Maternità e congedo straordinario 104: come funziona

In questo approfondimento vediamo come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104.
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01/01/2023

L’indennità di maternità viene riconosciuta se si sta godendo del congedo straordinario? Come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Una sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che la tutela della maternità è assicurata anche nel periodo di congedo straordinario.

Vediamo quindi come viene fruita la maternità e come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104.

Indice

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Maternità e congedo straordinario con la Legge 104: è possibile?

A confermare la possibilità della maternità e congedo straordinario con la Legge 104 è un messaggio dell’INPS, pubblicato dopo una sentenza della Corte Costituzionale.

Con messaggio n. 4074 del 2 novembre 2018, l’INPS ha fornito le prime importanti indicazioni sulla gestione dell’indennità di maternità e congedo straordinario con la Legge 104, alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2018.

La Corte Costituzionale, con Sentenza n. 158/2018, ha dichiarato che la normativa sull’indennità di maternità è contraria alla Costituzione nella parte in cui non include tra gli eventi che sospendono il decorso dei 60 giorni i periodi di congedo straordinario, utilizzati dalla lavoratrice per assistere il coniuge convivente o il figlio portatori di handicap in situazione di gravità.

In sostanza: è possibile ottenere l’indennità di maternità mentre si sta usufruendo del congedo straordinario.

Soffermiamoci però a ricordare cosa prevedono la maternità e il congedo straordinario, in modo da capire meglio la sentenza della Corte Costituzionale e il successivo messaggio dell’INPS, di cui parleremo tra poco.

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Maternità e congedo straordinario con la Legge 104: cosa prevede la maternità

Abbiamo visto che la sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che sia legittimo ottenere maternità e congedo straordinario con la Legge 104.

Per capirne meglio le motivazioni e il messaggio dell’INPS di cui parleremo a breve, dobbiamo soffermarci su cosa prevede la maternità e poi il congedo straordinario.

La legge (Dlgs. n. 151/2001) riconosce un’apposita indennità economica a carico dell’INPS alle lavoratrici che devono obbligatoriamente astenersi dal rendere la propria prestazione nel periodo (cosiddetto congedo di maternità) che intercorre tra:

  • due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • tre mesi successivi al parto.

La stessa indennità viene riconosciuta anche nei casi in cui la dipendente deve astenersi prima dei due mesi e/o prorogare l’assenza oltre i tre mesi successivi al parto (fino al limite dei sette).

L’indennità, pari all’80% della retribuzione, spetta quando sussiste un valido rapporto di lavoro oltre ai casi di:

  • sospensione del rapporto di lavoro (per esempio per Cassa integrazione);
  • assenza dal lavoro senza retribuzione;
  • perdita del lavoro (disoccupazione).

In questi frangenti, l’indennità è riconosciuta se tra l’inizio della sospensione, assenza o stato di disoccupazione e l’entrata nel periodo di congedo di maternità non siano trascorsi più di 60 giorni. Tuttavia, nel conteggio dei 60 giorni non si considerano le assenze per:

  • malattia o infortunio sul lavoro regolarmente accertati;
  • periodi di congedo parentale o congedo per malattia del figlio in virtù di una precedente maternità;
  • periodi di assenza per accudire minori in affidamento;
  • periodi di mancata prestazione in virtù di un contratto di lavoro part-time di tipo verticale (che prevede appunto lo svolgimento dell’attività ad esempio in alcuni mesi dell’anno).

Ciò significa che se tra la sospensione dal lavoro, l’assenza o la disoccupazione e l’inizio del congedo per maternità interviene uno degli eventi citati, la sua durata non viene considerata per il requisito dei 60 giorni, che cominceranno a decorrere dalla fine dell’evento stesso. Passiamo adesso alle caratteristiche del congedo straordinario.

Congedo legge 104, il datore di lavoro può negarlo? Vediamo insieme cosa dice la legge e i diritti del dipendente. Come e a chi chiedere il congedo legge 104, perché viene concesso il beneficio e come comportarsi con il titolare dell’azienda.

Maternità e congedo straordinario con la Legge 104: cosa prevede il congedo straordinario

Per capire meglio come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104, dobbiamo ricordare cosa prevede il congedo 104.

Il congedo straordinario è quel periodo di astensione dal lavoro concesso nel limite massimo di 2 anni (continuativi o frazionati) nell’arco dell’intera vita lavorativa del richiedente, per il quale la legge (sempre Dlgs. n. 151/2001) riconosce un’indennità economica a carico dell’INPS.

Il congedo è concesso ai lavoratori dipendenti familiari di persona gravemente disabile (coniuge, genitori, figlio, fratelli o sorelle, parenti o affini entro il 3° grado).

Dopo aver ricordato cosa prevedono la maternità e il congedo straordinario, vediamo cosa il messaggio dell’INPS.

Permessi 104 e congedo biennale nello stesso mese: ci chiediamo se e quando è possibile cosa dice la legge. Qual è la prassi, cosa dice la normativa e in che modo è possibile cumulare i due benefici nell’arco dello stesso mese.

Maternità e congedo straordinario con la Legge 104
Maternità e congedo straordinario 104: come funziona

Maternità e congedo straordinario con la Legge 104: il messaggio dell’INPS

E veniamo al messaggio dell’INPS, che spiega come funziona maternità e congedo straordinario con la Legge 104.

Con il messaggio n. 4074 del 2 novembre 2018, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, l’INPS interviene chiarendo che i periodi di congedo straordinario devono essere esclusi dal computo dei 60 giorni.

L’esonero, tuttavia, è limitato alle assenze fruite dalla lavoratrice gestante per assistere il coniuge convivente o il figlio, senza ricomprendervi tutti gli altri soggetti (genitori, fratelli o sorelle, parenti o affini entro il 3° grado).

Questo significa che un eventuale congedo richiesto per il fratello o la sorella, verrebbe conteggiato nei 60 giorni, con il rischio del venir meno del diritto all’indennità di maternità.

Inoltre, ricorda l’INPS, le disposizioni relative al coniuge convivente si estendono anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.

Le nuove indicazioni operative si applicano anche agli eventi di maternità anteriori alla sentenza della Corte di Cassazione, a meno che non sia già spirato il termine di prescrizione pari a un anno o una sentenza passata in giudicato.

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