Ape sociale agevolata per le donne: 61 anni

L’Ape sociale agevolata per le donne prevede l’uscita a 61 anni con 28 o 30 anni di contribuzione. È una delle ipotesi che si rincorrono nelle ultime ore e di fatto segnerebbe l’addio di Opzione donna, che se non torna alla versione originaria (o quasi) non ha senso di esistere. Vediamo come dovrebbe funzionare e quali sono i possibili limiti.
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20/09/2023

Ape sociale agevolata per le donne, con l’uscita anticipata per la pensione a 61 anni. È una delle misure allo studio del governo, quella che in queste ore sta raccogliendo il maggior numero di consensi. Ma sarà un trattamento per tutte o solo per determinate categorie, come è attualmente la stessa Ape sociale e la restrittiva Opzione donna 2023? Vediamo insieme. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Ape sociale agevolata per le donne: i conti del governo

Ormai per le pensioni non si parla più di riforma. Il sistema previdenziale resta com’è. Ovvero: la Legge Fornero non si tocca. L’esecutivo potrà solo agire in qualche modo sulle misure che già ci sono (come Ape sociale, Opzione donna o Quota 103). Non ci sarà altro.

Il motivo ormai lo conosci: non ci sono fondi sufficienti per immaginare una rimodulazione strutturale delle pensioni.

Oltretutto la situazione è peggiorata negli ultimi giorni: il nuovo rialzo dei tassi di interesse (il decimo consecutivo) disposto dalla BCE nell’estremo tentativo di arginare l’inflazione, ha avuto un effetto dirompente. Il ministro Giorgetti ha dichiarato che per effetto di quella decisione saranno disponibili 14 miliardi in meno per la manovra di Bilancio.

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Non è una buona notizia. E non solo sul fronte pensioni: sono a rischio anche altri provvedimenti importanti, come lassegno unico per anziani non autosufficienti, mentre le misure per la famiglia (natalità) e il lavoro (taglio del cuneo fiscale e detassazione delle tredicesime) potrebbero subire un netto ridimensionamento rispetto alle intenzioni iniziali.

Ma torniamo in argomento, come dovrebbe funzionare l’Ape sociale agevolata per le donne?

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Come funziona l’Ape sociale agevolata per le donne

Le donne potrebbero beneficiare dell’indennità di accompagnamento verso la pensione già a partire dai 61 o 62 anni. Questo beneficio riguarderà in particolare le donne in situazioni di disagio, le licenziate, le lavoratrici con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%, le “caregiver” e coloro che svolgono lavori particolarmente gravosi. La misura potrebbe alternativa con Opzione donna o affiancarla. Ci sembra più probabile la prima ipotesi.

Opzione donna 2024: quale futuro?

Il passaggio da Opzione donna all’Ape donna potrebbe rappresentare una svolta per molte lavoratrici. Tuttavia, come sarà gestita questa transizione e quali saranno le reali opportunità per le donne nel 2024 rimangono questioni aperte.

Il passaggio da Opzione donna ad Ape donna

Il salto da Opzione donna a Ape donna non prevede grandi cambiamenti nella platea di donne interessate (saranno però incluse quelle che hanno svolto lavori gravosi). Ma ci sono delle differenze.

Con l’Ape donna, non si è vincolate al metodo di calcolo totalmente contributivo. Le donne potranno andare in pensione più tardi rispetto all’Opzione donna attuale, e otterranno un’indennità. Questo significa:

  • un numero di anni di contributi richiesti minore (tra 28 e 30 anni anziché 35);
  • non si riceverà immediatamente la pensione completa, ma un sussidio di accompagnamento fino all’età pensionabile attuale di 67 anni.

Gli importi dell’Ape donna

L’indennità fornita dall’Inps per l’Ape donna viene erogata per 12 mesi all’anno, non 13 come la pensione tradizionale. L’importo dell’indennità equivale a quello della rata mensile della pensione calcolata al momento della richiesta di accesso a tale beneficio. Questo sussidio, erogato fino all’inizio della pensione di vecchiaia, ha un tetto massimo di 1.500 euro al mese, un valore non rivalutabile.

In pratica il governo, piuttosto che tornare alla vecchia Opzione donna (in pensione a 58 anni, con 35 di contribuzione e calcolo solo contributivo), che si ritiene troppo costosa, preferisce utilizzare il bus dell’Ape sociale, che si è dimostrata una misura efficace, efficiente e sostenibile, per facilitare l’uscita delle lavoratrici che ne fanno richiesta.

Certo, la platea sarà un po’ più allargata rispetto a Opzione donna 2023, ma è comunque sempre ristretta a determinate categorie. Chi non rientra dovrà aspettare e se non ha i requisiti per Quota 103  (62 anni e 41 di contributi) o per la pensione ai precoci, di compiere almeno 67 anni prima di uscire dal lavoro.

Nel video sotto vediamo quali sono le altre novità che potrebbero interessare l’Ape sociale nel 2024.

Tassi di interesse, conseguenze per il debito pubblico

La recente decisione della BCE ha avuto conseguenze significative sul bilancio italiano. L’impatto si traduce in 14 miliardi di euro in termini di maggiori interessi sul debito pubblico.

Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha sottolineato l’importanza di considerare questo fattore per la manovra di Bilancio. L’obiettivo della BCE era evidentemente di rallentare la crescita, e sembra che lo abbia raggiunto. Ma, come ha notato Giorgetti, l’inflazione è ancora lontana dal target del 2%. La vera preoccupazione, però, è legata ai segnali che l’Italia darà ai mercati riguardo al debito pubblico. È fondamentale che il debito non continui a crescere, altrimenti ci saranno ripercussioni.

Bilancio, mercati e le preoccupazioni di Giorgetti

Per Giorgetti, la principale preoccupazione non riguarda tanto la valutazione della Commissione europea quanto piuttosto quella dei mercati. Il ministro si chiede come vendere il debito pubblico in modo efficace e come guadagnare fiducia.

È essenziale quindi mostrare un bilancio credibile che dimostri la volontà dell’Italia di mantenere una politica fiscale prudente. Giorgetti aspira a un deficit sotto il 4% per l’anno prossimo. Tuttavia, è consapevole delle pressioni per l’inclusione di nuove misure finanziarie. Oltre a questo, Giorgetti ha sollevato preoccupazioni sulla possibilità che il debito possa essere utilizzato come arma geopolitica, citando l’esempio del debito pubblico degli Stati Uniti.

Il nuovo Patto di Stabilità e le richieste italiane

Nel contesto attuale, si inseriscono anche le discussioni sul nuovo Patto di Stabilità. L’Italia richiede l’esclusione dal conteggio degli investimenti a debito del Pnrr e delle spese difensive. Giorgetti sottolinea che per l’Italia, con le sue spese e debiti, rispettare le attuali regole europee sembra quasi impossibile.

Quadro generale e considerazioni sul debito

È un periodo di incertezza e sfida per l’Italia. Giorgetti ricorda l’intervento dello Stato durante la crisi del Covid, sottolineando l’importanza della collaborazione tra settore pubblico e privato. Per il ministro le due parti devono lavorare insieme per il bene del Paese.

Ape sociale agevolata per le donne: 61 anni
Nella foto una donna che potrebbe accedere all’Ape sociale agevolata.

FAQ (domande e risposte)

Cosa prevede l'”ape sociale agevolata per le donne”?

L’Ape sociale agevolata per le donne prevede l’uscita anticipata per la pensione a 61 anni, offrendo la possibilità di ricevere l’indennità di accompagnamento verso la pensione a partire dai 61/62 anni invece dei 63 anni attuali. Questa misura è stata pensata per le donne in situazione di disagio, per quelle licenziate, con invalidità almeno al 74% e per le “caregiver” e quelle impegnate in lavori gravosi.

Come cambia il passaggio da “Opzione donna” ad “Ape donna”?

Con l’Ape Donna, le donne non sarebbero costrette a optare per il metodo di calcolo completamente contributivo come in “Opzione donna”. Invece di andare in pensione, avrebbero una misura di accompagnamento alla pensione. Se prima con “Opzione Donna” era possibile andare in pensione a 58 anni (avendo due figli) con un anno di finestra mobile se dipendenti, con l’Ape Donna si cambia. L’età di pensionamento è posticipata, ma è richiesto un numero di anni di contributi nettamente inferiore (tra 28 e 30 invece di 35). La pensione piena verrà erogata solo al raggiungimento dell’età pensionabile, attualmente fissata a 67 anni. Fino a quel giorno è prevista un’indennità.

Quali sono gli importi previsti per l'”Ape donna”?

L’indennità fornita dall’Inps per 12 mesi all’anno è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla misura. Tuttavia, l’importo non può superare 1.500 euro lordi al mese, e questi sono non rivalutabili.

Quali effetti ha avuto la decisione della BCE sul bilancio italiano?

La decisione della BCE di alzare i tassi di interesse, nel tentativo di arginare l’inflazione, ha avuto un impatto significativo sul bilancio italiano. A seguito di questa decisione, ci saranno 14 miliardi di euro in meno disponibili per la manovra di Bilancio, il che rischia di influenzare negativamente altre misure importanti, come l’assegno unico per anziani non autosufficienti e le misure per la famiglia e il lavoro.

Quali sono le preoccupazioni del ministro Giorgetti riguardo al debito pubblico?

Il ministro Giorgetti esprime preoccupazione riguardo ai segnali che l’Italia invierà ai mercati sul debito pubblico. I dati preliminari indicano che il debito ha smesso di ridursi e ha invertito la tendenza, tornando a crescere. Giorgetti sottolinea l’importanza di non trasmettere un messaggio negativo ai mercati. È anche preoccupato per le valutazioni dei mercati quando acquistano il debito pubblico e ritiene essenziale presentare un bilancio che dimostri la volontà dell’Italia di tornare a una politica fiscale prudente. Inoltre, Giorgetti esprime la preoccupazione che il debito possa essere utilizzato come arma geopolitica, evidenziando l’importanza di sapere chi detiene il debito pubblico globalmente.

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