Quando una badante è convivente

Cerchiamo di capire quando una badante è convivente, quali sono i suoi doveri e diritti e con quale tipo di contratto può essere assunta.
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14/02/2023

Cosa si intende per “convivente” e quando una badante è convivente con la persona disabile o non autosufficiente che assiste? Quali sono le sue mansioni e che diritti ha? Con quale tipologia di contratto deve essere assunta? (entra nella community di Invalidità e Diritti. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La badante convivente è una figura di fondamentale importanza per un disabile, specialmente se non è autosufficiente.

Se si sceglie una badante convivente, è perché una persona ne ha bisogno, o meglio, potrebbe averne bisogno, 24 ore su 24.

Diciamo che potrebbe perché anche la badante ha diritto al riposo, e quando si parla delle 24 ore si fa riferimento, appunto, alla possibilità che possa intervenire anche fuori dall’orario di lavoro prestabilito, sempre però a determinate condizioni, che tutelino anche il suo lavoro.

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In questo approfondimento cerchiamo di capire quando una badante è convivente,  analizziamo i suoi diritti e doveri, e vediamo quale tipo di contratto è necessario stipulare.

Indice

Quando una badante è convivente?

Cerchiamo di chiarire subito quando una badante è convivente. Una badante può considerarsi convivente con la persona che assiste, quando è presente nelle 24 ore in casa sua, pur non prestando servizio per tutte le 24 ore.

Una badante convivente, infatti, lavorerà per le ore concordate nel contratto che avrà stipulato con la persona non autosufficiente o con i suoi familiari.

Per il resto del tempo, sarà in casa con lui, pur non lavorando, ma intervenendo in situazioni di necessità o di pericolo.

Lo sapevi che nel 2023 cambierà anche l’indennità di accompagnamento? Il video sotto parla delle novità sull’indennità che verranno introdotte a partire da quest’anno:

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Quando una badante è convivente deve spostare la residenza nella casa della persona da assistere?

No, quando una badante è convivente non deve necessariamente spostare la sua residenza presso l’abitazione della persona che assiste.

Come abbiamo detto, la badante convivente può alternare i momenti di lavoro con quelli di riposo o svago, sempre programmandoli prima con la persona che assiste o con i suoi familiari.

Se la badante è straniera e non ha un’altra residenza in Italia, però, la residenza con l’assistito è indispensabile: leggi perché e qual è la procedura da seguire in questo caso.

Quando una badante è convivente quali mansioni ha?

Quando una badante è convivente, come mansione principale ha quella di assistere la persona non autosufficiente o con importanti disabilità.

Tuttavia, le sue mansioni sono più numerose rispetto a quelle di una badante impiegata per meno ore. Tra quelle principali ci sono:

  • la pulizia della casa;
  • la spesa;
  • la preparazione dei pasti;
  • la pulizia dell’assistito;
  • la somministrazione delle terapie mediche prescritte;
  • la compagnia e il supporto morale alla persona assistita;
  • l’accompagnamento dell’assistito ad appuntamenti medici o durante le passeggiate giornaliere.

Leggi anche cosa è previsto per la nuova assistenza alle persone con disabilità: tutto quello che il Governo dovrà attuare entro il 2024 e cosa cambierà.

Quando una badante è convivente, quale tipo di contratto deve essere stipulato?

Quando una badante è convivente, il tipo di contratto da stipulare è sicuramente di Livello CS o DS.

Devi sapere, infatti, che esistono anche i contratti con Livello BS, che è il livello base  e prevede un orario massimo di 30 ore settimanali (quindi anche un part time) e una retribuzione lorda mensile di circa 620 euro.

Tuttavia, se la badante dovrà essere convivente e fornire assistenza a una persona non autosufficiente, dovrà essere inquadrata con un contratto CS o DS.

I contratti di livelli CS e DS sono soltanto a tempo pieno, proprio in considerazione del fatto che una persona non autosufficiente ha bisogno di assistenza continua, nell’arco delle 24 ore.

L’orario previsto dal contratto collettivo è di massimo 54 ore settimanali, convenzionalmente distribuite in 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato mattina.

Se chiedi alla badante di lavorare il sabato pomeriggio o la domenica, le ore di lavoro aggiuntive vengono considerate come straordinari.

Ecco una guida rapida in cui ti mostriamo come mettere in regola la badante: dall’accordo iniziale al contratto, fino alla comunicazione all’INPS.

Quando una badante è convivente quante notti le spettano?

Proprio per quello che abbiamo detto, quando una badante è convivente le spetta un giorno e mezzo di riposo (il sabato pomeriggio e la domenica).

Teoricamente, quindi, la badante potrebbe anche dormire fuori casa il sabato e la domenica notte e poi rientrare il lunedì mattina.

Tutte le altre notti, dal lunedì al venerdì, anche se non lavorerà dovrà essere presente in casa per intervenire in caso di necessità o urgenza.

Comunque sia, si possono prendere sempre accordi diversi tra badante e assistito o suoi familiari, sempre però rispettando il limite delle 54 ore settimanali e di un giorno e mezzo di riposo.

Considera, però, che se chiedi alla badante di lavorare nei giorni di riposo (concedendole il riposo il giorno successivo: non può mai mancare), la giornata deve essere pagata con una maggiorazione del 60%.

In questo articolo parliamo di tutto quello che è necessario considerare quando si sceglie una badante per persone non autosufficienti.

Quando una badante è convivente qual è il suo stipendio?

Quando una badante è convivente, il suo stipendio dipende sempre dall’inquadramento contrattuale.

In questo caso, se assumi una badante con contratto Livello CS, il suo stipendio mensile sarà di 983,32 euro.

Se invece è assunta con un contratto di livello DS, lo stipendio sarà di 1214,56 euro, a cui dovranno essere aggiunti 171,04 euro di indennità di funzione, per un totale di 1.385,60 euro.

Ti mostriamo un esempio di contratto per la badante e quali sono i dati più importanti da inserire.

Quando una badante è convivente
Quando una badante è convivente. Nella foto un uomo con la sua badante.

Quando una badante è convivente cosa succede se si ammala?

Quando una badante è convivente, se si ammala e presenta un certificato di malattia puoi solo prenderne atto e in quel caso scegliere:

  • di assistere tu il familiare non autosufficiente, in attesa che rientri in servizio;
  • cercare temporaneamente una sostituta.

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