Costo ricorso accompagnamento, quanto prende l’avvocato?

Cerchiamo di capire quale potrebbe essere il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento se l’INPS non ti riconosce il diritto e vuoi ricorrere per via giudiziaria.
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16/02/2023

Cosa puoi fare se l’INPS non ti riconosce l’indennità di accompagnamento? Qual è la procedura da seguire per presentare ricorso e quale il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Se dopo l’accertamento dell’invalidità, la Commissione Medica non ti riconosce l’accompagnamento, entro 6 mesi dall’emissione del verbale puoi presentare ricorso.

Ovviamente dovrai affidarti a un avvocato e affrontare il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento che, in caso di vittoria, il giudice attribuirà alla controparte, ovvero all’INPS.

In queste spese, è compreso anche il compenso dell’avvocato. Attenzione, però: il valore di una causa in tema di indennità di accompagnamento è stabilito per legge e il giudice addebita solo una parte delle spese legali all’INPS. Ti spieghiamo tutto in questo approfondimento.

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Qual è il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento?

Prima di parlarti della procedura per presentare ricorso all’INPS in caso di rigetto della tua domanda per l’accompagnamento, vediamo qual è il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento.

Nel momento in cui decidi di presentare ricorso, dovrai anticipare delle spese. L’avvocato, in questi casi, lo paghi alla fine della causa (a meno che non ti chieda degli anticipi), perché in caso di vittoria, parte del suo compenso lo decide il giudice, e lui lo andrà a scalare dal totale (tra poco ti diremo quale potrebbe essere la cifra totale da pagare alla fine).

Mettiamo il caso che tu vinca il ricorso per l’indennità di accompagnamento. Il giudice condanna l’INPS a pagare le spese processuali e quelle legali, stabilendo che il compenso dell’avvocato è di 1200 euro.

Devi sapere, però, che il compenso dell’avvocato, relativo all’assistenza e rappresentanza in giudizio di una vertenza contro l’INPS per impugnare un atto di rigetto dell’indennità di accompagnamento è determinato per legge dall’articolo 13, comma 2, del codice di procedura civile. Vediamo di cosa si tratta.

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Qual è il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento se vinco la causa contro l’INPS?

Anche se vinci la causa contro l’INPS e il giudice condanna l’Istituto a pagare le spese legali per entrambe le parti in causa, hai comunque da sostenere un costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento.

Le spese cui sei chiamato a pagare, sono proprio quelle relative al pagamento dell’avvocato.

Ma come? Ti chiederai a questo punto. L’avvocato non lo ha già pagato l’INPS, al posto mio?

Non del tutto. L’articolo 13 del codice di procedura civile, il cui principio giuridico è enucleato anche nell’ordinanza della Corte di Cassazione Sezione Lavoro Civile del 11 gennaio 2010, n. 198, stabilisce che per le controversie relative a rendite temporanee e vitalizie (come l’indennità di accompagnamento), l’onorario dell’avvocato deve essere determinato cumulando fino a un massimo di dieci le annualità domandate.

Ora: mettiamo che tu abbia fatto domanda di accompagnamento un anno fa, e che quindi ti spettino dodici mensilità. Nel 2022 l’importo dell’indennità di accompagnamento era pari a 524,16 euro. 524,16 x 12 mesi è uguale a 6.289,44 euro, il valore di una annualità relativa all’indennità di accompagnamento.

Il valore della causa è quindi pari a 6.289,44 euro. A questo, dovrai sottrarre 1.200 euro previsti in sentenza dal giudice. 6.289,44 euro – 1.200 euro = 5.089,44.

L’avvocato, alla fine della causa e anche in caso di vittoria e risarcimento delle spese legali da parte dell’INPS, ha diritto a chiederti altri 5.089,44 euro.

Leggi anche cos’è il contributo unificato per il ricorso dell’invalidità e a chi spetta l’esenzione dal pagamento.

Esiste la possibilità di non pagare il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento?

Sì, in realtà ci sono delle forme di tutela per le persone meno abbienti, ovvero che sono in stato di bisogno economico, per non pagare il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento.

Più nello specifico, l’attività giudiziaria risulta gratuita o agevolata nel rispetto di alcuni limiti reddituali:

  • per redditi fino a 11.746,68 euro è previsto il gratuito patrocinio e, dunque, non si dovrà pagare l’avvocato;
  • per redditi fino a 23.493,36 euro è prevista l’esenzione dalle spese processuali in caso di soccombenza e, dunque, anche in caso di esito negativo non si dovrà pagare la controparte né le spese di CTU;
  • per redditi fino a 35.240,04 euro non si paga il contributo unificato iniziale per introdurre la causa, che corrisponde a 43 euro.

Revoca dell’invalidità, come presentare ricorso al giudice, quali sono le procedure, i tempi e come si presenta un ricorso amministrativo.

Cosa posso fare per evitare soprese per il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento?

Come vedi, i costi del ricorso per l’indennità di accompagnamento possono essere molto alti e non tutti possono permetterselo.

Non è un caso se molti cittadini rinunciano a fare ricorso e preferiscono piuttosto ripetere tutta la procedura per la domanda per l’indennità di accompagnamento.

Il nostro consiglio è quello di informarti, prima di decidere se presentare ricorso e soprattutto chiedere in anticipo all’avvocato quale sarà il compenso finale, sia in caso di vittoria e sia in caso di sconfitta.

È sempre meglio, inoltre, mettere tutto nero su bianco, ovvero firmare un documento con gli impegni che entrambi – sia tu che l’avvocato –assumete.

Anche i minori hanno diritto all’accompagnamento per bambini con disabilità. Scopri nel dettaglio quali sono i requisiti e il processo da seguire per ottenere tale beneficio.

Costo del ricorso per l'indennità di accompagnamento
Costo ricorso accompagnamento, quanto prende l’avvocato? Nella foto un avvocato a lavoro.

Qual è la procedura del ricorso per l’indennità di accompagnamento?

Abbiamo visto quale può essere il costo del ricorso per l’indennità di accompagnamento. Vediamo adesso qual è la procedura che devi seguire per presentare ricorso.

Innanzitutto, come abbiamo visto, bisogna conferire il mandato a un avvocato, preferibilmente “di fiducia”.

l primo compito dell’avvocato in questo caso è quello di presentare un ricorso al giudice per chiedere la nomina di un Consulente Tecnico d’Ufficio, abbreviato in CTU.

Quest’ultimo, una volta nominato, avrà il compito di sottoporti a un’ulteriore visita medico-legale per verificare la sussistenza o meno dei requisiti sanitari necessari previsti dall’INPS.

L’iter ricorda molto quello utilizzato nella precedente fase dall’INPS per accertamento sanitario, con l’unica differenza che in questo caso a svolgere la visita non sarà la Commissione Medica dell’Istituto, ma un medico legale nominato dal tribunale.

Si tratta del cosiddetto ATP, Accertamento Tecnico Preventivo, che non prevede che il giudice effettui delle valutazioni in quanto tutto è rimesso alla verifica dei requisiti, eseguita dal consulente tecnico d’ufficio.

Il passaggio successivo dell’iter del ricorso prevede che, prima del deposito delle formule in cancelleria, il Consulente Tecnico d’Ufficio trasmetta la bozza della relazione sulla visita medica effettuata sia al tuo avvocato che all’INPS. Ci saranno poi 15 giorni dalla data di ricevimento della relazione, entro i quali sia tu (tramite avvocato) che l’INPS, potrete proporre delle osservazioni.

A questo punto le opzioni sono sostanzialmente due:

  • il Consulente Tecnico d’Ufficio dà esito positivo al ricorso e l’INPS non si oppone alla decisione. Il giudice in questo caso omologa le risultanze entro 30 giorni dal deposito della relazione in cancelleria;
  • il Consulente Tecnico d’Ufficio fornisce un esito negativo al ricorso. Ci saranno poi ulteriori 30 giorni dalla data del deposito in cancelleria per proporre l’opposizione alla decisione presa e presentare un nuovo ricorso che porta ad un giudizio in merito.

Nel nuovo procedimento avviato in seguito alla relazione negativa del Consulente Tecnico d’Ufficio, il giudice può prevedere una nuova consulenza oppure l’integrazione della prima con ulteriori documenti forniti dal ricorsista. Quando, anche dopo tale processo, dovesse essere negata l’indennità di accompagnamento, non ci sono altre vie di ricorso.

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