Invalidità civile per chi soffre di ernia

Invalidità civile per chi soffre di ernia: vediamo a cosa hanno diritto e quali sono agevolazioni per i pazienti con questa patologia. I tipi di ernia più diffusi, le percentuali di invalidità, come si presenta la domanda e a cosa si ha diritto con diversi gradi di invalidità riconosciuta.
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31/05/2022

Invalidità civile per chi soffre di ernia: in Italia questa patologia, che si manifesta in modi diversi, colpisce milioni di persone. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Invalidità civile per chi soffre di ernia: le diverse forme

Vediamo in questo articolo quante forme di ernia esistono, quale percentuale di invalidità viene riconosciuta e quali sono i diritti, le tutele e le agevolazioni previste per i pazienti dalla legge.

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L’ernia può manifestarsi come accennato in modo diversi e anche con diversi gradi di gravità. Nei casi più acuti, laddove le terapie non hanno alcun effetto si può ricorrere all’intervento chirurgico.

L’ernia può essere:

  • discale;
  • iatale;
  • inguinale;
  • crurale;
  • ipogastrica;
  • epigastrica;
  • ombelicale;
  • femorale;
  • cervicale e così via.

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Invalidità civile per chi soffre di ernia: la più diffusa

L’ernia cervicale è la più diffusa: una persona su due può avere dei dolori più o meno intensi, colpisce la zona del collo all’altezza delle vertebre cervicali.

Si può parlare di ernia quando una parte del corpo o un organo interno esce dalla parte di muscolo o di tessuto che dovrebbe invece contenerlo.

Invalidità civile per chi soffre di ernia: percentuali di invalidità

Nelle tabelle ministeriali (qui trovi la guida completa) viene inclusa solo l’ernia diaframmatica congenita con esiti da trattamento chirurgico. Ha una però una percentuale di limitazione della capacità lavorativa del 10%, troppo bassa per essere riconosciuti invalidi (deve essere almeno del 34%).

Ciò non significa però che chi soffre di ernia non abbia diritto all’invalidità, perché nelle linee guida dell’Inps, si fa comunque riferimento all’ernia iatale, inguinale, crurale, ipogastrica, epigastrica e ombelicale.

Per l‘ernia discale, in particolare quando colpisce le vertebre lombari e il paziente è costretto a ricorrere a un intervento chirurgico la percentuale di invalidità riconosciuta può andare da un minimo del 31 a un massimo del 40%.

Leggi anche: Invalidità civile, i codici di esenzione fascia per fascia

Come abbiamo visto anche per altre patologie non è determinante l’inserimento della malattia all’interno delle tabelle Inps. Quello che conta – ma bisogna sempre fare i conti con delle commissioni medico legali che adottano principi e misure non sempre omogenee – è la gravità della condizione medica di un paziente e in particolare quanto quel disturbo incida sulla sua capacità lavorativa.

Per cui le persone che soffrono di ernia possono richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile, soprattutto se ritengono di aver subito una riduzione di almeno un terzo della propria capacità di lavorare (e in questo caso ha un ruolo determinante anche il tipo di attività svolta dal paziente).

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Invalidità civile per chi soffre di ernia: come presentare la domanda

Per presentare la domanda è necessario recarsi da un medico certificatore (medico di base o specialista ospedaliero) e chiedere il rilascio di un certificato medico introduttivo.

Nel documento saranno indicati:

  • i dati anagrafici;
  • il codice fiscale;
  • la natura delle patologie invalidanti;
  • la diagnosi.

Il medico compila il certificato online e lo invia all’Inps con il servizio dedicato. Subito dopo stampa una ricevuta e la consegna al cittadino insieme a una copia del certificato medico originale. Su quella ricevuta c’è il codice univoco della procedura appena attivata.

La copia del certificato bisogna conservarla, dovrà infatti essere esibita durante la visita medica.

Approfondisci: Verbale di invalidità civile, dopo quanto tempo lo inviano

A questo punto il cittadino ha 90 giorni di tempo per presentare la domanda.

La richiesta per la visita di accertamento può essere presentata solo per via telematica. La persona interessata può farlo in autonomia (serve lo Spid, la Cie o la Cns) o rivolgendosi al Patronato, ma sono disponibili anche i Caf e le associazioni.

Invalidità civile per chi soffre di ernia: agevolazioni e tutele

Vediamo in questo schema quali sono le agevolazioni e i sostegni riconosciuti rispetto alle diverse percentuali di invalidità riconosciute:

  • dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
  • dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
  • dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
  • dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
  • dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5,010,20 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
  • dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
  • 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (nel 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale;
  • 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro senza alcun limite di reddito.

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