Benefici previdenziali per lavoratori non vedenti

Benefici previdenziali per lavoratori non vedenti: pensioni anticipate, indennità e pensioni per non vedenti civili. Ecco tutto ciò che c'è da sapere.
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15/08/2023

Vediamo insieme quali sono i benefici previdenziali per lavoratori non vedenti (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Benefici previdenziali per lavoratori non vedenti

Ai lavoratori non vedenti il nostro sistema previdenziale riconosce alcuni importanti benefici, a partire dalla pensione di vecchiaia accessibile con requisiti notevolmente ridotti rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti e autonomi.

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Pensione di vecchiaia

I lavoratori non vedenti colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a un decimo in entrambi gli occhi (legge 113, articolo 9, comma 2, del 1985 e articolo 1 della legge 120 del 1991) hanno diritto alla pensione di vecchiaia con i requisiti anagrafici e contributivi previsti prima della riforma Amato del 1992 (articolo 1, comma 6, del decreto legislativo numero 503 del 1992).

La pensione di vecchiaia è accessibile a 55 anni di età (uomini) e 50 anni di età (donne), con un’anzianità contributiva minima di 10 anni, se:

  • il lavoratore o la lavoratrice è dipendente del settore privato;
  • è non vedente dalla nascita;
  • oppure è non vedente da prima dell’inizio del rapporto assicurativo;
  • oppure è non vedente da dopo l’inizio del rapporto assicurativo con almeno 10 anni di contributi versati dopo l’insorgere della cecità (legge 258 del 1952).

Pensione di vecchiaia: lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi, il requisito anagrafico è diverso: 60 anni per gli uomini, 55 anni per le donne (sempre con 10 anni di contributi versati).

Pensione di vecchiaia: dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici non vedenti i requisiti sono più elevati, dal momento che il collocamento a riposo è ancora legato al raggiungimento dell’età massima per la permanenza in servizio.

A loro occorrono 65 anni di età e almeno 14 anni, 11 mesi e 16 giorni di contributi.

Pensione di vecchiaia: decorrenza e finestre mobili

A seconda della categoria lavorativa (dipendenti o autonomi) cambia la decorrenza della pensione: è prevista una finestra mobile di 12 mesi per i lavoratori dipendenti privati (il primo assegno è pagato a 56 anni agli uomini e a 51 anni alle donne) e di 18 mesi per gli autonomi.

Pensione di vecchiaia a 60 e 55 anni?

Se non si è in possesso dei requisiti elencati in precedenza, i lavoratori non vedenti potranno andare in pensione con 60 anni di età (uomini) o 55 anni di età (donne), ma con 15 anni di contributi versati (circolare INPS numero 65 del 1995).

Contributi figurativi per lavoratori non vedenti

Ai lavoratori non vedenti è rivolta un’agevolazione previdenziale, che consente loro di anticipare la pensione: 4 mesi di anzianità figurativa per ogni anno di servizio svolto presso pubbliche amministrazioni o aziende private (articolo 9, comma 2, legge 113/1985 e articolo 2 legge 120/1991).

Il beneficio spetta su domanda dell’interessato ed è utile sia ai fini del diritto che della misura della pensione (ma solo per le quote di pensione erogate con il sistema retributivo; per le pensioni calcolate col sistema contributivo vale solo ai fini del diritto, ma non della misura della pensione) nonché dell’anzianità assicurativa. 

Pensione per ciechi civili

Alle persone non vedenti spettano anche particolari pensioni erogate a prescindere dai contributi versati.

La prima è la pensione per ciechi civili assoluti (articolo 8 della Legge 10 febbraio 1962, n. 6), che spetta ai soli non vedenti di maggiore età, mentre ai ciechi civili assoluti minorenni viene erogata soltanto l’indennità di accompagnamento (articolo 5 della Legge 21 novembre 1988, n. 508).

La pensione viene erogata se si soddisfa il requisito reddituale: nel 2023, il limite massimo è fissato 17.920 euro, per un importo mensile di 339,48 euro, per 13 mensilità.

Pensione per ciechi parziali

La pensione per ciechi civili parziali viene concessa a non vedenti maggiorenni e minorenni. Il reddito personale lordo annuo non deve essere superiore a 17.920 euro, per un importo di 313,91 euro al mese, per 13 mensilità.

Indennità speciali

L’indennità speciale per non vedenti parziali (ciechi ventesimisti), spetta a coloro che hanno un residuo visivo in entrambi gli occhi, anche con eventuale correzione, non superiore a 1/20 o un campo visivo perimetrico binoculare non superiore al 10%.

La prestazione spetta a prescindere dall’età anagrafica e dal reddito del richiedente.

L’importo mensile è di 217,24 euro al mese, per 12 mensilità: è compatibile con la pensione per ciechi civili parziali, ma è incompatibile con l’indennità di frequenza o con altre indennità simili concesse per cause di servizio, di lavoro o di guerra.

Indennità di accompagnamento per ciechi totali

Prevista dall’articolo 1, della legge numero 406 del 28 marzo 1968, l’indennità di accompagnamento viene erogata ai ciechi civili assoluti a prescindere dall’età e dal reddito personale.

L’importo aggiornato al 2023 è di 959,21 euro per 12 mensilità. L’indennità di accompagnamento non preclude la possibilità di svolgere un’attività lavorativa ed è cumulabile con l’indennità di accompagnamento per invalidi civili totali o per l’indennità erogata ai sordomuti.

È incompatibile con le altre indennità simili per cause di servizio, lavoro o guerra.

Benefici previdenziali per lavoratori non vedenti
Benefici previdenziali per lavoratori non vedenti: in foto un signore non vedente, seduto su un divano.

Faq sui benefici previdenziali per non vedenti

Quali sono i requisiti amministrativi per richiedere pensioni e indennità?

I requisiti amministrativi sono i seguenti:

  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione);
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Quali sono le leggi che proteggono i diritti dei non vedenti?

La Legge 68/99 tutela l’assunzione di persone con invalidità superiori al 45%, mentre la legge fa riferimento alle disposizioni preesistenti per i minorati della vista. Le norme sul diritto al lavoro per i non vedenti sono numerose, estese anche ai soggetti menzionati negli articoli 2, 3 e 4 della legge 138/01.

Alle persone non vedenti spettano ausili gratuiti?

Sì, soggetti riconosciuti ciechi totali, parziali ed ipovedenti gravi secondo la legge 138/2001 hanno la possibilità di ottenere gli ausili ottici e/o elettronici come da nomenclatore tariffario dietro prescrizione del medico oculista.

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