Qual è la durata del ricorso per l’invalidità civile? Ecco regole e tempistiche - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e ricevi con WhatsApp, Telegram e Facebook tutti gli approfondimenti su invalidità, diritti e Legge 104.
Durata del ricorso per l’invalidità civile: tipologie di ricorso
Il cittadino può presentare ricorso contro il giudizio della commissione medica dell’Asl, una volta ricevuta la raccomandata contenente il verbale di accertamento.
Esistono due tipi di ricorsi:
Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.
- il giudiziario, con cui si impugna il giudizio sanitario della commissione medica;
- l’amministrativo, con cui si contestano esclusivamente i provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici economici, che attengono a requisiti non sanitari.
Dunque, con il ricorso giudiziario si contesta il mancato riconoscimento dello stato di invalido civile, mentre con il ricorso amministrativo ci si appella contro la mancata concessione dei benefici economici legati all’invalidità civile.
Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 e a quello di WhatsApp per tutte le news. Nel nostro gruppo Facebook confrontati con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).
Ricorso giudiziario
Ma qual è la durata del ricorso per l’invalidità civile? Un ricorso giudiziario va presentato entro 180 giorni (6 mesi) dalla notifica del verbale sanitario (termine perentorio).
I 180 giorni scattano dalla data di arrivo, presso l’abitazione dell’interessato, della raccomandata contenente il verbale (oppure dalla data di consegna del verbale da parte dell’INPS).
A differenza del ricorso amministrativo che, come vedremo, va presentato telematicamente, il ricorso giudiziario richiede l’affidamento della pratica a un avvocato esperto in diritto previdenziale.
Il legale dovrà depositare un’istanza di accertamento tecnico preventivo, indicando le condizioni sanitarie che comportano lo stato invalidante dell’assistito. Alla richiesta va allegata la documentazione medica specialistica e una perizia di parte (facoltativa).
La richiesta di accertamento tecnico preventivo interrompe, di fatto, la prescrizione. L’accertamento è affidato a un consulente tecnico d’ufficio (il CTU), assistito da un medico legale dell’INPS.
Tra il deposito dell’istanza e il giuramento del CTU possono passare dai 3 ai 5 mesi.
Al termine della consulenza tecnica, il giudice fisserà un termine perentorio non superiore a 30 giorni entro il quale le parti dovranno stabilire se intendono contestare o meno la perizia del consulente.
A questo punto due sono le strade: se non ci sono contestazioni, il giudice omologherà l’accertamento, non più modificabile o impugnabile dalla controparte.
Se, invece, una delle parti dovesse contestare la perizia del CTU, a questo punto si procederà al deposito del ricorso introduttivo e si apre il giudizio, indicando i motivi della contestazione mossa.
Le parti hanno 20 giorni di tempo per inviare al CTU le loro osservazioni, quindi entro 20 giorni il CTU deposita in cancelleria la sua relazione, con le osservazioni delle parti.
Se l’INPS dovesse avere torto, avrà 4 mesi di tempo (120 giorni) per pagare la prestazione al ricorrente.
In caso di decesso del richiedente, il ricorso giudiziario può essere presentato anche dagli eredi. Starà a loro dare mandato all’avvocato di presentare il ricorso.

Ricorso amministrativo
Il ricorso amministrativo, invece, ha tempistiche molto più ristrette (qualche mese) del ricorso giudiziario e viene ammesso soltanto per contestare provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici economici (reddito, cittadinanza, residenza, ma non requisiti sanitari).
Ad esempio, se al richiedente è contestato un reddito più alto del limite previsto dalla legge, e per questo motivo non gli viene corrisposta la prestazione economica (assegno mensile o pensione di invalidità), se pensa di avere ragione e di rientrare nei parametri reddituali, può presentare ricorso amministrativo.
L’unico modo per farlo è in via telematica: può presentare ricorso il richiedente, entrando con una delle credenziali sul sito dell’INPS, accedendo alla sezione “ricorsi online” nell’area servizi del portale, oppure facendosi aiutare da patronati o intermediari abilitati.
Faq sulla durata del ricorso per l’invalidità civile
1. Qual è la durata del ricorso per l’invalidità civile?
La durata del ricorso per l’invalidità civile può variare in base al tipo di ricorso che si presenta. Per il ricorso giudiziario, bisogna considerare un periodo di circa 180 giorni per presentare il ricorso a partire dalla notifica del verbale sanitario. Per il ricorso amministrativo le tempistiche sono molto più ristrette.
2. Che cosa si intende per ricorso giudiziario?
Il ricorso giudiziario è un tipo di ricorso che si presenta quando si contesta il mancato riconoscimento dello stato di invalido civile. Per presentarlo è necessario affidarsi a un avvocato esperto in diritto previdenziale.
3. E il ricorso amministrativo?
Con il ricorso amministrativo si contestano esclusivamente i provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici economici legati all’invalidità civile, che riguardano requisiti non sanitari.
4. Qual è il termine per presentare un ricorso giudiziario?
Il termine per presentare un ricorso giudiziario è di 180 giorni dalla data di arrivo della raccomandata contenente il verbale sanitario. Questo termine è perentorio, assolutamente inderogabile.
5. Come si presenta un ricorso amministrativo?
Il ricorso amministrativo deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Può essere presentato direttamente dal richiedente attraverso il sito dell’INPS, oppure attraverso l’aiuto di patronati o intermediari abilitati.
Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:
