Legge 104 per familiare non residente: guida breve ed esempi

È possibile richiedere i permessi e il congedo Legge 104 per un familiare non residente, ma solo ad alcune condizioni: ecco quali sono.
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18/03/2023

Se devo assistere un familiare che non è residente nel mio stesso Comune, posso richiedere i permessi 104? E se invece volessi usufruire del congedo straordinario? Come funziona la Legge 104 per un familiare non residente? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

In alcuni casi, i familiari disabili gravi da assistere con la Legge 104 non hanno la residenza nello stesso Comune del lavoratore che se ne prende cura.

La legge prevede la possibilità di richiedere la Legge 104 per un familiare disabile non residente, ma devono essere presenti determinate condizioni e, in alcuni casi, è necessario dimostrarle. Ne parliamo in questo approfondimento.

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Posso richiedere i permessi Legge 104 per un familiare non residente?

Hai un fratello portatore di handicap grave che vive a Napoli. Tu, invece, ti sei trasferito e adesso vivi e lavori a Roma, ovvero a circa 220 Km di distanza da lui.

Puoi richiedere i permessi Legge 104 per un familiare non residente nel tuo stesso Comune?

Sì, puoi farlo, perché la normativa riconosce il diritto dei permessi anche a chi risiede in Comuni diversi da quello in cui vive la persona disabile distanti oltre i 150 km.

La differenza tra chi assiste un familiare entro la distanza limite dei 150 Km e chi supera questo limite, è che i secondi devono dimostrare l’assistenza prestata al disabile grave presentando i titoli di viaggio.

In sintesi: puoi prenderti cura di un familiare portatore di handicap grave che risiede in un altro Comune distante più di 150 Km dal tuo, ma dovrai presentare i ticket del treno, dell’aereo, della metropolitana o di qualsiasi mezzo pubblico che dimostrino il raggiungimento dell’abitazione dell’assistito.

Parliamo di mezzi pubblici perché i titoli di viaggio relativi sono tracciabili e verificabili, cosa che non può avvenire con la presentazione della ricevuta di pagamento del benzinaio con l’utilizzo della tua automobile.

Quindi, condizione necessaria per usufruire della Legge 104 per assistere un familiare non residente è quello della presentazione dei titoli di viaggio.

Ti ricordiamo, inoltre, che se esiste un altro parente che, in ordine di priorità, può occuparsi del portatore di handicap, potresti perdere la possibilità di usufruire dei permessi Legge 104 per un familiare non residente: vediamo perché.

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In quali casi non posso richiedere la Legge 104 per un familiare non residente?

Come probabilmente già saprai, i permessi Legge 104/1992 vengono concessi seguendo una gerarchia bene precisa di beneficiari. Questo vuol dire che, se prima di te c’è un altro familiare che ha diritto a beneficiare dei permessi retribuiti e può farlo, non puoi richiedere la Legge 104 per un familiare non residente.

Per legge, i 3 giorni al mese di permessi retribuiti vengono concessi seguendo questa “scala di priorità”:

  • al coniuge convivente o alla parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • al padre o alla madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge o della parte dell’unione civile convivente;
  • al figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • al fratello o alla sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • al parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

In sintesi: puoi richiedere i permessi Legge 104 per un familiare non residente se, in base a questa gerarchia, non c’è nessun altro prima di te che si può prendere cura del disabile grave.

Anche per il congedo straordinario bisogna seguire questa gerarchia. In più, è necessario che sia presente un’altra condizione per richiedere il congedo Legge 104 per un familiare non residente. Ne parliamo nel prossimo paragrafo.

Due persone disabili e Legge 104? I permessi 104 raddoppiano se nel nucleo familiare sono presenti due disabili? Scopri cosa dice la normativa e se puoi beneficiare del sussidio raddoppiato.

Legge 104 per un familiare non residente
Legge 104 per familiare non residente: guida breve ed esempi.

Posso richiedere il congedo Legge 104 per un familiare non residente?

Hai lasciato Palermo per andare a lavorare a Milano. Adesso tua madre, disabile grave, che è rimasta a Palermo, ha bisogno di assistenza e non c’è nessuno oltre te che possa prendersene cura.

Puoi richiedere i permessi Legge 104 per un familiare non residente nel tuo stesso Comune?

Sì, puoi farlo, perché la legge permette di richiedere, in alcuni casi specifici e con una condizione ben precisa, il congedo Legge 104 per un familiare non residente.

In sostanza, puoi richiedere il congedo straordinario per assistere un portatore di handicap grave che risiede in un Comune diverso dal tuo, sempre nel caso in cui non vi sia o non abbia la possibilità di farlo uno dei parenti che ti precedono nella scala gerarchica riportata nel paragrafo precedente.

Nel caso del congedo straordinario, poi, è obbligatoria la convivenza con il familiare disabile grave da assistere.

Prima di richiedere il congedo straordinario, quindi, è necessario che sposti la tua residenza nel Comune del familiare che dovrai assistere.

Ricordiamo che il congedo straordinario per assistere un portatore di handicap grave può essere fruito per massimo due anni nell’intera vita del lavoratore.

Nel caso in cui il disabile grave debba essere assistito per un limite temporale non superiore a un anno, non devi necessariamente spostare la residenza, ma puoi iscriverti al registro della popolazione comunale temporanea (l’iscrizione è valida solo per un anno).

Se devi utilizzare due anni interi di congedo, devi necessariamente spostare la residenza.

Se chi devi assistere è un tuo genitore, hai la possibilità di richiedere il congedo straordinario e provvedere successivamente a spostare la residenza (ma comunque dovrai farlo).

In tutti gli altri casi, prima di richiedere l’agevolazione devi risultare già residente. Esiste solo un’eccezione: i genitori di figli portatori di handicap grave.

Se sei genitore di una persona disabile grave, non hai l’obbligo della convivenza, per cui puoi richiedere il congedo straordinario Legge 104 per un familiare non residenze senza necessità di richiedere il cambio di residenza.

Leggi anche se e a quali condizioni è permesso richiedere il congedo Legge 104 per la suocera: cosa dice la normativa e come presentare richiesta nel caso fosse possibile.

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