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Pensione anticipata per invalidità importo: calcolo + esempi

Importo della pensione anticipata per invalidità: come si calcola e a quanto ammonta? Ecco alcuni pratici esempi per comprendere meglio.
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05/07/2023

Qual è l’importo della pensione anticipata per invalidità? Lo calcoleremo in questo approfondimento, aiutandoci con alcuni pratici esempi (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

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Cos’è e a chi spetta la pensione anticipata per invalidità?

Prima di addentrarci nei calcoli, è necessario chiarire che la pensione anticipata per invalidità è stata introdotta nel 1992 dalla legge Amato: consente l’uscita a lavoratori e lavoratrici invalidi/e, con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa dell’80%, con almeno 20 anni di contributi versati, al compimento dei 61 anni di età (uomini) o dei 56 anni di età (donne).

Non è una misura aperta a tutti: possono accedervi soltanto i lavoratori dipendenti privati iscritti all’AGO dell’INPS e alle forme di previdenza sostitutive dell’AGO.

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Sono esclusi dalla pensione anticipata per invalidità: i lavoratori dipendenti pubblici, i lavoratori autonomi e i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi.

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Qual è l’importo della pensione anticipata per invalidità?

L’importo della pensione anticipata per invalidità, a seconda dell’anzianità contributiva maturata e della retribuzione lorda annua percepita, calcolato sull’età minima di accesso (61 anni o 56 anni), varia dai 400 euro ai 700 euro netti al mese.

Come si calcola l’importo della pensione anticipata per invalidità?

Ma qual è l’importo della pensione anticipata per invalidità? Questa misura conviene davvero?

Iniziamo col dirvi che per calcolare l’importo della pensione anticipata per invalidità si utilizzano gli stessi metodi di calcolo delle altre pensioni.

Quindi, se i contributi sono stati versati dopo il 1996 si utilizzerà il sistema contributivo, altrimenti, se la contribuzione è maturata sia prima che dopo il 1996 si prende come riferimento il sistema misto.

In ogni caso, a influire negativamente sull’importo della pensione anticipata per invalidità è il coefficiente di trasformazione, che a 61 anni (o a 56 anni, per le donne) è sicuramente più basso rispetto a quello applicato sulle pensioni di vecchiaia (67 anni) o sulle altre pensioni anticipate.

Esempio di calcolo dell’importo della pensione anticipata per invalidità

Pensione anticipata per invalidità per uomini (sistema contributivo)

Prendiamo come esempio un lavoratore dipendente privato, invalido all’80%, con 20 anni di contributi versati e 61 anni di età. La sua contribuzione è maturata interamente a partire dal 1996: dunque, calcoleremo l’importo della sua pensione con il sistema contributivo.

Avremo bisogno di individuare il suo montante contributivo, ovvero l’insieme delle quote di retribuzione lorda annua accantonate nei 20 anni di lavoro (il 33% dello stipendio).

Diciamo che il nostro lavoratore ha guadagnato 25.000 euro lordi l’anno. Il 33% di 25.000 euro è 8.250 euro, moltiplicato per 20 anni di contributi ci dà l’importo del montante contributivo: 165.000 euro.

Ora, su questo valore si applica il coefficiente di trasformazione, che a 61 anni è del 4,744%. Il 4,744% di 165.000 euro è 7.828 euro, l’importo lordo di un anno di pensione, intorno ai 400 euro netti al mese.

Ovviamente, un’anzianità contributiva più elevata (ad esempio 25 anni di contributi, versati dal 1996) genererà una pensione più alta (ma di poco): circa 520-530 euro netti al mese.

Lo stesso discorso vale se alzassimo l’importo della retribuzione lorda annua, ad esempio a 28.000 euro: con 20 anni di contributi si avrebbe diritto a una pensione di circa 450 euro netti al mese; con 25 anni di contributi a un assegno di circa 580 euro netti al mese.

Pensione anticipata per invalidità per uomini (sistema misto)

Le cose cambiano leggermente applicando il sistema di calcolo misto sulla contribuzione del nostro lavoratore.

Se i 20 anni di contributi sono stati versati prima e dopo il 1996 (ad esempio 10 anni fino al 1995 e gli altri 10 anni dal 1996 in poi) avremo un importo della pensione anticipata per invalidità più elevato.

In questo caso dovremo calcolare due quote: la prima col sistema retributivo (il 2% di aliquota moltiplicato per 10 anni di contributi; il 20% calcolato sulla retribuzione lorda annua, ad esempio 25.000 euro, per un importo di 5.000 euro).

La seconda quota va calcolata col sistema contributivo. Dunque, il 33% di 25.000 euro è 8.250 euro, moltiplicato per 10 anni di contributi versati dal 1996 ad oggi: 82.500 euro (il valore del montante contributivo).

Su questo importo si applica il coefficiente di trasformazione del 4,744%, che ci restituisce il valore della seconda quota: 3.914 euro.

Ora sommiamo le due quote (5.000 euro e 3.914 euro) per avere l’importo lordo di un anno di pensione: 8.914 euro (oltre 1.000 euro in più della pensione calcolata, in precedenza, con il sistema contributivo), circa 450 euro netti al mese.

Invece, con un’anzianità contributiva di 25 anni, ripartiti in 10 anni fino al 1995 e 15 anni dal 1996 in poi, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro avremo una pensione di 10.870 euro lordi annui, circa 580-600 euro netti al mese.

Pensione anticipata per invalidità per donne (sistema contributivo)

Più penalizzante, in termini economici, sarà l’uscita delle lavoratrici invalide con la pensione anticipata per invalidità, a causa di un coefficiente di trasformazione ancora più basso: del 4,270%.

Ad esempio, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, 20 anni di contributi versati interamente dal 1996 in poi, una lavoratrice di 56 anni percepirebbe una pensione di 7.045 euro lordi annui, circa 350 euro netti al mese.

Con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro, l’importo aumenterebbe di poco: 7.890 euro lordi annui, circa 400 euro netti al mese.

Mentre con un’anzianità contributiva di 25 anni, con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro, la nostra lavoratrice percepirebbe una pensione di 8.807 euro lordi annui, circa 450 euro netti al mese.

Pensione anticipata per invalidità per donne (sistema misto)

Invece, con il sistema misto (10 anni di contributi versati fino al 1995, gli altri 10 anni versati dal 1996 in poi), con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro maturerà una pensione di 8.523 euro lordi annui, circa 450 euro netti al mese; con una retribuzione lorda annua di 28.000 euro spetta una pensione di 11.520 euro lordi annui, circa 600 euro netti al mese.

Infine, con un’anzianità contributiva di 25 anni, ripartita in 10 anni fino al 1995 e 15 anni dal 1996 in poi, con una retribuzione di 25.000 euro lordi l’anno spetta una pensione di 10.285 euro lordi annui, circa 530-540 euro netti al mese; con una retribuzione di 28.000 euro lordi annui si percepirà una pensione di 11.520 euro lordi annui, circa 600 euro netti al mese.

Importo della pensione anticipata per invalidità
Importo della pensione anticipata per invalidità: in foto una donna in carrozzina.

FAQ (Domande e Risposte) sulle pensioni anticipate per lavoratori invalidi

Quali sono le opzioni per la pensione anticipata per invalidità?

Esistono diverse possibilità per una pensione anticipata per gli invalidi: l’Ape sociale, la quota 41, la pensione di vecchiaia anticipata, la pensione di inabilità lavorativa e varie possibilità di prepensionamento per i dipendenti pubblici invalidi.

Cosa si intende per Ape sociale?

L’Ape sociale rappresenta uno “scivolo” pensionistico, che accompagna il lavoratore verso l’età pensionabile, attraverso un’indennità erogata solo se si rispettano determinati requisiti. Per accedere all’Ape sociale, è necessario avere un’invalidità pari o superiore al 74%, avere almeno 63 anni di età e avere versato almeno 30 anni di contributi.

Cos’è Quota 41?

Quota 41 è una misura previdenziale riconosciuta ai lavoratori precoci che necessitano di una tutela, inclusi gli invalidi. Per accedere a questa forma di pensione anticipata è necessario avere un’invalidità superiore al 74% e aver versato almeno 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni di età.

Come funziona la pensione di inabilità lavorativa?

La pensione di inabilità lavorativa è una prestazione riconosciuta ai lavoratori disabili dipendenti, parasubordinati e autonomi, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’INPS. Per averne diritto è necessario essere affetti da un’infermità che causa la permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Bisogna inoltre aver versato 5 anni di contributi, di cui almeno 3 nel quinquennio che precede la domanda.

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