Categorie protette, posto di lavoro intoccabile? 

Vediamo se le categorie protette hanno sempre diritto alla conservazione del posto di lavoro o se anche per loro si applicano le stesse regole di tutti gli altri lavoratori.
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04/02/2023

Le categorie protette che sono state assunte nelle quote di riserva obbligatorie delle aziende, hanno poi diritto a conservare sempre e comunque il loro posto di lavoro? Quali sono regole a cui devono sottostare e le tutele che vengono garantite? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Le persone con una disabilità superiore al 45% hanno la possibilità di chiedere l’iscrizione alle categorie protette ed essere assunte nelle quote di riserva delle aziende tramite chiamata nominativa o collocamento mirato.

Le categorie protette sono tutelate nell’ambito lavorativo. In questo approfondimento ci chiediamo se, una volta assunte, hanno sempre e comunque diritto alla conservazione del posto di lavoro. Vediamo cosa prevede la normativa e come funziona.

Indice

Le categorie protette hanno diritto a conservare il posto di lavoro in ogni caso?

No, appartenere alle categorie protette non ti dà di la garanzia di conservare in ogni caso e circostanza il posto di lavoro.

Fare parte delle categorie protette ti assicura indubbiamente delle priorità, come quella della precedenza nel caso in cui il tuo datore di lavoro deve procedere a un’assunzione a tempo indeterminato e tu hai un contratto a termine.

In quel caso, il datore di lavoro deve dare la precedenza a te. Tuttavia, come vedrai tra poco, anche in questo caso non hai la sicurezza che possa essere fatto.

Il fatto di essere stato assunto come categoria protetta, in sostanza, non ti garantisce il posto di lavoro e, alla scadenza di contratto, il tuo datore di lavoro può scegliere di non rinnovartelo.

Se il contratto è invece a tempo indeterminato, in caso giustificato motivo oggettivo puoi essere anche licenziato per giusta causa.

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Cosa succede dopo l’assunzione delle categorie protette?

Le aziende pubbliche e private hanno l’obbligo di riservare delle quote alle persone con disabilità iscritte alle categorie protette.

In questo articolo ti spieghiamo come iscriverti alle categorie protette. In questo, invece, parliamo delle quote di riserva e di quali sono gli obblighi del datore di lavoro.

Una volta assunto come categoria protetta, ha formalmente inizio il rapporto di lavoro.

Il rapporto di lavoro, è regolato dalle stesse norme che si applicano per la generalità dei lavoratori. Ovviamente ci sono delle eccezioni: per esempio, a un lavoratore disabile devono essere affidate mansioni che la propria condizione consenta di portare a termine. Leggi anche quali sono tutti i diritti delle categorie protette.

In quali casi le categorie protette possono essere licenziate?

Considerato che le categorie protette devono sottostare alle stesse regole applicate per la generalità dei lavoratori, nel caso in cui vengano infrante si rischia il licenziamento.

Appartenere a una categoria protetta, infatti, non vuol dire che si può agire come meglio si creda, senza considerare le regole che vigono in un’azienda.

Quindi, puoi essere licenziato per giusta causa o per giustificato motivo oggettivo, come tutti gli altri dipendenti.

Nel tuo caso, poi, è previsto un altro motivo di licenziamento: l’aggravamento del tuo stato di salute.

Se il tuo stato di salute si aggrava, non riesci a svolgere più le mansioni che ti erano state assegnate e in azienda non ci sono altre mansioni che puoi svolgere e chi si adattano al tuo sopraggiunto aggravamento dell’invalidità, il datore può legittimamente licenziarti.

Per finire, un altro motivo per cui potresti essere licenziato è il mancato superamento del periodo di prova.

La prova, infatti, serve per valutare l’utilità effettiva di un soggetto all’interno dell’azienda.

Il fatto che tu sia stato chiamato per una prova all’interno dell’azienda, in vista di una possibile assunzione, non ti dà accesso sicuro al lavoro.

Se la prova non va bene, il datore di lavoro può decidere di annullare il contratto e cercare un altro lavoro appartenente alla categoria protetta.

In questo approfondimento cerchiamo di capire chi viene escluso dalle categorie protette, ovvero in quali casi si perde il diritto.

Cosa succede se alle categorie protette scade il contratto di lavoro?

Se fai parte delle categorie protette e hai un contratto a tempo determinato, il tuo datore di lavoro ha l’obbligo di assumerti almeno per 6 mesi.

Dopo questi 6 mesi, può decidere se rinnovarti il contratto o meno. Nel caso in cui, però, deve procedere con un’assunzione a tempo indeterminato entro i successivi 12 mesi e con riferimento alle tue mansioni previste nel contratto a termine, hai tu la precedenza rispetto ad altri, quindi non può assumere in azienda un’altra persona al posto tuo.

Scopri nel dettaglio quali sono le agevolazioni per l’assunzione part time di persone con disabilità che forniscono dei benefici alle imprese.

Categorie protette
Categorie protette. Nella foto un lavoratore invalido.

In quali casi le categorie protette non possono essere licenziate?

Se fai parte delle categorie protette non puoi essere licenziato in caso di fallimento dell’imprenditore o di liquidazione coatta amministrativa dell’azienda.

Tuttavia, nel caso in cui non esista possibilità di ricollocarti, può essere applicato il licenziamento per giusta causa. Anche il ricollocamento, infatti, deve prevedere mansioni adatte alla tua capacità lavorativa residua.

Se il licenziamento avviene a causa della riduzione del personale per giustificato motivo (crisi aziendale, per esempio) che riguardi la riduzione del personale, si considera illegittimo quando il numero dei dipendenti disabili ancora in forza nell’azienda è inferiore alla quota di riserva stabilita per legge.

Per farti un esempio: la tua azienda ha l’obbligo di assumere tre lavoratori iscritti alle categorie protette.

A un certo punto, il datore di lavoro ti licenzia, e adduce come motivazione il fatto che debba ridurre il personale a causa di crisi aziendale. In azienda, però, restano 18 dipendenti normodotati e un disabile. A questo punto, prima di licenziare te, il datore di lavoro deve optare per il licenziamento di un altro dipendente che non rientri nelle categorie protette.

Se invece il numero dei dipendenti rimasti è inferiore alla quota di riserva, il licenziamento può ritenersi legittimo.

In ogni caso, se ritieni che il licenziamento sia stato eseguito senza giusta causa, puoi sempre impugnarlo e fare ricorso.

Per esempio, se il datore di lavoro che ti licenzia a causa del tuo aggravamento delle condizioni di salute, ma ritieni che in azienda ci siano mansioni che possono essere svolte da te.

In conclusione, le categorie protette non hanno la garanzia della conservazione del posto di lavoro. Hanno il diritto di avere un’occupazione e in questo sono facilitate dalla Legge 68/99. Per il resto, devono sottostare a tutte le regole che deve seguire qualsiasi dipendente e sono soggetti a licenziamento come tutti gli altri, tranne nei casi in cui vengano violate dal datore di lavoro le norme che le tutelano.

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