Accomodamento ragionevole disabili: limiti e leggi

L'accomodamento ragionevole ha l’obiettivo di facilitare l'inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro e della scuola. Le sfide e le ambiguità sono tante, ma è uno strumento indispensabile contro la discriminazione. Diritti, doveri, normative di riferimento.
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04/07/2023

L’accomodamento ragionevole è un passaggio chiave per l’avviamento al lavoro delle persone in condizioni di disabilità. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Che cos’è l’Accomodamento ragionevole?

L’accomodamento ragionevole consiste nell’adattamento del contesto lavorativo alle esigenze della persona con disabilità e deve essere funzionale alla prosecuzione del rapporto di lavoro.

L’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 216/2003 ha introdotto questa prassi nell’ordinamento italiano, seguendo l’indicazione dell’articolo 5 della direttiva 78/2000/CE138.

Può interessarti un articolo che spiega con esempi come funziona l’accomodamento ragionevole disabili; c’è anche un post che ti informa su come e quando chiedere la sorveglianza sanitaria sul posto di lavoro; c’è infine un articolo che specifica quali sono le tutele per i lavoratori con disabilità in caso di mobbing.

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Chi è coinvolto nell’Accomodamento ragionevole

I datori di lavoro pubblici e privati sono obbligati ad adottare l’accomodamento ragionevole, con l’obiettivo di garantire l’accesso al lavoro alle persone con disabilità, permettendo loro di svolgerlo in piena eguaglianza con gli altri lavoratori.

Il datore di lavoro è chiamato a mettere in atto provvedimenti idonei, adeguati alle esigenze concrete, per facilitare il lavoro ai disabili. Provvedimenti che possono riguardare:

  • l’accesso al lavoro;
  • lo svolgimento del lavoro;
  • la promozione;
  • la formazione.

È importante precisare che gli accomodamenti non devono comportare un onere finanziario sproporzionato per il datore di lavoro. Esistono, infatti, misure di supporto che offrono un sostegno per la copertura di questi oneri.

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I limiti dell‘Accomodamento ragionevole

Nonostante il decreto legislativo n. 216/2003 imponga l’obbligo dell’accomodamento ragionevole, il testo di legge non specifica in modo esaustivo quali siano i ragionevoli adattamenti che rientrano nell’obbligo. Si tratta di una formula ampia e di difficile traduzione sul piano pratico, che lascia al datore di lavoro, e in ultima istanza al giudice, il compito di identificare la condotta da seguire.

L’Accomodamento ragionevole come lotta alla discriminazione

L’articolo 3, comma 3-bis, del decreto legislativo n. 216 /2003 ha una finalità antidiscriminatoria, ispirata ai principi di eguaglianza sostanziale e di parità di trattamento del lavoratore con disabilità.

Pertanto, il rifiuto del datore di lavoro di mettere in atto un accomodamento ragionevole, purché non comporti un onere sproporzionato ed eccessivo, può essere considerato un comportamento discriminatorio.

L’Accomodamento ragionevole nel mondo del lavoro

L’accomodamento ragionevole può assumere diverse forme, a seconda delle esigenze specifiche del lavoratore disabile.

Si possono adottare misure di carattere strutturale, come la sostituzione di macchinari, la ristrutturazione degli ambienti di lavoro, l’adeguamento ergonomico della postazione, la fornitura di mezzi che riducano l’intensità degli sforzi fisici richiesti. Ma anche misure organizzative, come la riarticolazione dell’orario di lavoro, la redistribuzione delle mansioni, le politiche formative.

L’Accomodamento ragionevole a scuola

Non solo lavoro: l’accomodamento ragionevole trova applicazione anche nel mondo della scuola, dove può riguardare l’adattamento delle modalità di insegnamento e valutazione, l’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi, la personalizzazione dell’orario scolastico, l’assistenza dello studente disabile nelle attività di vita quotidiana.

Contesti dell’Inclusione Scolastica (Art. 1, comma 1, d. lgs. 66/2017)
BeneficiariAmbito di RealizzazioneDiritti da Rispettare
Bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilitàStrategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno –
Definizione e condivisione del progetto individuale fra scuole, famiglie e altri soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio –
Identità culturale, educativa, progettuale, nell’organizzazione e nel curricolo delle istituzioni scolastiche
– Diritto all’autodeterminazione – Diritto all’accomodamento ragionevole il tutto nella prospettiva della migliore qualità di vita

Accomodamento ragionevole e smart working

Nell’era del smart working, l’accomodamento ragionevole si traduce anche in misure che favoriscono il lavoro da casa, come la fornitura di tecnologie e strumenti adeguati, l’adattamento delle modalità di lavoro, l’assistenza tecnica.

Lo smart working, o lavoro da casa, può essere un valido strumento per aiutare le persone con disabilità a lavorare nel miglior modo possibile. Questo tipo di lavoro può essere considerato un ‘accomodamento ragionevole’: un modo per adattare il lavoro alle esigenze di queste persone.

Lo smart working può essere molto utile perché può essere organizzato in base alle esigenze del lavoratore e permette di prendersi cura della sua salute e sicurezza. Inoltre, può aiutare a sfruttare al massimo le abilità di ogni lavoratore.

Il lavoro da casa può aiutare le persone con disabilità o con problemi di salute a lungo termine. Questo perché offre più flessibilità e può risolvere problemi personali che rendono difficile lavorare in un luogo fisico.

Però, lo smart working non può essere l’unica soluzione per far lavorare le persone con disabilità. Ci sono anche dei rischi: si può essere esclusi dalle decisioni o dalle attività di gruppo, si può avere meno contatto con i colleghi e si può perdere l’abitudine di lavorare in luoghi diversi.

Cosa rischia chi non applica l’Accomodamento ragionevole?

Nel caso in cui venga accertato un comportamento discriminatorio da parte di un’impresa che ha ottenuto benefici dallo Stato o dalle Regioni, o che ha stipulato contratti di appalto per l’esecuzione di opere pubbliche, servizi o forniture, le conseguenze sono serie: la revoca del beneficio e, nei casi più gravi, l’esclusione del responsabile per due anni da qualsiasi ulteriore concessione di agevolazioni finanziarie o creditizie, ovvero da qualsiasi appalto.

Perché è così importante?

L’accomodamento ragionevole rappresenta uno strumento essenziale per garantire l’accesso al lavoro e alla scuola alle persone con disabilità, in un’ottica di parità di trattamento e di lotta alla discriminazione.

Nonostante le difficoltà interpretative e applicative, è fondamentale che datori di lavoro e istituzioni scolastiche si impegnino a mettere in atto misure adeguate, in linea con le esigenze dei lavoratori e degli studenti disabili.

Il Comitato delle Nazioni Unite dedicato ai diritti delle persone con disabilità è preoccupato: la legge italiana non definisce chiaramente cos’è un “accomodamento ragionevole”. Inoltre, non afferma in modo chiaro, netto ed esplicito, che negare un “accomodamento ragionevole” a una persona con disabilità è discriminazione.

Il Comitato suggerisce che l’Italia dovrebbe cambiare la legge per chiarire queste cose. Anche i programmi sociali italiani non rispondono bene alle necessità delle persone con disabilità. L’Italia deve migliorare i suoi programmi per proteggere meglio queste persone, su un piano di parità con gli altri cittadini.

Queste raccomandazioni si trovano nel rapporto del Comitato delle Nazioni Unite dedicato ai diritti economici, sociali e culturali, un’istituzione che monitora il rispetto di un accordo internazionale del 1966, approvato dall’ONU. L’Italia ha accettato queste regole nel 1978. E non le ha ancora del tutto applicate.

accomodamento ragionevole
Nella foto una lavoratrice disabile al lavoro.

FAQ (domande e risposte) sul’Accomodamento ragionevole

Quali sono alcuni esempi di Accomodamento ragionevole?

Gli esempi di accomodamento ragionevole possono variare a seconda del contesto, ma ecco alcuni esempi che illustrano come questo principio possa essere applicato a lavoro.

Nel contesto lavorativo, l’accomodamento ragionevole potrebbe includere la modifica dell’orario di lavoro per consentire una maggiore flessibilità, l’adattamento degli strumenti e delle attrezzature per facilitare il lavoro di una persona con disabilità, o la fornitura di supporto e formazione specifica per affrontare le esigenze individuali.

Quali sono gli esempi di Accomodamento ragionevole nella scuola?

Nel contesto scolastico, l’accomodamento ragionevole può includere diverse misure per garantire l’accesso e la partecipazione degli studenti con disabilità. Ecco alcuni esempi di accomodamento ragionevole nella scuola:

  • Fornitura di supporto educativo individualizzato (PEI) per gli studenti con disabilità, con l’adattamento del programma di studio.
  • Accesso a risorse e materiali didattici adattati, come testi in formato braille, strumenti tecnologici o supporti visivi.
  • Modifiche all’ambiente fisico, come l’installazione di rampe o ascensori per garantire l’accessibilità agli edifici scolastici.

Qual è il ruolo dell’INAIL nell’Accomodamento ragionevole?

L’INAIL svolge un ruolo nell’ambito dell’accomodamento ragionevole per quanto riguarda le situazioni di disabilità legate a infortuni sul lavoro. L’INAIL può fornire supporto e informazioni sulle misure di accomodamento ragionevole che possono essere adottate per facilitare il reinserimento lavorativo delle persone con disabilità causata da infortuni sul lavoro.

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