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Congedo 104 se la persona disabile lavora: come funziona

Scopriamo se è possibile ottenere un congedo con 104 se la persona con disabilità lavora.
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03/02/2023

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: scopriamo se è possibile chiedere il congedo straordinario retribuito, se il disabile assistito lavora (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

È possibile richiedere il congedo retribuito straordinario (Legge 104) per assistere un familiare disabile anche se questo lavora. Il diritto non può essere negato, poiché la necessità di assistenza per una persona disabile non viene cancellata dallo svolgimento di un’attività lavorativa.

Il Ministero del Lavoro e l’INPS hanno confermato che anche una persona disabile che lavora potrebbe avere bisogno di assistenza. Pertanto, la Legge 104 prevede la possibilità di richiedere un congedo retribuito per assistere un familiare disabile, anche se questo svolge un’attività lavorativa.

Scopriamo più nel dettaglio cosa è necessario sapere a riguardo del congedo con 104 se la persona con disabilità lavora.

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Indice

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: è possibile?

Il congedo straordinario previsto dalla Legge 104 può essere ottenuto anche se il familiare disabile che si desidera assistere svolge un’attività lavorativa.

Questo congedo consente al dipendente di interrompere il proprio lavoro per fornire assistenza al familiare disabile grave.

L’assistenza può essere fornita anche attraverso attività complementari o ausiliarie rispetto all’attività lavorativa del disabile.

Ad esempio, il familiare in congedo potrebbe accompagnare il disabile lavoratore al lavoro o aiutarlo a prenotare esami clinici.

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Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: il lavoratore in congedo può svolgere altre attività?

È importante notare che l’assistenza richiesta dalla Legge 104 non deve essere intesa come assistenza sanitaria costante, ma può essere fornita attraverso molte attività diverse che supportano il familiare disabile.

Inoltre, l’assistenza non deve essere totalizzante e il lavoratore che ha ottenuto il congedo ha anche il diritto di dedicarsi ai propri interessi personali, riposarsi e recuperare le energie.

Tuttavia, per evitare eventuali contestazioni, l’assistenza deve essere permanente, continua e globale nella vita personale e relazionale del disabile.

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: scopri anche Maternità e congedo straordinario 104: come funziona

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: come funziona?

La Legge 104 prevede un congedo straordinario che permette al dipendente di interrompere la propria attività lavorativa per assistere un familiare con handicap grave.

Il congedo può durare fino a 2 anni in totale nell’arco della vita lavorativa e non può essere richiesto contemporaneamente da più di un familiare per lo stesso disabile.

Il congedo può essere suddiviso in giorni, ma non in ore, e prevede un’indennità corrispondente allo stipendio, con un tetto massimo per l’indennità e per la contribuzione figurativa. Quest’ultima viene accreditata ai fini della pensione.

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: per quali familiari si può richiedere?

Il congedo straordinario Legge 104 può essere richiesto per assistere i seguenti familiari del portatore di handicap grave: coniuge, genitori, figli, fratelli e sorelle, altri parenti e affini conviventi, entro il terzo grado.

Il congedo spetta prima al coniuge convivente, poi ai genitori, seguono i figli, i fratelli o sorelle, e infine altri parenti o affini.

Il congedo può essere preso solo dal familiare che assiste il disabile come referente unico, a meno che siano presenti rare eccezioni.

Questo referente unico può essere anche modificato nel corso del tempo.

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora
Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora. Nella foto un ragazzo in sedia a rotelle assistito da un cane guida.

Congedo con 104 se la persona con disabilità lavora: chi ha diritto alla Legge 104?

I lavoratori dipendenti che sono genitori (naturali, adottivi o affidatari), coniuge o convivente, figli, parenti o affini entro il 2° grado (raro entro il 3° grado) del disabile hanno diritto a permessi retribuiti per assistere il disabile.

Questi permessi sono destinati ad un solo lavoratore che si prenderà cura del disabile (il referente unico) per tutti i mesi di assistenza. Solo i genitori possono beneficiare di questi permessi in contemporanea.

Il disabile deve inviare una dichiarazione all’INPS in cui sceglie il lavoratore del suo nucleo familiare che lo aiuterà.

Se il disabile è assistito da familiari diversi in momenti diversi, ciascuno di essi deve presentare la domanda per ottenere i permessi retribuiti.

I lavoratori dipendenti hanno diritto a permessi retribuiti anche se i familiari del disabile che vivono con loro sono in grado di prestare assistenza e se ci sono altre forme di assistenza disponibili, come strutture pubbliche o privato, non profit o assistenti personali.

Questi permessi sono validi a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata in una struttura che fornisce assistenza sanitaria continua 24 ore su 24, ad eccezione di alcune situazioni in cui è richiesto comunque il supporto del familiare.

La Legge 104 prevede, quindi, diverse tipologie di permessi fruibili da chi deve assistere un proprio parente affetto da grave disabilità:

  1. 3 giorni di permesso al mese, che possono essere divisi anche in ore (2 ore di permesso se l’orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore o 1 ora di permesso se inferiore a 6 ore per tutti i giorni del mese).
  2. 2 anni di congedo straordinario durante l’intera vita lavorativa, che può anche essere richiesto in modo frazionato.
  3. Prolungamento del congedo parentale per figli disabili con una durata massima di 3 anni, che può essere utilizzato come 2 ore di permesso retribuito al giorno o 3 giorni di permesso retribuito al mese, fino al compleanno del bambino dodicesimo anno di età.

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