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Assegno ordinario di invalidità: posso smettere di lavorare

Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: spetta ancora se non si ha più un lavoro? Vediamo cosa dice la legge.
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12/05/2023

Si può percepire l’Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare? Vediamolo insieme in questo approfondimento (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: spetta ancora?

Si ha diritto a ricevere l’Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare? Rispondiamo subito alla domanda: chi percepisce la prestazione erogata dall’INPS può smettere di lavorare, continuando a ricevere l’assegno mensile.

Infatti, l’Assegno ordinario di invalidità è compatibile con l’attività lavorativa (il titolare può lavorare e percepire la prestazione previdenziale) e non cessa di esistere nel momento in cui il beneficiario decide di smettere di lavorare.

Una volta riconosciuto, l’Assegno continua a essere erogato anche in assenza di un lavoro, fino a quando il titolare conserva i requisiti sanitari per averne diritto.

Attenzione, però. Essendo l’Assegno ordinario di invalidità una prestazione a scadenza e rinnovabile ogni tre anni, può accadere che, in caso di miglioramento dello stato di salute, si possa perdere il diritto all’indennità.

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Il rischio che si corre è che, una volta interrotta l’attività lavorativa, non è escluso che si possa perdere il diritto all’Assegno, finendo per ritrovarsi senza un lavoro e senza indennità.

Il consiglio che ci sentiamo di offrirvi è di continuare a lavorare (se le vostre condizioni di salute lo consentono), soprattutto se dovessero mancarvi pochi anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata. In modo tale da avere le spalle coperte nel caso in cui non doveste superare la visita di revisione e perdere la prestazione.

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Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: a chi spetta?

Abbiamo visto che è possibile continuare a percepire l’Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare, ma anche che questa prestazione è rinnovabile e può non durare per sempre.

L’Assegno spetta ai lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati, ma non ai lavoratori del pubblico impiego, che a causa di una patologia o di una menomazione si sono visti riconoscere una percentuale di invalidità superiore al 66%.

Oltre al requisito medico-legale, per avere diritto alla prestazione occorre aver versato almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni negli ultimi 5 anni prima della presentazione della domanda.

Non rientrano nel calcolo dell’anzianità contributiva:

  • i periodi di astensione facoltativa dopo il parto (congedo parentale);
  • i periodi di lavoro all’estero non protetti dalle assicurazioni in base a convenzioni o accordi internazionali;
  • i periodi di servizio militare eccedenti alla leva;
  • i periodi di malattia superiori a un anno;
  • i periodi di iscrizione a forme di previdenza obbligatoria diverse da quelle sostitutive.

Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: domanda e rinnovo

Come visto, l’Assegno ordinario di invalidità ha una durata triennale. Al termine dei 3 anni, la prestazione può essere confermata se rimangono invariate le condizioni medico-legali precedenti, dopo la visita di revisione a cui il beneficiario è obbligato a sottoporsi.

La domanda di rinnovo va presentata entro 6 mesi dalla scadenza del triennio e fino al 120esimo giorno successivo alla scadenza.

Dopo il terzo rinnovo, la prestazione spetta di diritto in modo permanente, anche se il beneficiario può comunque essere sottoposto a una visita di revisione periodica o può richiedere di effettuarne una, in caso di un peggioramento dello stato di salute.

Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare
Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: in foto un uomo sulla sedia a rotelle.

Assegno ordinario di invalidità se si smette di lavorare: importo

L’importo della prestazione è calcolato allo stesso modo delle altre prestazioni previdenziali, con il sistema contributivo (se tutti i contributi sono stati versati a partire dal 1996), con il sistema retributivo (se tutti i contributi sono stati versati prima del 1996) e con il sistema misto, se i contributi sono stati versati prima e dopo il 1996.

Se l’importo dell’Assegno ordinario di invalidità è inferiore alla soglia minima prevista dalla legge (563 euro al mese), si avrà diritto all’integrazione al trattamento minimo.

Per ottenerlo, però, è necessario avere un reddito personale annuo non superiore a 14.876,68 euro e un reddito da coniugato annuo non superiore a 22.315,02 euro.

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