Caregiver familiari, fondi alle famiglie: dove e come

Le Regioni potranno decidere di finanziare progetti per caregiver familiari e fondi alle famiglie in cui sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti: ti spieghiamo come e quali misure potranno adottare.
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25/01/2023

Quali sono le misure per caregiver familiari e fondi alle famiglie che potranno adottare le Regioni? A chi spetteranno e come verranno erogati? (entra nella community di Invalidità e Diritti. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Mentre ancora si attende una legge nazionale che possa finalmente riconoscere il ruolo dei caregiver e tutelare la loro figura, a fine dicembre del 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di riparto del fondo per il sostegno dei caregiver (ai sensi dell’art. 1, comma 254, Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

Il fondo ammonta a 24.849.974 euro, da distribuire tra le Regioni italiane, che potranno a loro volta decidere come distribuirli. Vediamo cosa è previsto nel dettaglio per i caregiver familiari e fondi alle famiglie.

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Caregiver familiari e fondi alle famiglie: come potrà essere utilizzato dalle Regioni il fondo per caregiver?

Le Regioni potranno utilizzare la loro parte di finanziamento per caregiver familiari e fondo alle famiglie sia con contributi diretti che indiretti.

Nello specifico, le azioni finanziabili con le risorse del fondo sono:

  • interventi di assistenza diretta in favore dei caregiver regionali mediante contributi di sollievo o assegni di cura. Per contributo di sollievo si intende un tipo di intervento che favorisca il risposo del caregiver almeno nel fine settimana, con sostituzione della sua figura o con ricovero temporaneo della persona da assistere;
  • interventi di assistenza diretta o indiretta tramite la predisposizione di bonus sociosanitari utilizzabili per prestazioni di assistenza sociosanitaria;
  • attivazione e sviluppo di progetti finalizzati a percorsi di sostegno psicologico individuale o di gruppo;

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Amministratore di sostegno o caregiver? Il video sotto ti spiega compiti e funzioni di entrambe le figure:

Caregiver familiari e fondi alle famiglie: a quali caregiver si darà priorità?

La normativa prevede che i finanziamenti caregiver familiari e fondi alle famiglie vengano indirizzati dalle Regioni in base a delle priorità. In sostanza, avranno precedenza a ottenere sostegni economici e inserimento in progetti di sollievo:

  • i caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali, comprovata da idonea documentazione;
  • i programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita.

In questo articolo parliamo di una proposta avanzata da Federcasalinghe al Governo che, tra le altre cose, prevede uno stipendio ai caregiver familiari.

Caregiver familiari e fondi alle famiglie: alcune considerazioni

Ricordiamo che anche l’Europa ha richiamato l’Italia in merito alla necessità di approvare una legge nazionale che possa finalmente riconoscere e tutelare la figura del caregiver familiare.

Pur apprezzando l’intervento del Governo, che prevede caregiver familiari e fondi alle famiglie, dobbiamo rilevare l’esiguità dell’investimento.

La media dei contributi regionali, infatti, ammonterebbe a circa 1.200 milioni, un impegno che non basterà a rispondere ai richiami del Comitato ONU sui diritti delle persone con disabilità che lo scorso ottobre ha accolto il ricorso di Maria Simona Bellini, una caregiver italiana che ha riscontrato, come tanti altri caregiver, l’incapacità dell’Italia di fornire servizi individualizzati a una famiglia di persone con disabilità.

L’Italia ha ancora molto su cui lavorare, e ci attendiamo al più presto l’approvazione di una legge nazionale che tuteli la figura del caregiver.

Aiuti ai disabili e caregiver: vediamo quali sono i piani della nuova ministra alla disabilità Locatelli e quali sono le promesse che ha fatto il centrodestra in campagna elettorale.

Caregiver familiari e fondi alle famiglie
Caregiver familiari e fondi alle famiglie: dove e come. Nella foto: una donna anziana con la sua caregiver

Caregiver familiari e fondi alle famiglie: cosa prevede la figura del caregiver?

Per comprendere bene la figura del caregiver, è necessario capire di cosa si occupa, quali sono i suoi compiti che come li porta a termine.

Le attività di un caregiver richiedono non solo un impegno in termini fisici ma anche e soprattutto emotivo, perché prendersi cura di un familiare disabile o non autosufficiente è tutto questo.

Il caregiver è colui che si rende disponibile a vivere insieme alla persona malata il suo percorso di vita. Si tratta di un familiare che occupa un ruolo informale di cura, supporto e di vicinanza, che è partecipe dell’esperienza di malattia del malato e che si impegna nelle attività quotidiane di cura della persona.

Si prende cura del familiare o congiunto anziano, malato o disabile. Lo aiuta nelle incombenze quotidiane e nelle sfide – piccole e grandi – che ogni giorno la vita propone. Lo fa con devozione e amore, ma il suo contributo si perde nelle larghe maglie della legislazione italiana.

Essere un caregiver richiede quindi un impegno e una dedizione costante. Un atteggiamento di devozione totale verso il proprio parente, quello che i latini erano soliti chiamare pietas. Un sentimento di amore doveroso, nel quale non rientra un semplice moto del cuore, ma anche una forte connotazione etica e morale.

Generalmente i caregiver sono persone adulte, a volte anziane, che assistono dei familiari con problematiche dovute:

  • all’invecchiamento
  • a patologie croniche
  • a disabilità o invalidità.

Il più delle volte si tratta di lavoratori che si trovano a dover assistere genitori, nonni o comunque parenti di una certa età, oppure figli con gravi disabilità. È meno frequente, ma non per questo impossibile, che il problema riguardi anche i più giovani, che si trovano magari ad assistere un genitore disabile.

Ma cosa fa nel dettaglio? I compiti che il caregiver si assume variano da caso a caso, ma in generale prevedono:

  • somministrare farmaci e terapie;
  • accompagnare a visite specialistiche;
  • acquistare medicinali;
  • provvedere all’igiene personale del malato e alla sua vestizione;
  • realizzare i pasti e assistere nel consumo del cibo.

Alcune persone rinunciano anche a lavorare per assistere un proprio caro che ha bisogno di assistenza continua. Ecco, questo è il primo punto che dovrebbe tenere in considerazione una normativa nazionale: concedere ai caregiver di poter assistere il proprio familiare in difficoltà, avendo riconosciuto il proprio ruolo di assistenza che, in Paesi più progrediti, spetta allo Stato, mediante interventi di assistenza.

Quindi, se lo Stato non è in grado di assistere al meglio chi è in condizione di difficoltà, dovrebbe aiutare, anche economicamente, chi è disposto a farlo. Perché il “cuore” è sempre la molla che ci spinge a rinunciare anche a noi stessi per “salvare” chi amiamo, ma è anche importante che il caregiver non abbia la preoccupazione di non poter sostenersi e sostenere economicamente il proprio familiare.

Attorno a questo nodo centrale, poi, si rileva il bisogno di permettere al caregiver di potersi riprendere una fetta di quella vita che ha “sacrificato” all’amore del suo caro.

E quindi ben vengano interventi come quelli previsti dal fondo per i caregiver, che prevedono figure sostitutive di assistenza per qualche giorno alla settimana o per un periodo specifico, in modo da permettere anche a un caregiver di riposarsi, riprendere le forze e poi tornare a occuparsi della persona a cui presta assistenza con dedizione a amore.

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