Assegno ordinario di invalidità: quando si riduce e come

In quali casi si ha una riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità e quando invece è possibile ottenere un’integrazione se l’importo è troppo basso.
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02/05/2023

Cosa vuol dire che mi verrà applicata una riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità? Se l’importo dell’Assegno è troppo basso non dovrei invece ottenere un’integrazione? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

In presenza di attività lavorativa e di possesso di determinati redditi stabiliti per legge è prevista una riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità.

Questa non è da confondersi con un importo troppo basso dell’Assegno. In questo caso, sempre nel limite di una determinata situazione reddituale, si ha invece diritto a un’integrazione.

Vediamo quindi in quali casi si ha una riduzione della prestazione economica e in quali invece si può aumentare il suo importo.

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Indice

Quando si ha la riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità?

La riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità viene applicata nel caso in cui il beneficiario continui a svolgere attività lavorativa e supera un determinato limite di reddito.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il fattore reddituale, così come stabilito dalla Legge 222/1984, una volta che l’INPS calcola l’ammontare dell’assegno, applicherà delle fasce percentuali di riduzione sull’Assegno ordinario di invalidità (AOI):

  • 25%: questa aliquota percentuale di penalizzazione sull’importo dell’Assegno ordinario di invalidità verrà applicata se il reddito dovesse superare 4 volte il trattamento minimo, che per il 2023 è di 563,74 euro;
  • 50%: l’aliquota penalizzante del 50% verrà invece applicata se si supera 5 volte l’ammontare del trattamento minimo.

Non superando il limite reddituale, il percettore di AOI che possiede un assegno inferiore al trattamento minimo (563,74 euro), avrà diritto all’integrazione al trattamento minimo. Vediamo qual è il limite reddituale e chi ha diritto a questa integrazione.

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Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità: a chi spetta l’integrazione al minimo

Abbiamo visto come la riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità si applica in presenza di attività lavorativa e se il suo importo calcolato dall’INPS supera 4 o 5 volte il trattamento minimo.

Abbiamo anche detto, però, che se non si supera il limite reddituale, chi possiede invece un assegno inferiore al trattamento minimo (563,74 euro) può aver diritto a un’integrazione.

Per fare un esempio pratico: mettiamo il caso che l’INPS ti abbia calcolato un importo dell’Assegno ordinario di invalidità pari a 345 euro e che non superi i limiti reddituali per ottenere l’integrazione che nel 2023 sono:

  • 13.085,02 euro se sei coniugato;
  • 19.627,53 euro se sei da solo.

A questo punto l’INPS dovrà integrare l’importo di 345 euro fino a raggiungere la soglia del trattamento minimo e l’importo dell’assegno ordinario di invalidità, ammonterà a 563,74 euro.

Vediamo adesso qual è il sistema di calcolo per l’Assegno ordinario di invalidità.

In questo approfondimento ti spieghiamo nel dettaglio come calcolare l’Assegno ordinario di invalidità.

Come si calcola l’importo per capire se si avrà una riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità?

Il sistema di calcolo per conoscere se si avrà una riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità tiene conto dei contributi previdenziali e assicurativi versati all’INPS.

A seconda di dove sono posizionati temporalmente i contributi che hai versato, l’INPS effettuerà il calcolo secondo le seguenti variabili:

Rientrano nel metodo retributivo puro tutti coloro i quali possiedono almeno 18 anni di contribuzione al 31/12/1995, mentre rientrano nel metodo misto tutti coloro i quali possiedono meno di 18 anni di contribuzione al 31/12/1995 e ulteriore contribuzione successiva a questa data infine.

Rientrano invece nel contributivo puro, tutti coloro i quali possiedono il primo contributo a partire dal 01/01/1996.

Le differenze tra i diversi sistemi di calcolo sono sostanziali, basti pensare che il sistema di calcolo retributivo tiene in considerazione le ultime retribuzioni del soggetto mentre, il calcolo contributivo puro, solo massimali e minimali contributivi oltre ad alcune variabili di età.

Per quanto riguarda il sistema misto, l’importo dell’assegno di invalidità verrà calcolato con il sistema delle quote dove:

  • la quota A, rappresenta il calcolo dei contributi fino al 31/12/1995;
  • la quota B, quelli dal 01/01/1996. La somma delle due quote restituisce l’importo dell’assegno ordinario di invalidità.

I cittadini che si ritroveranno ad avere il calcolo della prestazione con il sistema contributivo puro, si vedranno liquidare un importo sull’assegno ordinario di invalidità veramente misero e, per di più, non avranno diritto per legge all’integrazione al trattamento minimo, abolita dalla Legge 335/1995.

Una volta che abbiamo chiarito a chi viene applicata la riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità e a chi invece spetta l’integrazione, ricordiamo cosa prevede questa prestazione, chi può richiederla e come fare domanda.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità. Assegno ordinario di invalidità: scopri se è reversibile ai superstiti e prima o dopo i 67 anni di età.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità: che cos’è l’AOI?

Per capire meglio a chi viene applicata la riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità dobbiamo capire cosa prevede questa prestazione.

L’Assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS a tutti quei soggetti iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (AGO), i lavoratori autonomi e i lavoratori iscritti alla gestione separata le cui capacità lavorative siano ridotte in modo permanente a meno di un terzo per infermità fisica o mentale.

L’Assegno ha durata triennale, periodo al termine del quale il percettore ha l’obbligo di inoltrare domanda di conferma assegno, in mancanza della quale, l’istituto previdenziale provvederà al blocco dell’erogazione.

Dopo tre riconoscimenti consecutivi, di cui il primo riconoscimento deve essere conteggiato nel calcolo, l’assegno diventa definitivo fino all’età pensionabile (67 anni, nel caso sussistano i requisiti contributivi) o di assegno sociale (nel caso in cui non vi siano i requisiti minimi di contribuzione per la pensione di vecchiaia).

L’INPS, anche prima della scadenza del rinnovo dell’Assegno ordinario di invalidità, ha facoltà di convocare il beneficiario a una visita medico-legale al fine di accertare che le condizioni vincolanti all’erogazione della prestazione sussistano. L’assenza non giustificata alla convocazione a visita determina il blocco della prestazione.

Si ricorda che per richiedere l’Assegno ordinario di invalidità non è richiesto alcun requisito anagrafico, sarà sufficiente essere in possesso dei requisiti sanitari e contributivi.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità. Ecco come rinnovare l’Assegno ordinario di invalidità, dopo quanto tempo devi farlo e cosa comporta il rinnovo.

Riduzione dell'Assegno ordinario di invalidità
Assegno ordinario di invalidità: quando si riduce e come

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità: il requisito sanitario

Così come confermato dall’articolo 1, commi 1 e 2 della Legge 222/1984, per richiedere l’Assegno ordinario di invalidità dovrai aver accertata una capacità lavorativa ridotta in modo permanente a meno di un terzo, a causa di infermità, difetto fisico o mentale.

Il giudizio della Commissione medica per l’accertamento sanitario non si baserà esclusivamente sulla valutazione medica, ma terrà conto di fattori soggettivi come l’esperienza professionale del richiedente, in modo da considerare i riflessi della menomazione sull’attività svolta.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità. È necessario che venga riconosciuta una minima percentuale di invalidità per l’Assegno ordinario? Scoprilo in questo articolo.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità: il requisito reddituale

Oltre al requisito sanitario, per richiedere l’Assegno ordinario di invalidità devi essere iscritto a un fondo previdenziale da almeno 5 anni ed essere in possesso di almeno 5 anni di contribuzione di cui almeno tre nel quinquennio precedente l’inoltro della domanda.

Vanno esclusi dal calcolo della contribuzione utile:

  • periodi di assenza per astensione facoltativa dopo il parto;
  • periodi di lavoro subordinato all’estero;
  • i periodi di servizio militare
  • i congedi parentali;
  • periodi di malattia superiori ad un anno;
  • periodi di iscrizione a forme di previdenza obbligatorie diverse da quelle sostitutive dell’assicurazione Ivs.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità. Assegno ordinario solo con invalidità specifica o basta anche il riconoscimento dell’invalidità generica? Quali sono le differenze, cosa cambia rispetto alla riduzione della capacità di lavoro, come viene stabilita? Proviamo a fare chiarezza.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità: come fare domanda per l’AOI

Per presentare domanda di Assegno ordinario di invalidità, innanzitutto occorre far redigere dal proprio medico curante un apposito certificato medico attestante le patologie delle quali sei affetto, ovvero il certificato medico introduttivo.

Una volta in possesso del certificato medico le modalità di inoltro saranno le seguenti:

  • autonomamente, utilizzando il portale telematico dell’INPS, se in possesso di credenziali di accesso (SPID, CIE o CNS);
  • presso un CAF o un patronato.

Riduzione dell’Assegno ordinario di invalidità. Ecco nel dettaglio come presentare domanda per l’Assegno ordinario di invalidità.

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