Il 30 giugno 2022 sono scadute le tutele che permettevano ai lavoratori fragili di assentarsi dal lavoro, quando non era possibile ricorrere allo smart working. Una precauzione presa durante il Covid-19 per tutelare le categorie più vulnerabili. Vediamo cosa cambia - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Come detto, alcune tutele dello smart working per lavoratori fragili sono scadute il 30 giugno 2022, ma altre resteranno in vigore: la sorveglianza sanitaria eccezionale fino al 31 luglio per lavoratori esposti a un rischio maggiore in caso di contagio da covid e lo smart working libero (senza la necessità di accordi individuali) che è stato esteso fino al 31 agosto.
Le disposizioni rientrano nella legge numero 52 del 2022. Vediamo in dettaglio cosa cambierà per i lavoratori fragili. Leggi anche come funzionano il congedo straordinario, i permessi di lavoro con al 104 e cosa succede se non si utilizzano i giorni di permesso.
INDICE:
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- Lavoratori fragili: sorveglianza eccezionale fino al 31 luglio 2022
- Lavoratori fragili: smart working senza accordi individuali fino al 31 agosto 2022
- Lavoratori fragili dopo il 30 giugno 2022: cambiano tutele e smart working
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Lavoratori fragili: sorveglianza eccezionale fino al 31 luglio 2022
La sorveglianza sanitaria eccezionale è stata introdotta dal decreto legge numero 34 del 2020 e impegna i datori di lavoro, pubblici e privati, a garantire un attento e costante controllo medico per i dipendenti più a rischio di conseguenze gravi in caso di contagio da Covid.
I lavoratori fragili rientrano in questi controlli per requisiti legati a età, condizioni da immunodepressione, eventuale e pregressa infezione da Covid-19 o da altre patologie che possono causare una situazione di fragilità.
Le aziende devono nominare un medico competente fino al 31 luglio 2022 o affidarsi ai professionisti dell’Inail attraverso una richiesta all’ente. Dopo la visita, il professionista dovrà stabilire se il lavoratore può riprendere il lavoro e quali iniziative adottare per tutelarne la salute e arginare il rischio di una infezione da Covid-19.
Se queste soluzioni non possono essere adottate, il lavoratore sarà ritenuto non idoneo a riprendere l’attività lavorativa.
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Lavoratori fragili: smart working senza accordi individuali fino al 31 agosto 2022
Fino al 31 agosto 2022 i datori di lavoro potranno applicare lo smart working senza accordi individuali, per i dipendenti con contratto di lavoro subordinato. Le aziende dovranno comunicare al Ministero per il Lavoro il nome dei lavoratori impegnati in smart working e la data in cui terminerà il lavoro agile.
Lavoratori fragili con figli minori e smart working
Fino al 31 luglio è possibile continuare con lo smart working senza accordi individuali, se si ha almeno un figlio minore di 14 anni.
Un provvedimento che può essere adottato se compatibile con l’organizzazione aziendale.
Di fatto, l’ultima parola spetterà ai datori di lavoro.

Un altro requisito importante, per beneficiare di questa agevolazione, è che all’interno della famiglia non ci sia un altro genitore che gode di misure di sostegno al reddito, di cessazione dell’attività lavorativa o che non sia lavoratore e possa quindi occuparsi dei figli.
Nel video di seguito viene spiegato quando è previsto un aumento dell’importo dell’assegno unico per chi ha figli con disabilità.
Lavoratori fragili dopo il 30 giugno 2022: cambiano tutele e smart working
Il 30 giugno 2022, come anticipato in apertura di articolo, è scaduta la possibilità di assentarsi da lavoro, in mancanza della possibilità di ricorrere allo smart working per i lavoratori fragili, ossia quei dipendenti che soffrono di patologie croniche particolarmente gravi che causano una situazione di fragilità.
Chi era costretto ad assentarsi da lavoro, riceveva una indennità di malattia e il datore di lavoro aveva diritto a un rimborso forfettario di 600 euro valido per tutto il settore privato, a eccezione di quello domestico.
Il contributo è nato per sostenere i costi che i lavoratori dipendenti devono affrontare, non avendo diritto all’assicurazione economica di malattia erogata dall’INPS.
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