Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: la domanda

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: si può presentare la domanda per la pensione anticipata. Come inviare l’istanza, chi può accedere alla misura e quali sono i requisiti necessari. Il trattamento è stato modificato dal governo Meloni ma non si esclude un ritorno al passato. Anche immediato.
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05/02/2023

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: chi può e vuole accedere a questa pensione anticipata può iniziare a inviare le domande. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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I requisiti dei Opzione donna 2023 sono cambiati rispetto agli anni scorsi. La misura è diventata più stringente e ha ridotto la platea delle lavoratrici aventi diritto. Questo trattamento è ora riservato a caregiver, invalide e lavoratrici che sono disoccupate e assunte in aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi.

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In questo post vedremo come presentare la domanda, quali sono i requisiti per accedere alla misura e se, come sembra, Opzione donna potrà essere di nuovo riservata anche a lavoratrici che non rientrano in determinate categorie.

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega come diventare caregiver; abbiamo anche verificato in un altro articolo quali sono le alternative alla pensione per i caregiver.

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: la richiesta

Come accennato è possibile inviare la domanda per accedere a questo pensionamento anticipato.

I canali a disposizione delle lavoratrici sono sempre gli stessi:

  • collegandosi sul sito dell’INPS accedendo tramite Spid almeno di Livello 2, Cns (Carta Nazionale dei Servizi) o Cie (Carta d’identità elettronica 3.0) e seguendo il percorso:
    • “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Pensione anticipata “Opzione donna” – Domanda”;
  • con i servizi telematici messi a disposizione dagli Istituti di Patronato;
  • telefonando al Contact Center Integrato al numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).

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Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: categorie

Come detto possono accedere a questa pensione anticipata:

  • le lavoratrici disoccupate (bisogna risultare licenziate o dipendenti di imprese che hanno avviato un tavolo di confronto per la gestione della crisi aziendale presso la struttura per la crisi d’impresa); 
  • le lavoratrici che assistono persone con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge del 5 febbraio 1992, numero 104 (caregiver familiari);
  • le lavoratrici con riconoscimento invalidità civile di grado almeno pari al 74 per cento.

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: età e contributi

L’età per accedere a questa pensione anticipata è di 60 anni. Gli anni di contributi necessari sono 35 (maturati entro il 31 dicembre del 2022). La misura è riservata a lavoratrici dipendenti o autonome. 

Se la lavoratrice è madre di un figlio può uscire a 59 anni, con due o più figli a 58.

Il requisito anagrafico cambia per le lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi: 58 anni e 35 di contributi (a prescindere in questo caso dal numero di figli).

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: beneficiarie

Con la stretta imposta dal governo le lavoratrici che potranno accedere a Opzione donna 2023 saranno davvero poche, non più di 2.000.

Cosa è cambiato rispetto a prima? Beh, molto.

Con i vecchi requisiti potevano andare in pensione:

  • a 58 anni le lavoratrici del pubblico;
  • a 59 anni le lavoratrici del privato;
  • con 35 anni di contributi.

Il trattamento era aperto a tutte, non solo quindi a invalide, caregiver o disoccupate.

Con quei requisiti nei prossimi tre anni avrebbero potuto accedere alla misura 40.000 donne:

  • 23.000 nel 2023;
  • 17.000 nel 2024;
  • 6.000 nel 2025.

Negli ultimi anni le richieste per usufruire di questa uscita anticipata sono aumentate di molto. L’incremento è stato condizionato anche dalle difficoltà di accesso ad altri trattamenti anticipati, che richiedono condizioni complicate da raggiungere (come Quota 103, con il limite contributivo fissato a 41 anni).

Le nuove regole riducono quindi le beneficiarie nel triennio 2023/2025 a poco più di 5.000. Un taglio drastico dell’87 per cento.

Oltretutto questa misura si accavalla con un’altra, l’Ape sociale, che è un trattamento di accompagnamento alla pensione. Si accede a 63 anni, ma i contributi richiesti sono 30 per caregiver, invalidi e disoccupati

Oltretutto l’Ape sociale comporta una penalizzazione meno consistente dell’assegno pensionistico. Con Opzione donna (che è solo contributiva) si rischia una riduzione del 30, 40 per cento dell’importo. Ovvero nel medio periodo sarebbe stata anche “conveniente” per il sistema previdenziale. Eppure il governo ha deciso di ridurla in modo così drastico che, come detto, sarà appannaggio nel 2023 di 2.000 lavoratrici. Un numero così basso da rendere questo pensionamento anticipato ai limiti dell’inapplicabile.

Ma molto può ancora cambiare.

Nell’immagine una donna che si appresta ad andare in pensione. Con Opzione donna 2023?

Opzione donna 2023 per invalide e caregiver: nuove modifiche?

Opzione donne 2023 è uno dei nodi del dibattito tra il governo e le parti sociali sulla riforma delle pensioni. Anche perché uno degli aspetti sui quali vuole puntare il ridisegno del sistema previdenziale riguarda proprio l’uscita dal lavoro delle donne.

I sindacati hanno chiesto all’esecutivo di tornare alle regole precedenti. Il governo non lo ha escluso. C’è solo un problema da superare: le risorse economiche che al momento non ci sono.

Per i sindacati la nuova Opzione donna è una vergogna nazionale. Il motivo? Per risparmiare 90 milioni di euro (una miseria rispetto al bilancio della previdenza sociale) è stato vietato a migliaia di donne che avevano i requisiti di utilizzare questa opportunità di uscita dal lavoro.

Sono diversi gli emendamenti al Milleproroghe che chiedono il ripristino dei vecchi requisiti. Ne sapremo di più tra qualche giorno.

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