Pensione anticipata per invalidità, quanto si perde

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? E quanto si perde al mese? Ecco alcuni esempi di calcolo.
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06/01/2023

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? Soprattutto: quanto si perde all’anno? Ne parliamo in questo approfondimento (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità?

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità e quanto si perde all’anno?

Rispondiamo che l’assegno viene calcolato con i sistemi tradizionali: retributivo, contributivo o misto. E senza penalizzazioni.

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Considerato che occorrono 61 anni di età per gli uomini e 56 anni di età per le donne, con almeno 20 anni di contributi versati e una percentuale di invalidità pari o superiore all’80%, l’importo della pensione può variare tra i 500 euro e i 650 euro netti al mese, con una retribuzione compresa tra i 25.000 e i 30.000 euro lordi l’anno.

L’uscita dal mondo del lavoro 11 anni prima (per le donne) e 6 anni prima (per gli uomini) dei 67 anni previsti per la pensione di vecchiaia, comporta la maturazione di un assegno piuttosto esiguo.

Lo Stato privilegia, ma allo stesso tempo riduce pesantemente il valore delle pensioni destinate agli invalidi con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore all’80%.

Ad esempio, se fossero usciti a 67 anni di età, con 20 anni di contributi versati e una retribuzione lorda annua di 30.000 euro, avrebbero preso una pensione di circa 100 euro netti in più al mese (intorno ai 700-750 euro).

Anche in questo caso è prevista una finestra mobile: la pensione decorre a distanza di 12 mesi dalla data in cui è maturato il diritto.

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Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? Esempi

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? Prendiamo come esempio un uomo di 61 anni, con 20 anni di contributi versati, una retribuzione lorda annua di 30.000 euro e una percentuale di invalidità dell’80%.

Può accedere alla pensione anticipata per invalidità. Se ha versato 10 anni di contributi entro il 1995 e gli altri 10 anni dal 1996 ad oggi, riceverà una pensione di circa 10.700 euro lordi l’anno, pari a 823 euro lordi l’anno, intorno ai 650 euro netti al mese.

Con una retribuzione più bassa, di circa 25.000 euro lordi l’anno, maturerà una pensione di circa 8.900 euro lordi al mese, pari a circa 500 euro netti al mese.

Con un’anzianità retributiva suddivisa in modo diverso (ad esempio 5 anni versati prima del 1996 e 15 anni dal 1996), con 28.000 euro di retribuzione lorda annua, avremo una pensione di 9.380 euro lordi l’anno, pari a circa 550 euro netti al mese.

Per quanto riguarda le donne, potendo andare in pensione a 56 anni, l’assegno sarà sicuramente più basso. Questo, perché il coefficiente di trasformazione applicato sul montante contributivo della quota di pensione calcolata col sistema contributivo, è più basso a 56 anni (4,270%) rispetto a 61 anni (4,744%).

Ad esempio, con una retribuzione lorda annua di 30.000 euro, con 20 anni di contributi suddivisi in 10 prima del 1996 e 10 dal 1996, maturerà una pensione di circa 10.300 euro lordi l’anno, pari a circa 600 euro netti al mese.

Con una retribuzione lorda annua di 25.000 euro maturerebbe una pensione di circa 8.600 euro lordi l’anno, pari a circa 500 euro netti al mese.

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità
Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? Nella foto alcune banconote di Euro.

Quanto spetta con la pensione anticipata per invalidità? Requisiti

La pensione anticipata per invalidità fu introdotta dal decreto Amato del 1992 e pensata solo per alcune categorie di lavoratori con invalidità: i dipendenti privati.

Sono, infatti, esclusi dalla pensione anticipata per invalidità i dipendenti del settore pubblico e i lavoratori autonomi.

Come visto in precedenza, oltre a una capacità lavorativa ridotta dell’80%, al rispetto dei requisiti anagrafici e a un’anzianità contributiva di almeno 20 anni, è necessario che il lavoratore o la lavoratrice siano iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o alla Gestione Separata INPS, oppure alle forme sostitutive dell’AGO.

La percentuale di invalidità viene riconosciuta da un’apposita commissione medica, al termine di una visita di controllo a cui, il lavoratore o la lavoratrice, deve necessariamente sottoporsi per convalidare il suo stato di invalido.

Ricordiamo che, se per i soggetti non vedenti, la pensione anticipata per invalidità scatta già a 56 anni di età (per gli uomini) e a 51 anni di età (per le donne), con una contribuzione di almeno 10 anni dal momento dell’insorgere della cecità, successiva alla nascita.

Per ottenere la pensione è necessario presentare domanda sul sito dell’INPS, oppure telefonando al contact center dell’istituto o rivolgendosi a un patronato di fiducia.

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