Pensione d’invalidità per causa di servizio

Pensione d’invalidità per causa di servizio: quando spetta, come si stabilisce e come si calcola l'importo? Ne parliamo in questo approfondimento.
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15/09/2023

In questo approfondimento vi parleremo di pensione d’invalidità per causa di servizio: quando spetta e come si richiede? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cos’è la causa di servizio?

La causa di servizio stabilisce le infermità, le lesioni e il danno biologico per le malattie professionali nel pubblico impiego.

Con l’entrata in vigore della legge numero 214 del 2011 è stata introdotta la tutela INAIL anche per i lavoratori del pubblico impiego, ad eccezione del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa, vigili del fuoco e soccorso pubblico, che hanno mantenuto il precedente regime.

I lavoratori del pubblico impiego, privi della tutela INAIL, in caso di malattia professionale causata dall’esposizione a sostanze cancerogene, come l’amianto o l’uranio impoverito, devono attivare la richiesta al fondo assicurativo.

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Come si stabilisce la causa di servizio?

Perché venga riconosciuta un’infermità dipendente da causa di servizio, è necessario che l’infermità o le lesioni derivino da fatti accaduti in servizio o per cause inerenti al servizio, come ad esempio l’ambiente lavorativo, le condizioni in cui si lavora oppure l’esposizione a sostanze cancerogene.

Se non è la pubblica amministrazione a procedere d’ufficio per l’accertamento di dipendenza da causa di servizio, il lavoratore può autonomamente procedere alla richiesta e una volta accertato il collegamento tra la malattia professionale e il luogo di lavoro, potrà presentare la domanda per ottenere, alternativamente:

La richiesta va presentata presso l’ufficio o il comando presso cui presta servizio, entro 6 mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso oppure a partire dal momento in cui ha preso consapevolezza di essere malato. In caso di cessato rapporto di lavoro, il termine è di 5 anni dopo la cessazione e di 10 anni se l’interessato è affetto da morbo di Parkinson.

La domanda e gli allegati verranno verificati dall’amministrazione di appartenenza ed esaminati dalla commissione medica ospedaliera, come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica numero 461 del 2001. La domanda può anche essere respinta, se non dovesse soddisfare tutti i parametri richiesti.

Invalidità per causa di servizio: le tabelle

La percentuale invalidante di infermità sono definite da due tabelle. Il danno biologico (lesione all’integrità psicofisica) viene stabilita in caso di invalidità dal 100% al 20% sulla base di gruppi di percentuali. Sotto il 20% di invalidità alla vittima spetta un’indennità una tantum.

A stabilire il livello di invalidità è un’apposita commissione medica, che redigerà un referto da far visionare al Comitato tecnico di verifica sulle cause di servizio. Se il referto viene confermato, il risultato va ratificato con un decreto dell’amministrazione pubblica di riferimento. In caso di parere negativo, l’interessato può fare ricorso.

La Tabella A

I valori della tabella di tipo A vanno da un livello di invalidità di servizio del 20% fino al 100% e sono suddivisi in 8 categorie:

  • 1° categoria (100-80%);
  • 2° categoria (80-75%);
  • 3° categoria (75-70%);
  • 4° categoria (70-60%);
  • 5° categoria (60-50%);
  • 6° categoria (50-40%);
  • 7° categoria (40-30%);
  • 8° categoria (30-20%).

La Tabella B

Nella tabella di tipo B sono incluse le invalidità più lievi (tra il 10% e il 20%). In questo caso la prestazione previdenziale è semplicemente una somma di denaro versata una sola volta, in un’unica soluzione.

Le prestazioni per causa di servizio pari o inferiori al 20% non sono cumulabili ai fini del riconoscimento delle maggiori prestazioni oltre l’una tantum.

Nel caso in cui le menomazioni colpiscano lo stesso organo o la stessa funzione, la valutazione complessiva deve essere ascritta all’8° categoria della tabella A.

La pensione d’invalidità per causa di servizio

Il lavoratore vittima di invalidità per causa di servizio ha diritto all’invalidità con l’incremento dello stipendio del 2,5%; se l’invalidità rientra nelle prime sei o nelle ultime due categorie, l’incremento è dell’1,25%.

Gli invalidi di servizio, che fanno parte delle prime quattro categorie previste dalla legge, possono avere diritto a 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio svolto, fino a un massimo di 5 anni.

Pensione privilegiata per causa di servizio: cos’è?

Se a causa di lesioni o di malattie riconducibili al servizio effettuato, l’interessato ha subito un danno biologico con inabilità assoluta e permanente ha diritto alla pensione privilegiata ma solo se l’inabilità è causata o è concausa dal servizio prestato.

La domanda va presentata entro 5 anni dalla data di cessazione del servizio, o entro 10 anni in caso di morbo di Parkinson. Se l’interessato ha già ottenuto il riconoscimento della causa di servizio non dovrà rispettare alcun limite di tempo.

La pensione privilegiata viene erogata dall’INPS e spetta agli eredi del pensionato deceduto. In caso di decesso della vittima, prima dell’erogazione del primo assegno di pensione, i superstiti possono chiedere il riconoscimento della causa di servizio ed eventualmente lo status di vittima del dovere ottenendo la liquidazione di quanto già maturato dal defunto in vita.

Pensione d’invalidità per causa di servizio
Pensione d’invalidità per causa di servizio: in foto una giovane donna disabile mentre fa colazione.

Faq sull’invalidità per causa di servizio

Cos’è il comitato di verifica per le cause di servizio?

Il comitato di verifica per le cause di servizio è un organo consultivo che emana pareri sulla dipendenza da causa di servizio delle infermità contratte o lesioni subite da dipendenti pubblici, civili o militari, e sulla interdipendenza tra infermità. Il comitato opera presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e si avvale di una Segreteria nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione generale del personale e dei servizi – Direzione dei servizi del tesoro.

I pareri emessi dal comitato sono vincolanti per amministrazioni?

I pareri emessi dal comitato sono obbligatori e sostanzialmente vincolanti per le amministrazioni richiedenti le quali, qualora ritengano di non conformarsi alla pronuncia del comitato, hanno l’obbligo di richiedere, entro venti giorni dalla data di ricezione, per motivate ragioni, un ulteriore parere, al quale le stesse amministrazioni poi si dovranno in ogni caso attenere.

Cos’è l’equo indennizzo?

L’equo indennizzo per causa di servizio è una prestazione una tantum di importo variabile, che il datore di lavoro paga al dipendente, a seconda della gravità delle patologie riconosciute come causa di servizio. L’importo dell’equo indennizzo è quantificato in base: alla malattia per causa di servizio dipendenti pubblici, alle funzioni, al livello retributivo del richiedente, al momento della presentazione della domanda.

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