Aumento pensioni di invalidità 2023: cosa succede?

Aumento pensioni di invalidità 2023: cosa succede? Vediamo cosa farà il nuovo governo per aumentare gli importi. Dopo le promesse formulate dall'esecutivo la speranza è che già a gennaio siano rimodulati verso l'alto tutti i trattamenti di invalidità. Una adeguata riforma del sistema assistenziale non è più rinviabile.
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1/2/23

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La questione è di grande attualità e viaggia in modo parallelo con la riforma del sistema previdenziale. In campagna elettorale, ma anche negli ultimi giorni, esponenti di Fratelli d’Italia, il partito che esprimerà il capo del governo (Giorgia Meloni), hanno più volte ribadito che una delle priorità per il futuro governo, oltre all’aumento delle pensioni minime e sociali, è «l’aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale».

Su questo argomento puoi anche leggere un post che spiega quanti soldi si riceveranno con la pensione di invalidità di dicembre 2022; o anche una analisi sui cosa farà il nuovo governo per le persone con disabilità; c’è infine una guida che ti spiega quali sono i documenti necessari per ricevere la pensione di invalidità.

Aumento pensioni di invalidità 2023: quali aumenti?

Impegni che sono precisi, chiari e più volte ribaditi. Difficile non onorarli. Anche perché gli italiani in attesa di ricevere dei trattamenti per l’invalidità più dignitosi sono milioni.

Circolano delle interpretazioni sulle parole sia di Meloni, sia di altri componenti del suo partito e più in generale di esponenti del centrodestra.

Una in particolare: se le pensioni di invalidità non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale significa una equiparazione dei trattamenti per la disabilità al Reddito di Cittadinanza.

Questo significa portare gli attuali importi che sono di circa 290 euro al mese fino a 780?

Difficile dirlo. Oggettivamente l’attuale situazione economica del Paese non è così florida da consentire un incremento immediato di questa portata. Gli aumenti però potrebbero essere graduali fino ad arrivare a una cifra dignitosa.

C’è da dire che tra gli altri annunci formulati da Fratelli d’Italia nel corso della campagna elettorale è stata più volte ribadita la volontà di sopprimere o ridurre in modo drastico il Reddito di Cittadinanza. È anche vero, e sempre per le attuali situazioni di crisi in cui versa la Penisola, che anche questo provvedimento potrebbe essere rinviato in attesa di tempi migliori.

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Aumento pensioni di invalidità 2023: dal primo gennaio

Ma qualcosa per migliorare le condizioni di vita di tante persone con disabilità dovrà essere fatto.

I partiti sono consapevoli che le attuali pensioni di invalidità non sono solo bassissime, ma si sono di fatto ancor più ridotte per gli effetti dell’inflazione. Siamo molto al di sotto della soglia di sopravvivenza.

Il momento è complicato per tutti. In particolare per quegli invalidi che rientrano nel range tra il 74 e il 99% di riduzione della capacità lavorativa. Per loro è ancora più difficile ipotizzare il reinserimento al lavoro. Ma è una questione che può estendersi alla maggior parte degli invalidi che hanno percentuali di invalidità anche più basse.

Il presidente nazionale dell’Anmic, Nazaro Pagano, ha più volte invitato il nuovo governo ad agire in fretta. E ad assicurare subito, a partire dal primo gennaio 2023, un aumento delle pensioni di invalidità.

Aumento pensioni di invalidità 2023: nella legge di Bilancio

Il pressing sull’esecutivo aumenterà subito dopo che si sarà ufficialmente insediato (si pensa prima di novembre). Certo, il governo dovrà affrontare il caro energia, l’inflazione e la legge di Bilancio per il prossimo anno. Ma proprio nella legge di Bilancio potrebbero essere inseriti quei provvedimenti necessari per garantire alle persone con disabilità un assegno dignitoso e in grado di garantire più del minimo vitale (anche considerando l’inflazione).

Aumento pensioni di invalidità 2023: impossibile sopravvivere

Pagano lo ha ribadito: «Un aumento è necessario perché i 290 euro al mese non consentono più di sopravvivere. E laddove abbiamo delle situazioni, diciamo così, di invalidità totale, anche con accompagnamento con oltre 520 euro al mese. Di fronte a questa crisi e inflazionistica che si sta manifestando non sono certamente sufficienti».

Anche perché se il governo affronta il caro energia e l’inflazione, non potrà certo dimenticarsi di chi, proprio a causa delle bollette di luce e gas sempre più insostenibili e dell’esponenziale aumento dei prodotti alimentari, ha oggettive difficoltà ad andare avanti (e già prima era molto complicato).

Aumento pensioni di invalidità 2023: cosa succede?

Aumento pensioni di invalidità 2023: sistema assistenziale

Il tema della disabilità è stato meno marginale in questa campagna elettorale. I partiti hanno compreso che tra persone invalide e le rispettive famiglie, si parla di milioni di persone. Un tema che è rilevante come la povertà (strettamente connesso), la disoccupazione o la tanto attesa riforma del sistema previdenziale.

Si attende da anni anche una riforma seria del sistema assistenziale. In particolare per chi non ha più la possibilità (o ce l’ha in maniera notevolmente ridotta) di guadagnarsi da vivere lavorando.

Capiremo subito, ovvero dopo l’insediamento ufficiale del nuovo esecutivo quale sarà la direzione che deciderà di prendere. E quindi, se si inizierà subito a lavorare (in accordo con le associazioni di categoria) per aumentare gli importi delle pensioni di invalidità, o se invece calerà il consueto silenzio sulle necessità delle persone con disabilità.

Vi terremo costantemente informati sull’evolversi del dibattito. Con la speranza che si decida finalmente di invertire la rotta e che davvero, a partire dal primo gennaio del 2023, gli importi delle pensioni di invalidità diventino qualcosa di più simile a un trattamento pensionistico rispetto alle poche centinaia di euro di oggi, che sono diventate ancora meno da quando si è innescato il vortice inflazionistico.

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