Assegno ordinario e busta paga: come funziona

Scopri cosa sapere a riguardo dell'assegno ordinario e busta paga: ci sono delle diciture? Quando si riduce l'importo?
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18/06/2023

Assegno ordinario e busta paga: vediamo come funzionano le modalità di pagamento della prestazione economica. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

L’assegno ordinario di invalidità è un supporto finanziario che l’INPS concede ai lavoratori invalidi che hanno subito una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore a due terzi. Tale sostegno economico non richiede la cessazione dell’attività lavorativa, pertanto il lavoratore, sia dipendente che autonomo, può continuare a svolgere il proprio lavoro.

All’interno di questo articolo vediamo cosa sapere a riguardo dell’assegno ordinario e busta paga.

Assegno ordinario e busta paga: quale diciture sono presenti?

Il lavoratore potrebbe subire delle trattenute sulla busta paga per l’assegno ordinario di invalidità solo se l’importo dell’assegno supera una certa soglia.

Nel caso in cui il lavoratore dipendente continui a lavorare, sono previste due riduzioni dell’assegno, la prima agisce direttamente sul beneficio e la seconda avviene tramite una trattenuta giornaliera sulla busta paga.

L’assegno può essere cumulato pienamente con il reddito da lavoro, ma viene tagliato se il reddito supera di quattro volte il trattamento minimo INPS. Nel 2023, il trattamento minimo è pari a 563,74 euro mensili, quindi la somma da non superare per evitare il primo taglio è di circa 7.328 euro all’anno.

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Se il reddito supera questa soglia, l’assegno ordinario di invalidità viene ridotto di almeno il 25%, ma tale taglio non viene visualizzato sulla busta paga. Inoltre, è importante tenere presente che tale soglia potrebbe variare in base alla rivalutazione annuale.

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Assegno ordinario e busta paga: cosa si perde nello stipendio?

L’assegno ordinario di invalidità viene erogato ai lavoratori che hanno subito una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore a due terzi. Tale sostegno economico non richiede la cessazione dell’attività lavorativa e può essere cumulato completamente con lo stipendio.

Tuttavia, se il reddito annuo supera alcune soglie specifiche, l’assegno viene ridotto.

Assegno ordinario e busta paga: come funziona il pagamento dello stipendio?

Il lavoratore che riceve l’assegno ordinario di invalidità e continua a lavorare non subisce alcuna riduzione sullo stipendio. Tuttavia, è importante notare che l’assegno può essere cumulato solo fino a un certo limite e la normativa prevede una riduzione dell’importo dell’assegno nel caso in cui il reddito del titolare superi determinate soglie.

La legge 222/1984 prevede la riduzione dell’assegno ordinario di invalidità in base al reddito dell’interessato. Dopo che l’INPS ha calcolato l’importo dell’assegno, applicherà delle percentuali di riduzione sul reddito complessivo:

  • 25% di riduzione: questa percentuale si applicherà se il reddito supera 4 volte il trattamento minimo previsto per il 2023, pari a 563,74 euro.
  • 50% di riduzione: la percentuale del 50% verrà applicata al reddito che supera 5 volte l’importo del trattamento minimo.

Questa decurtazione, tuttavia, non rappresenta una riduzione dello stipendio, ma una riduzione dell’assegno ordinario che viene operata sulla busta paga, lasciando inalterato l’importo dell’assegno.

Assegno ordinario e busta paga
Assegno ordinario e busta paga – L’immagine mostra un uomo in sedia a rotelle di fronte a una lavagna.

Assegno ordinario e busta paga: a chi spetta l’erogazione?

L’assegno ordinario di invalidità viene erogato agli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o ai fondi sostitutivi Inps che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Hanno versato almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la richiesta;
  • Hanno ottenuto il riconoscimento di un’invalidità che supera i 2/3, con riferimento all’invalidità al lavoro o pensionabile. Questa valutazione tiene conto della capacità lavorativa residua e delle attitudini dell’interessato, in base all’età, alle capacità e all’esperienza.

È bene, quindi, ricordare che il riconoscimento dell’invalidità civile non è sufficiente per accedere all’assegno ordinario.

Assegno ordinario e busta paga: quanto dura l’erogazione?

L’assegno ordinario di invalidità ha una durata di tre anni, rinnovabile per altri due trienni con una specifica domanda e una visita medica per confermare la diagnosi medico-legale e il diritto alla prestazione.

Dopo tre rinnovi consecutivi, l’assegno viene considerato permanente, ma l’INPS può effettuare controlli per verificare se le condizioni sanitarie del beneficiario sono cambiate.

Nel momento in cui si raggiunge l’età pensionabile e si soddisfano tutti i requisiti di legge, l’assegno si trasforma in una pensione di vecchiaia.

I periodi in cui si è percepito l’assegno di invalidità, senza svolgere attività lavorativa, sono considerati validi ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi per la trasformazione in pensione di vecchiaia.

Assegno ordinario e busta paga: come si effettua la richiesta?

Per richiedere l’assegno ordinario di invalidità, è necessario presentare la domanda all’INPS insieme al modello SS3 compilato dal medico curante.

L’assegno ordinario di invalidità ha inizio solitamente dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Se la domanda di rinnovo viene presentata entro 120 giorni dalla scadenza dell’assegno, la prestazione potrebbe essere confermata, ma avrà effetto solo dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della nuova domanda.

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