Reversibilità e assegno sociale sono compatibili?

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Vediamo se possono essere cumulati o si rischia una decurtazione. L’assegno sociale non incide sulla determinazione del reddito per la reversibilità, ma al contrario funziona in modo diverso. Esempi pratici.
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20/3/23

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Possono essere cumulati o si deve rinunciare a uno dei due? Vediamo insieme. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La prima risposta è , l’assegno sociale e la pensione di reversibilità sono cumulabili. Ma bisogna ricordare due cose:

  • l’assegno sociale non comporta una riduzione della pensione di reversibilità (come invece accade per altre misure o redditi);
  • la pensione di reversibilità però rientra tra i redditi che possono comportare il superamento della soglia per chi riceve l’assegno sociale.

La questione dunque non è così semplice. O meglio la risposta non può essere univoca. Ovvero: l’assegno sociale e la pensione di reversibilità possono essere cumulati, ma dipende dal reddito.

Per capirci meglio verifichiamo quando la reversibilità può essere decurtata e quando invece l’assegno sociale viene revocato o ridotto per il superamento dei limiti di reddito.

Potrebbe interessarti un post che spiega quanto spetta per la reversibilità senza contributi; in un altro articolo elenchiamo le regole per la reversibilità ai figli inabili; e infine abbiamo verificato quali sono i tempi per l’erogazione della prima mensilità per la pensione di reversibilità.

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Cumulo

La legge Dini ha concesso a chi riceve la pensione ai superstiti (o quella indiretta se il lavoratore deceduto non aveva ancora raggiunto il pensionamento) la possibilità di cumulare il trattamento con altri redditi. Sono però stati imposti dei limiti, oltre i quali scattano delle graduali decurtazioni:

  • nessun taglio entro il limite di 22.315,41 euro;
  • meno 25%, in caso di reddito compreso tra 22.315,41 e 29.753,88 euro;
  • meno 40% in caso di reddito compreso tra 29.753,88 e 37.192,35 euro;
  • meno 50% per redditi superiori a 37.192,35 euro.

Queste cifre vengono calcolate rispetto al trattamento minimo annuo (che si aggiorna ogni anno con la perequazione), e funziona in questo modo:

  • 25%, per redditi superiori a 3 volte (ma inferiori a 4) il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • 40%, per redditi superiori a 4 volte (ma inferiori a 5) il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti;
  • 50% per redditi superiori a 5 volte il trattamento minimo annuo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

E quindi anche le cifre riportate sopra vanno riconsiderate di anno in anno.

Ricordiamo che i tagli non si applicano se chi riceve la pensione di reversibilità fa parte di un nucleo familiare con figli minori, studenti o inabili.

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Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Redditi esclusi

I redditi che non vengono considerati (come ha specificato l’INPS) sono questi:

  • il Tfr, i trattamenti assimilati e le relative anticipazioni;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • gli arretrati sottoposti a tassazione separata;
  • l’importo della pensione ai superstiti su cui deve essere eventualmente operata la riduzione;
  • assegno sociale;
  • indennità di accompagnamento.

E quindi l’assegno sociale non può determinare il superamento della soglia di reddito.

I problemi sussistono al contrario, ovvero è la pensione di reversibilità che rischia di far revocare o ridurre l’assegno sociale.

Nei prossimi paragrafi verifichiamo quali sono le soglie limite per l’assegno sociale.

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Riduzione

Questo è il quadro riferito alla pensione di reversibilità. L’assegno sociale prevede una erogazione mensile di 503,27 euro al mese (per 13 mensilità, quindi in un anno 6.542,51 euro).

Il trattamento può spettare per intero o in misura parziale, dipende dal reddito che si possiede. Vediamo come:

  • ai beneficiari non sposati privi di reddito spetta in misura intera;
  • ai beneficiari coniugati con reddito inferiore a 6.542,51 euro euro annui, spetta in misura intera;
  • ai non coniugati con reddito sino a 6.542,51 euro annui, spetta in misura ridotta;
  • agli sposati con reddito sino a 13.085,02 euro annui, spetta in misura ridotta.

Come viene applicata questa riduzione? Si fa in modo che l’assegno sociale sommato al reddito del pensionato non sia superiore all’importo massimo annuale.

Facciamo un esempio: se il beneficiario dell’assegno sociale ha un reddito personale di 3.000 euro, l’importo sarà determinato in questo modo:

(6.542,51 – 3.000) : 13 = 272,5 euro al mese.

Una donna su una panchina – Reversibilità e assegno sociale sono compatibili?

Reversibilità e assegno sociale sono compatibili? Cumulabilità

Per determinare il reddito per l’assegno sociale si calcolano anche i redditi esenti, quindi le rendite Inail e le pensioni agli invalidi civili. Ovviamente anche la pensione di reversibilità.

Quindi in pratica, se la pensione di reversibilità è pari o superiore a 6.542 euro, non si ha diritto all’assegno sociale. Se è poco al di sotto di quella soglia la decurtazione è comunque quasi totale.

Non sono invece considerati per la determinare il superamento del reddito limite per l’assegno sociale:

  • il Tfr (trattamento di fine rapporto) e le eventuali anticipazioni; si escludono dal calcolo anche le altre indennità legate alla fine rapporto di lavoro:
    • Tfs (trattamento di fine servizio);
    • l’Ips (indennità premio di servizio).
  • il reddito dell’abitazione principale;
  • gli arretrati da lavoro dipendente che sono soggetti a tassazione separata;
  • l’indennità di accompagnamento, l’indennità di comunicazione per i sordi, gli assegni per l’assistenza personale e continuativa erogati dall’Inps ai pensionati per inabilità;
  • gli assegni erogati dall’Inail per l’assistenza personale continuativa, nelle ipotesi di invalidità permanente assoluta.

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