Revoca dell’invalidità, come presentare ricorso

Revoca dell'invalidità, come presentare ricorso al giudice, quali sono le procedure, i tempi e come si presenta un ricorso amministrativo. L'iter non è lungo ed è determinante per i requisiti sanitari l'esito dell'accertamento tecnico introduttivo che viene disposto dal giudice.
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19/05/2022

Revoca dell’invalidità, come presentare ricorso se l’Inps azzera il beneficio o per contestare il mancato riconoscimento dei requisiti sanitari. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile e sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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I casi sono davvero tanti e spesso si concludono a vantaggio dei cittadini che hanno scelto di seguire la strada legale dopo la decisione delle commissioni mediche o dell’ente di previdenza.

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La revoca dell’invalidità può anche riguardare non i requisiti sanitari ma quelli di reddito (tra gli altri), in questo caso (come vedremo) la procedura è diversa e si tratta di un ricorso amministrativo (articolo 38, comma 1 della legge numero 111 del 15 luglio 2011).

Ci chiediamo in questo articolo se, quando e come presentare un ricorso.

Revoca dell’invalidità: accertamento tecnico preventivo

Se scegliete di ricorrere in tribunale perché ritenete di aver subito un torto dall’Inps, prima di proporre la domanda di giudizio è necessario effettuare un accertamento tecnico preventivo (Atp). L’Atp viene utilizzato per risolvere tutte le questioni che riguardano invalidità civile, cecità e sordità civile, handicap, disabilità, pensione di inabilità e assegno di invalidità.

L’accertamento tecnico preventivo serve a ridurre i tempi del procedimento e consente al giudice di inquadrare subito la vicenda.

Si tratta in pratica di una perizia medica anticipata. Viene effettuata dal consulente tecnico d’ufficio (Ctu), incaricato dal giudice.

Il consulente verifica le condizioni sanitarie del cittadino che ha presentato ricorso accertando l’esistenza di ragioni adeguate che ne legittimano il ricorso al tribunale.

Il Ctu che è ovviamente un medico, esamina la documentazione sanitaria esibita dal cittadino. Nel caso può anche visitare direttamente la persona interessata. Subito dopo esprime un parere che può confermare o meno l’esistenza di una invalidità.

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Revoca dell’invalidità: non oltre sei mesi

Abbiamo già accennato sulla “necessità” dell’accertamento tecnico preventivo. Non è solo una questione formale: se viene presentata una domanda giudiziale di accertamento dell’invalidità o un ricorso contro una revoca, deve essere prima effettuato l’accertamento tecnico introduttivo. In caso contrario la richiesta diventa “improcedibile”. In pratica il giudice non può decidere.

Prima di andare avanti un breve ma necessario passo indietro: il ricorso deve essere presentato entro e non oltre i 6 mesi dalla notifica del provvedimento di revoca o dal mancato riconoscimento dell’invalidità da parte della commissione medica. Se si va oltre il diritto decade e al massimo si può presentare una domanda all’Inps per essere sottoposti a una nuova visita.

Un consiglio: se avete subito la revoca della prestazione o se la visita o la revisione hanno avuto esisti che non ritenete corretti, recatevi subito in un patronato. Lì troverete un avvocato che saprà subito dirvi se il ricorso può andare a buon fine. Se la risposta è sì, procedete senza indugio.

Revoca dell’invalidità: i tempi del procedimento

Siamo arrivati all’accertamento tecnico preventivo. Subito dopo il giudice fissa un termine non superiore a trenta giorni. In quell’arco di tempo le parti (il cittadino e l’Inps) devono dichiarare se intendono contestare le conclusioni del consulente d’ufficio o se accettarle.

Se non ci sono contestazioni, il giudice, sulla base della consulenza, emette un decreto che non è appellabile.

Se invece una delle parti solleva delle contestazioni la causa va avanti fino alla sentenza che dovrà accertare se esistono i presupposti sanitari per avere il diritto alle prestazioni che sono legate all’invalidità.

Revoca dell’invalidità: ricorso amministrativo

Come abbiamo accennato oltre a questa procedura c’è anche il ricorso amministrativo. Questa procedura viene ammessa solo contro i provvedimenti di rigetto o revoca dei benefici economici a causa – tra gli altri – del reddito, della cittadinanza o della residenza del cittadino. Sono quindi esclusi i requisiti sanitari.

La domanda per il ricorso amministrativo si può presentare anche direttamente sul sito online dell’Inps o ricorrendo agli enti di patronato. L’ente di previdenza ha 30 giorni di tempo per emanare un provvedimento di rigetto o accoglimento del ricorso.

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