Assegno di accompagnamento provvisorio: per chi

Scopri i casi in cui è possibile richiedere l'assegno di accompagnamento provvisorio e come fare per effettuare la richiesta.
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12/07/2023

Vediamo quando è possibile ricevere l’Assegno di accompagnamento provvisorio e di cosa si tratta (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo video guide e interviste).

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A chi spetta l’assegno di accompagnamento provvisorio?

Esiste un assegno di accompagnamento provvisorio per le persone che affrontano la chemioterapia, la radioterapia o che sono affette da cancro.

Durante il periodo di cura, i malati oncologici possono incontrare difficoltà nello svolgere le attività quotidiane a causa della debolezza e potrebbero necessitare di assistenza continua.

Per questo motivo, il legislatore ha previsto per loro il diritto a beneficiare di un sostegno economico temporaneo.

Il contributo finanziario è concesso solo per il periodo in cui è necessario. Tuttavia, il riconoscimento dell’indennità non è automatico e deve essere valutato caso per caso, come stabilito dalla Corte di Cassazione.

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Assegno di accompagnamento regole generali

L’indennità di accompagnamento, anche conosciuta come assegno di accompagnamento, è un beneficio economico fornito dallo Stato attraverso l’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) destinato alle persone che sono completamente invalide e/o incapaci di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, o che sono incapaci di svolgere le attività quotidiane.

Un individuo viene considerato completamente invalido nel momento in cui è stato accertato che è impossibilitato a camminare autonomamente e a svolgere le normali attività della vita quotidiana.

L’indennità di accompagnamento è stata introdotta per fornire sostegno al caregiver che si prende cura dell’individuo invalido o, in caso di assenza del caregiver, per consentire all’individuo stesso di ricevere assistenza e aiuto da servizi esterni.

Importo assegno di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento viene erogata per un periodo di 12 mensilità e non è soggetta a limiti di reddito. Non è reversibile, ovvero non può essere trasferita ai familiari superstiti del titolare deceduto.

Per l’anno 2023, l’importo mensile dell’indennità è pari a 527,16 euro. Tuttavia, l’erogazione dell’indennità viene sospesa nel caso in cui il beneficiario venga ricoverato in un istituto di cura finanziato da un ente pubblico e la retta sia a carico di tale ente. In tal caso, è necessario comunicare tempestivamente questa situazione all’INPS.

Indipendentemente dalla situazione, ogni beneficiario deve fornire una dichiarazione, entro il 31 marzo di ogni anno, attestando personalmente che non è ricoverato gratuitamente presso un istituto.

Se il beneficiario si trova temporaneamente impossibilitato a fare questa dichiarazione, può essere fatta dal coniuge o da un familiare fino al terzo grado di parentela.

Inoltre, al malato spetta anche l’esenzione dal pagamento del ticket per i farmaci e le prestazioni sanitarie (codice C02).

Come si ottiene l’assegno di accompagnamento?

Ecco una sintesi dei passaggi per ottenere l’assegno di accompagnamento per anziani e disabili dall’INPS:

  1. Richiedere il riconoscimento dell’invalidità: Effettuare un appuntamento con il medico di famiglia e richiedere il Certificato Medico Introduttivo, il quale attesta la necessità dell’accertamento sanitario per l’invalidità.
  2. Richiedere l’indennità di accompagnamento: Inviare il Certificato Medico Introduttivo all’INPS tramite l’apposita funzione presente sul sito dell’ente. Riceverai una ricevuta con un codice identificativo che certifica l’avvio della pratica.
  3. Fare la visita medica per il riconoscimento dell’invalidità: Il malato sarà contattato dall’INPS per una visita medica al fine di attestare l’invalidità. La visita può avvenire presso l’ASL o a domicilio, se specificato nel Certificato Medico Introduttivo. Al termine, verrà rilasciato il certificato di invalidità.
  4. Richiedere l’erogazione dell’indennità di accompagnamento: Puoi presentare la domanda attraverso il sito web dell’INPS utilizzando il tuo PIN personale, o recarti presso un ente di patronato o associazione di categoria per disabili per compilare la domanda con l’aiuto del personale.
  5. Ricevere il verbale di invalidità civile dall’INPS: Dopo aver visionato la documentazione, l’INPS invierà il verbale di invalidità civile tramite PEC o raccomandata A/R.
  6. Presentare il modulo AP70: Per completare la richiesta, dovrai compilare e inviare il modulo AP70, chiamato “Invalidità civile – Invio dati socio-economici e reddituali per la concessione delle prestazioni economiche”. Puoi accedere alla richiesta tramite il sito web dell’INPS o tramite gli enti di patronato.
Assegno di accompagnamento provvisorio
Assegno di accompagnamento provvisorio: in foto una donna in carrozzina guarda da una vetrata.

FAQ sull’assegno di accompagnamento provvisorio

Quando viene erogato l’assegno di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è destinata agli anziani e ai disabili con totale inabilità accertata, sia a livello fisico che psichico. Questo beneficio non è soggetto a restrizioni di reddito, età o nucleo familiare. Inoltre, spetta anche ai pazienti affetti da cancro che sono sottoposti a cicli di chemioterapia, a condizione che sia riconosciuta un’invalidità del 100% a causa della malattia.

Come capire se è stata accettato l’accompagnamento?

Per conoscere l’esito della richiesta di invalidità presso l’INPS, sarà necessario ritirare la raccomandata contenente il verbale della visita medica. Nel verbale sarà indicato il grado di invalidità riconosciuto e quindi si potrà determinare se la richiesta è stata accettata o respinta.

Chi percepisce l’indennità di accompagnamento può vivere da solo?

La legge attuale non impone alcuna restrizione sulla libertà personale delle persone che ricevono l’indennità di accompagnamento. Piuttosto, viene prevista la possibilità di valutare quali persone con disabilità necessitino di un accompagnatore, senza che ciò comporti alcun obbligo nei loro spostamenti.

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