Reversibilità, la percentuale di invalidità incide?

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? Vediamo se è necessaria una percentuale minima di invalidità affinché una persona disabile possa beneficiare della reversibilità di un familiare deceduto.
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22/3/23

Cosa si intende per reversibilità? Una persona disabile ha sempre diritto a ottenerla, dopo il decesso di un familiare che lo aveva a carico, oppure la percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La reversibilità è un trattamento che permette ai superstiti di un pensionato o di un lavoratore di continuare a ricevere una mensilità.

In alcuni casi, questa mensilità rappresenta l’unica fonte di sostentamento per il superstite.

Inoltre, la reversibilità può essere differente nel caso in cui si tratti di pensionato defunto o di lavoratore deceduto.

In questo approfondimento cerchiamo di capire se la percentuale di invalidità incide sulla reversibilità e cosa può cambiare se la reversibilità riguarda il familiare superstite di un pensionato o di un lavoratore.

Indice

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità?

No, la percentuale di invalidità non incide sulla reversibilità. La sentenza n. 27448/2017 della Corte di Cassazione chiarisce che, per aver diritto alla reversibilità, non è richiesto il superamento di un certo grado di invalidità, ma la l’inabilità lavorativa.

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La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? Cosa vuol dire “inabilità lavorativa”?

Abbiamo visto che la percentuale di invalidità non incide sulla reversibilità, ma per ottenere il trattamento è necessario essere stati riconosciuti inabili al lavoro.

Per inabili al lavoro si intendono le persone disabili o invalide che si trovano “nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi lavoro” a causa di un disturbo o di una menomazione, che può essere fisica o mentale.

Per aver diritto alla reversibilità, quindi, la persona disabile non deve svolgere alcuna attività lavorativa.

C’è solo un’eccezione in cui è permesso alla persona con disabilità di lavorare, ovvero quando il lavoro svolto ha finalità terapeutiche, per non più di 25 ore settimanali e presso cooperative o aziende che assumono persone disabili ricorrendo a convenzioni di integrazione lavorativa.

Inoltre, il familiare superstite, alla morte del familiare deve possedere i seguenti requisiti:

  • essere stato riconosciuto inabile al lavoro prima del decesso del familiare;
  • risultare a carico del deceduto. Si viene considerati “a carico” quando un familiare provvede, in modo continuativo, al proprio sostentamento, poiché si è in stato di non autosufficienza economica. La non autosufficienza economica si raggiunge quando si ha un reddito personale non superiore all’importo della pensione minima maggiorato del 30%.

Non è necessario che il superstite fosse convivente con il deceduto, tuttavia:

  • in caso di convivenza, il mantenimento abituale viene dedotto dalla convivenza con il pensionato;
  • in caso non ci fosse convivenza, vengono comparati i redditi per accertare se il deceduto concorreva in modo rilevante e continuativo al mantenimento della persona disabile.

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Vediamo se possono essere cumulati o si rischia una decurtazione.

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? Che differenza c’è tra reversibilità e pensione diretta?

Abbiamo visto che la percentuale di invalidità non incide sulla reversibilità. Prima di capire a chi spetta la reversibilità, dobbiamo parlare della differenza tra reversibilità e pensione diretta.

Si tratta di due diversi trattamenti che possono essere riservati ai superstiti: uno riguarda chi, prima di morire, già beneficiava di una pensione di vecchiaia o di anzianità. L’atro, invece, si riferisce alla persona deceduta che, però, ancora stava svolgendo attività lavorativa.

In sostanza, i criteri restano gli stessi ma possono cambiare gli importi, soprattutto se il lavoratore deceduto non ha versato un numero sufficientemente alto di contributi.

In pratica, per ottenere la reversibilità è necessario che il pensionato o il lavoratore abbiano versato almeno 780 contributi settimanali (15 anni).

Se il lavoratore deceduto aveva i requisiti per l’Assegno ordinario di invalidità, il numero dei contributi settimanali scende a 260 (5 anni), di cui 156 (3 anni) versati nel quinquennio precedente alla data del decesso.

In quest’ultimo caso, per i superstiti viene conteggiato per l’anzianità contributiva anche tutto il periodo in cui si è ricevuto l’assegno.

Reversibilità senza contributi: cosa spetta ai familiari superstiti del lavoratore deceduto, non in possesso dei requisiti contributivi previsti dalla legge? Ne parliamo in questo approfondimento.

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? Cosa succede se sono superstite di un lavoratore deceduto per servizio?

Dunque: se si è superstiti di un lavoratore morto per causa di servizio, in questo caso non viene calcolato il requisito e la pensione indiretta viene versata solo nel caso in cui non sia stata liquidata una rendita dall’assicurazione infortuni.

In questo articolo parliamo di come intestare casa a figlio disabile anche minorenne, come funziona la procedura.

invalidità incide sulla reversibilità
Reversibilità, la percentuale di invalidità incide?

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? A chi spetta la reversibilità?

Dopo aver chiarito che la percentuale di invalidità non incide sulla reversibilità e quali sono le differenze tra reversibilità e prensione diretta, vediamo a chi spetta il trattamento.

Sia la pensione di reversibilità che quella indiretta spettano a:

  • coniuge anche separato (se il tribunale ha decretato il diritto agli alimenti) o, in casi particolari, anche divorziato;
  • la parte dell’unione civile (al momento sono escluse le coppie di fatto);
  • figli che alla data del decesso siano: minori; studenti che non svolgono attività lavorativa (fino ai 26 anni se studenti universitari); figli inabili, indipendentemente dall’età;
  • in alcuni casi: genitori (ultra 65enni, se non ci sono figli, nipoti, o coniuge se sono a carico al momento del decesso; nipoti (se minorenni e se i genitori non sono in grado di assisterli al momento del decesso); fratelli e sorelle (se a carico e se non ci sono figli, coniugi, genitori o nipoti).

Cos’è e come funziona il Fondo Dopo di noi dedicato ai disabili gravi che non hanno più alcun sostegno familiare: le risorse stanziate alle regioni e come richiedere le misure.

La percentuale di invalidità incide sulla reversibilità? Quanto spetta con la reversibilità?

E veniamo agli importi della pensione di reversibilità o della pensione indiretta. Nel paragrafo precedente ti abbiamo mostrato un elenco con i beneficiari, in ordine di priorità. In base anche a questo ordine di priorità cambiano le percentuali degli importi spettanti, come di seguito:

  • coniuge: 60% dell’importo. Per fare un esempio pratico: se il marito percepiva 1000 euro di pensione, la moglie superstite ha diritto a ricevere 600 euro;
  • coniuge con un figlio: 80% (sempre seguendo l’esempio dei 1000 euro, in questo caso spettano 800 euro);
  • coniuge con due figli: 100% (1000 euro, sempre con il nostro esempio).

Se non c’è il coniuge, gli altri familiari a carico al momento del decesso hanno diritto a percentuali diverse, ovvero:

  • figlio: 70% (con l’esempio dei 1000 euro di pensione del deceduto, sarebbero 700 euro);
  • due figli: 80% (800 euro con il nostro esempio);
  • tre figli: 100% (1000 euro con il nostro esempio);
  • un genitore: 15% (150 euro con il nostro esempio);
  • due genitori: 30% (300 euro con il nostro esempio).

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