Invalidità civile con la pressione alta: vediamo a cosa hanno diritto e quali sono le agevolazioni e i sostegni previsti per le persone con l’ipertensione. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
- Invalidità civile con la pressione alta: cos’è l’ipertensione
- Invalidità civile con la pressione alta: tabelle ministeriali
- Invalidità civile con la pressione alta: prestazioni e agevolazioni
- Invalidità civile con la pressione alta: Legge 104
- Invalidità civile con la pressione alta: benefici Legge 104
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In Italia a soffrire di pressione alta si sono almeno 15 milioni di persone. Una situazione clinica che in via diretta o indiretta causa qualcosa come 240mila decessi. Il problema medico più rilevante è che solo il 50% di questi 15 milioni di ipertesi ne è consapevole. Anzi, solo un italiano su 3 sa cosa sia l’ipertensione arteriosa.
Invalidità civile con la pressione alta: cos’è l’ipertensione
Ma, appunto, cos’è l’ipertensione arteriosa? Semplificando e affidandoci al sito TheWam.net: la pressione alta si verifica quando la pressione del sangue nelle arterie è molto elevata. Questo causa un incremento del lavoro da parte del cuore. Le conseguenze se la patologia viene trascurata possono essere molto serie. La pressione alta può infatti portare all’insufficienza cardiaca, all’infarto al miocardio, ma anche generare aneurismi alle arterie o alla malattia renale cronica.
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In questo articolo vogliamo verificare quali sono i diritti dei lavoratori che soffrono di questa patologia e se si ha diritto al riconoscimento di determinate percentuali di invalidità civile ed eventualmente ai diritti e alle tutele che sono riconosciute dalla legge. Leggi quando agli invalidi civili spetta il bonus 200 euro.
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Invalidità civile con la pressione alta: tabelle ministeriali
Partiamo dall’invalidità civile.
Nelle tabelle ministeriali dell’Inps, quelle adottate dalla commissione medico legale per attribuire le percentuali di invalidità (le stesse che possono dare diritto a ricevere benefici, agevolazioni o contributi economici), la pressione alta viene segnalata con diversi gradi di invalidità (che sono riferiti alla riduzione della capacità lavorativa), dipende ovviamente dalla gravità del disturbo.
E quindi:
- ipertensione arteriosa non complicata: 10%;
- ipertensione arteriosa non complicata non controllata dalla terapia medica: dall’11% al 20%;
- ipertensione arteriosa con iniziale impegno cardiaco: dal 21 al 30%;
- cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio: dal 31 al 50%;
- cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado medio-severo: dal 51% al 70%;
- cardiopatia ipertensiva con impegno cardiaco di grado severo: dal 71% all’80%;
- cardiopatia ipertensiva scompensata: dall’81 al 100%.
A queste percentuali se ne devono aggiungere altre. È infatti previsto tra il 5 e il 100% di invalidità per le arteriopatie ostruttive croniche (come arteriosclerosi e arterosclerosi). Per l’aneurisma dell’aorta la percentuale oscilla tra il 21 e l’80%.
Invalidità civile con la pressione alta: prestazioni e agevolazioni
Ai gradi di invalidità sono associate anche diverse prestazioni e agevolazioni, riassumiamo le più importanti:
- dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
- dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
- dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
- dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
- dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5,010,20 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
- dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
- 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (nel 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale.;
- 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro senza alcun limite di reddito.
Invalidità civile con la pressione alta: Legge 104
Chi soffre di patologie cardiache, e in questo caso di pressione alta, è possibile anche avere il riconoscimento di handicap che è preliminare per accedere alle agevolazioni e ai vantaggi previsti dalla Legge 104.
Però in questo caso il paziente deve avere, anche a causa del disturbo, una minorazione fisica, psichica o sensoriale (stabile o progressiva) che causa difficoltà di apprendimento, di relazione e di integrazione sul lavoro.
L’handicap può essere:
- non grave (comma 1 della legge 104);
- in situazione di gravità (comma 3 della legge 104).
Invalidità civile con la pressione alta: benefici Legge 104
I benefici sono rapportati in base al tipo di disabilità e alle capacità complessive di lavoro e integrazione.
Le agevolazioni più rilevanti della Legge 104 (che sono estese anche ai familiari che assistono la persona con disabilità) sono:
- permessi retribuiti mensili (frazionabili anche in ore);
- agevolazioni fiscali per le spese mediche e di assistenza specifica;
- congedo straordinario retribuito di due anni per assistere familiari disabili (solo per i caregiver);
- prolungamento del congedo parentale per assistere figli disabili (quindi solo in caso di minori);
- scelta della sede per invalidi e portatori di handicap;
- rifiuto al trasferimento;
- rifiuto del lavoro notturno;
- detrazione Irpef per figlio disabile a carico;
- deduzione dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
- detrazione dall’Irpef delle spese sanitarie;
- detrazione dall’Irpef dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
- detrazione Irpef dei costi di assistenza per i non autosufficienti;
- agevolazioni fiscali per l’acquisto di computer e altri sussidi informatici e ulteriori agevolazioni di carattere fiscale;
- contrassegno disabili per il parcheggio;
- Ape sociale ed alla pensione anticipata per chi assiste disabili;
- agevolazioni fiscali per l’acquisto di veicoli.
Il lavoratore che soffre di pressione alta, come di tutte le altre patologie dell’apparato cardiaco, può ovviamente assentarsi per malattia. Anche per sottoporsi a terapie, visite o esami di laboratorio o strumentali se si svolgono in orario di lavoro.
Naturalmente per essere indennizzata, la malattia deve essere riconosciuta come invalidante. Serve quindi un requisito che attesti la riduzione della capacità lavorativa (invalidità) e l’indennità viene riconosciuta quando si verificano queste condizioni:
- la permanenza nel luogo di cura si protrae per tutta la giornata lavorativa;
- le tempistiche necessarie per rientrare dal luogo di cura non consentono la presenza in azienda del lavoratore;
- la prestazione a cui il dipendente si sottopone è considerata dal medico incompatibile con l’attività svolta.
Per ottenere l’indennizzo (come malattia) serve comunque:
- l’attestato della struttura sanitaria da inviare all’Inps via telematica entro due giorni dal rilascio.
Questo attestato deve contenere:
- i dati del dipendente;
- la data del rilascio;
- l’inizio e il termine del ricovero (o la durata della visita o dell’esame);
- la firma del medico e la descrizione della diagnosi.
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