Lavoratori autonomi e permessi legge 104: le regole

Lavoratori autonomi e permessi legge 104: chi è escluso dal beneficio e perché? Scopri i dettagli in questo approfondimento.
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05/09/2022

Lavoratori autonomi e permessi 104. Sebbene i permessi 104 siano destinati ai lavoratori, ci sono ancora alcune categorie che vorrebbero usufruire del beneficio, ma restano esclusi dai requisiti. Vediamo di chi si tratta e perché (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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INDICE:

Lavoratori autonomi e permessi legge 104: come funzionano

Prima di entrare nel vivo dell’argomento di questo articolo, che si concentrerà sui lavoratori autonomi e permessi legge 104, ricordiamo brevemente cosa sono i permessi 104 e come funzionano.

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I permessi 104, come definito dall’art.33 comma 3 della Legge 104/92, sono dei permessi lavorativi retribuiti che consentono al lavoratore disabile o a chi assiste una persona con disabilità di assentarsi dal lavoro.

Oltre a essere retribuiti sulla base del proprio stipendio mensile, forniscono anche una copertura contributiva ai fini pensionistici.

In particolare, i permessi sono concessi a:

  • le persone con disabilità grave;
  • i familiari della persona con disabilità grave (coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, genitori biologici o adottivi);
  • i parenti o gli affini entro il secondo grado;
  • in casi eccezionali viene estesa ai parenti al terzo grado se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Per quanto riguarda il loro funzionamento, ricordiamo che il lavoratore con disabilità grave può beneficiare, alternativamente, di:

  • 2 ore di permesso giornaliero;
  • 3 giorni di permesso mensile (frazionabili anche in ore).

Invece, il coniuge (o parte dell’unione civile o convivente di fatto), i parenti o gli affini di persone con disabilità grave e i genitori biologici, adottivi o affidatari di ragazzi con disabilità maggiori di 12 anni, possono usufruire di:

  • 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore.

Nel caso di genitori biologici, adottivi o affidatari di un figlio con disabilità grave, questi possono ottenere dei permessi anche in relazione all’età del figlio. Se ha meno di 3 anni possono beneficiare alternativamente:

  • di 2 ore di permesso giornaliero (se l’orario di lavoro è di 6 ore, se è meno, è prevista un’ora di permesso retribuito);
  • di 3 giorni di permesso mensile (frazionabili anche in ore);
  • del prolungamento del congedo parentale (con il prolungamento del congedo parentale si ha diritto a una indennità che è pari al 30% della retribuzione per l’intero periodo di congedo).

In caso di figlio o figlia in condizioni di disabilità grave tra i 3 e i 12 anni, i genitori hanno diritto a:

  • 3 giorni di permesso mensile (frazionabili anche in ore);
  • prolungamento del congedo parentale.

Potrebbe interessarti se si può uscire con i permessi 104 e quali sono le condizioni.

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Lavoratori autonomi e permessi legge 104: a chi spettano

Lavoratori autonomi e permessi legge 104. Per beneficiare dei permessi 104 è necessario rientrare in una serie di requisiti, e in particolare:

  • lo stato di handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3 della legge 104), che deve essere certificato dalla Commissione Medica;
  • essere lavoratori dipendenti, ma qualcuno ne è escluso;
  • la persona con disabilità non deve essere ricoverata a tempo pieno in una struttura sanitaria.

Sull’ultimo punto, però, ci sono alcune eccezioni. Infatti, i permessi 104 si possono ottenere se:

  • la persona con disabilità deve recarsi fuori dalla struttura che lo ospita per visite o terapie (adeguatamente certificate);
  • i medici della struttura ritengono necessaria la presenza del familiare;
  • la persona con disabilità è in stato vegetativo o in fin di vita.

Come vedi, tra i requisiti non si fa menzione dei lavoratori autonomi e permessi legge 104. Approfondiamo l’argomento nel prossimo paragrafo.

Lavoratori autonomi e permessi legge 104: gli esclusi

Come potrai immaginare, quando si parla di lavoratori autonomi e permessi legge 104 si tocca un tasto dolente. Infatti, pur essendo lavoratori a tutti gli effetti, con i propri orari e i propri impegni professionali, questa categoria di persone non ha diritto ai permessi 104 (né ad altre misure, di cui oggi non parleremo).

In effetti questa esclusione è abbastanza surreale, se si considera che sono tantissime ormai le persone che hanno la parita IVA. Anzi, il motivo di questo aumento si deve a una situazione, non proprio ideale, che si sta verificando sempre più spesso nelle aziende.

In particolare, si sta diffondendo l’abitudine di inserire all’interno di un’azienda dei lavoratori con un rapporto tecnicamente “autonomo”, quindi con la partita IVA, che però nella pratica diventa un rapporto subordinato a tutti gli effetti, con tanto di orari d’ufficio.

Questa situazione è nota con il nome di “falsa partita Iva“, in cui un lavoratore o una lavoratrice svolge a tutti gli effetti un ruolo da dipendente, ma senza i benefit che ne conseguono perché inserito tramite la Partita Iva.

Tra questi benefit mancanti (tra cui i contributi e le ferie maturate nel tempo), c’è anche quello dei permessi legge 104.

Ma attenzione: i lavoratori autonomi non sono gli unici esclusi da questa prestazione.

Infatti, non possono richiedere i permessi retribuiti della legge 104 neanche le seguenti categorie di lavoratori:

  • lavoratori a domicilio;
  • addetti a servizi domestici e familiari;
  • agricoltori a tempo determinato;
  • parasubordinati.

Come si può notare, c’è una significativa disparità tra i lavoratori subordinati e quelli che hanno rapporti di lavoro differenti.

Ma perché lavoratori autonomi e permessi legge 104 non sono compatibili? Sembrerebbe che il motivo sia semplicemente la mancanza di una busta paga sulla quale calcolare l’importo delle indennità spettanti.

Dall’altro lato, nell’attesa che questo diritto venga esteso anche a chi per il momento ne resta fuori, ci sono altre agevolazioni riconosciute ai lavoratori autonomi.

Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono.

Leggi anche Legge 104: quando si possono cumulare i permessi?

Lavoratori autonomi e permessi legge 104.

Lavoratori autonomi e permessi legge 104: agevolazioni riconosciute

Anche se la strada per far cumulare lavoratori autonomi e permessi legge 104 è ancora lunga, per il momento possiamo almeno affidarci ad altri benefici relativi alla legge 104 ed estesi a questa categoria.

Per esempio, i lavoratori autonomi precoci che assistono un familiare con handicap grave possono accedere all’Ape Sociale, se rientrano nei requisiti previsti dalla prestazione (con 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi).

Tuttavia, è bene specificare che non bastano solo i requisiti relativi all’Ape Sociale, ma è necessario che il lavoratore autonomo in questione assista da almeno 6 mesi un familiare di primo grado con handicap in situazione di gravità.

Inoltre, solo pochi anni fa (il 1° geannio 2018), l’Ape Sociale è stata estesa anche ai parenti di secondo grado, se il genitore o il coniuge della persona invalida è anziano, affetto a sua volta da invalidità o deceduto.

Oltre a questa agevolazione previdenziale, i lavoratori autonomi che assistono una persona in condizioni di disabilità grave, hanno diritto a:

  • Detrazione figli disabili a carico: + 400 euro se il figlio è portatore di handicap grave;
  • Detrazione Irpef 19% su spese mediche specialistiche sostenute per il familiare disabile;
  • Deduzione spese mediche generiche e assistenza specifica;
  • Detrazione 36% per abbattimento barriere architettoniche.

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