Aumento pensione di invalidità 2023: più 5,3 o 7,3%?

Aumento della pensione di invalidità 2023: sarà del 5,3% o del 7,3%? E quali sono gli scenari futuri: ci sarà davvero un aumento della pensione di invalidità? Ne parliamo in questo approfondimento.
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02/12/2022

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Indice

Aumento della pensione di invalidità 2023: del 5,3 o del 7,3%?

L’aumento della pensione di invalidità 2023 sarà al 7,3% o al 5,3%? Lo scorso 9 novembre, il ministro Giorgetti ha firmato il decreto per gli aumenti degli importi delle prestazioni previdenziali e di tipo assistenziale, a partire dal 1° gennaio 2023.

Tenendo conto del tasso di inflazione attivo al 3 novembre, il ministro ha dato il via libera all’aumento del 7,3% della pensione di invalidità 2023.

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La percentuale potrebbe essere rivista a gennaio e aumentata ancora alla luce dell’innalzamento del tasso di inflazione, che, ad oggi, oscilla intorno al 9%.

In attesa del nuovo anno, considerando quanto previsto dal decreto ministeriale, l’aumento della pensione di invalidità 2023 sarà del 7,3%. Ma, attenzione: a questa percentuale va sottratto il 2% già anticipato nell’ultimo trimestre del 2022, per volontà dell’ex Governo Draghi.

Quindi, l’aumento effettivo sarà del 5,3%: dagli attuali 297 euro, rivalutati del 2% da ottobre a dicembre 2022, l’importo della pensione di invalidità crescerà di altri 15,74 euro arrivando a circa 314 euro al mese.

Di conseguenza verranno alzati i limiti di reddito per beneficiarne: per l’assegno mensile di assistenza non bisognerà superare i 5.381 euro di reddito personale annuo; per godere della pensione di invalidità è necessario dichiarare un reddito inferiore a circa 17.330 euro l’anno.

Per saperne di più su come avere il 100% di invalidità, vi consigliamo di seguire questo video:

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Aumento della pensione di invalidità 2023: gli scenari

Almeno per il momento e nel breve periodo i titolari di pensione di invalidità dovranno accontentarsi dell’aumento previsto dalla rivalutazione degli importi. Circa 21 euro in più al mese, per 13 mesi, per un totale di poco più di 277 euro l’anno.

Un contentino da parte del nuovo Governo che non migliorerà le condizioni di vita dei pensionati invalidi. Eppure, durante la campagna elettorale, il leader di Fratelli d’Italia e attuale premier Giorgia Meloni si era spesa in favore dell’aumento della pensione di invalidità 2023.

Da priorità, “l’aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale”, è finito per essere accantonato dal nuovo Governo, impegnato a mandare in porto la prima legge di bilancio, che sull’aumento delle pensioni minime sta incontrando non poche difficoltà.

Interpretando le dichiarazioni di Meloni, portare la pensione di invalidità a livello delle altre forme di assistenza sociale, ovvero del reddito di cittadinanza, significa aumentare la prestazione dagli attuali 292 euro al mese (senza considerare il 7,3% in più da caricare nel 2023) a circa 780 euro al mese, l’importo della misura anti-povertà introdotta dal Governo Conte nel 2018.

La proposta è ancora fattibile alla luce dell’abolizione del reddito di cittadinanza previsto a partire dal 2024? E soprattutto, le casse dello Stato riuscirebbero a coprire l’ingente spesa, dal momento che sono milioni gli italiani percettori della pensione di invalidità? Difficile a dirsi.

Aumento della pensione di invalidità 2023
Aumento della pensione di invalidità 2023: sarà del 5,3% o del 7,3%?

Prima dell’insediamento del nuovo Governo, il presidente nazionale dell’Anmic, Nazaro Pagano aveva invitato l’esecutivo a muoversi in fretta, perché “i 290 euro al mese non consentono più di sopravvivere. Di fronte a questa crisi inflazionistica non sono certamente sufficienti”.

Un invito caduto nel vuoto. A gennaio, l’unico aumento della pensione di invalidità 2023 sarà quello determinato dalla rivalutazione del 7,3%, che farà lievitare gli importi dagli attuali 292 euro a circa 314 euro.

Considerando la rivalutazione anticipata del 2%, che ha fatto crescere gli importi di 5,82 euro, portandoli a circa 298 euro, la rivalutazione effettiva sarà del 5,3%, ovvero 15 euro in più al mese.

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