a un’indennità pari al 30% per 8 mesi e all’80% per 1 mese, della retribuzione media  giornaliera del lavoratore.

La retribuzione media va calcolata in base alla retribuzione del mese precedente l’inizio del periodo di congedo ed è comprensiva del rateo giornaliero relativo alla gratifica natalizia (tredicesima mensilità) e degli altri premi o mensilità o trattamenti accessori eventualmente erogati.

Ti spieghiamo in quali casi puoi richiedere il congedo non retribuito di due anni e come fare per ottenerlo.

Come funzionano i congedi parentali nel 2023?

I congedi parentali nel 2023 possono essere fruiti a giorni o a ore, non solo a mesi. quindi, puoi assentarti dal lavoro per alcune ore, per alcuni giorni o per interi mesi.

La durata precisa, però, varia in base al fatto che li utilizzi da solo o con l’altro genitore e, a seconda dei casi, anche in base alla composizione familiare e al tipo di lavoro che svolgi. È necessario leggere attentamente la Circolare operativa dell’INPS n. 122 del 27.10.2022 per capire bene l’utilizzo dei congedi parentali.

Attenzione: per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata il congedo parentale non è fruibile in modalità oraria, non spettano periodi di congedo non indennizzati e non è prevista la tutela del genitore solo.

Scopri come richiedere all’INPS il congedo parentale con la Legge 104: ecco requisiti e agevolazioni.

Congedi parentali nel 2023
Congedi parentali 2023 in breve: nella foto due genitori con la figlia nata da poco.

Posso richiedere i congedi parentali nel 2023 se sono un genitore solo?

Sì, perché per la prima volta, il decreto Conciliazione vita lavoro tutela anche i nuclei familiari monogenitoriali e il caso del “genitore solo” che sussiste nei seguenti casi:

in caso di morte o grave infermità dell’altro genitore;

nel caso di abbandono o mancato riconoscimento del minore da parte dell’altro genitore;

in tutti i casi di affidamento esclusivo del minore a un solo genitore, compreso l’affidamento esclusivo disposto ai sensi dell’articolo 337-quater del codice civile.

Il valore dell’indennizzo del congedo parentale, per il genitore solo, è lo stesso di quello riconosciuto complessivamente  alla coppia genitoriale perché, in questi casi, l’altro genitore perde il diritto al congedo non ancora utilizzato.

Quindi, al genitore solo (va trasmesso all’INPS il provvedimento di affidamento esclusivo) vengono riconosciuti 11 mesi di congedo parentale così indennizzati:

  • 9 mesi indennizzabili, 8 al 30% e 1 all’80% della retribuzione;

Potrebbe anche interessarti se, in caso di separazione o di divorzio, il marito con disabilità paga il mantenimento o ne è dispensato a causa della sua condizione.

Quando fare domanda per i congedi parentali nel 2023?

La domanda per i congedi parentali nel 2023 va inoltrata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto. Se viene presentata dopo saranno pagati solo i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda.

Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità è anticipata dal datore di lavoro, tranne per gli operai agricoli a tempo determinato, i lavoratori stagionali a termine e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato, per i quali è previsto il pagamento diretto dall’INPS, così come per le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata e per le lavoratrici autonome.

La domanda per invalidità civile per minori diventa più facile: le novità dell’Inps sulle semplificazioni della procedura.

Come fare domanda per i congedi parentali nel 2023?

Puoi presentare la domanda per congedi parentali nel 2023 online all’INPS attraverso il servizio dedicato , utilizzando le tue credenziali d’accesso (SPID, CIE o CNS). Il menu del servizio si articola nelle seguenti voci:

  • informazioni – pagina che descrive le prestazioni previste per le differenti categorie di lavoratori in caso di parto, adozione o affidamento;
  • manuali – pagina dalla quale è possibile consultare e scaricare i manuali d’uso della funzionalità di “acquisizione domanda” disponibili per ogni categoria di lavoratrice/lavoratore;
  • acquisizione domanda – funzionalità che consente la compilazione e l’invio della domanda di congedo parentale per le diverse categorie di lavoratrici/lavoratori;
  • annullamento domande – funzionalità che permette di annullare la domanda inserita;
  • consultazione domande – funzionalità che consente di verificare le domande inserite e inviate all’INPS.

In alternativa, puoi presentare la domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • Caf o patronati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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