A quanti familiari spetta la Legge 104

A quanti familiari spetta la legge 104? In questo articolo descriviamo le ultime novità su permessi e congedo 104.
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07/09/2022

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Fino a poche settimane fa, la possibilità di assistere una persona disabile usufruendo della legge 104 spettava solo a un lavoratore dipendente.

Ora, invece, con il Decreto Conciliazione vita lavoro, alcune cose sono cambiate. Nei prossimi paragrafi affronteremo in modo dettagliato queste novità

INDICE:

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A quanti familiari spetta la legge 104: chi può farne richiesta

A quanti familiari spetta la legge 104? Prima di addentrarci nelle novità del Decreto che ha modificato alcuni dettagli relativi alla legge 104, ricordiamo brevemente chi può fruire dei permessi e del congedo della legge 104.

Sia i permessi, sia il congedo straordinario sono indennità concesse a un lavoratore o ad una lavoratrice dipendente per assentarsi dal lavoro e assistere un familiare con disabilità grave (ai sensi dell’art. 33 comma 3 della legge 104).

Nel caso dei permessi, possono farne richiesta, nell’ordine prioritario che segue, questi soggetti:

  • le persone con disabilità grave;
  • i familiari della persona con disabilità grave (coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, genitori biologici o adottivi);
  • i parenti o gli affini entro il secondo grado;
  • in casi eccezionali viene estesa ai parenti al terzo grado se i genitori o il coniuge della persona con disabilità grave abbiano compiuto i 65 anni di età o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Invece, possono richiedere il congedo biennale retribuito (sempre seguendo l’ordine prioritartio elencato):

  • coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente della persona disabile in situazione di gravità;
  • genitori biologici o adottivi/affidatari della persona con disabilità grave;
  • figlio convivente della persona disabile in situazione di gravità, esclusivamente nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • fratello o sorella convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, che dichiari di instaurare il rapporto di convivenza con la persona assistita, nel caso in cui il “coniuge convivente”, la “parte dell’unione civile convivente”, “entrambi i genitori”, i “figli conviventi” e i “fratelli o sorelle conviventi”, i “parenti o affini entro il terzo grado conviventi” siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Considerato che, con il nuovo Decreto, sono state apportate delle modifiche per entrambe le agevolazioni, nei prossimi paragrafi le analizzeremo una alla volta.

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A quanti familiari spetta la legge 104: cosa è cambiato con i permessi

Fino a poco tempo fa, alla domanda “A quanti familiari spetta la legge 104?” l’unica risposta possibile era un solo familiare, scelto come referente unico dell’assistenza.

L’unica eccezione, per quanto riguarda i permessi legge 104, era rappresentata dai genitori che potevano beneficiare in modo alternativo dei giorni di permesso per prendersi cura di un figlio con disabilità grave.

Ricordiamo che i permessi spettanti possono essere fruiti in misura giornaliera, pari a 3 giorni al mese frazionabili a ore, o in misura oraria, pari a 2 ore al giorno. Gli stessi permessi sono riconosciuti anche al lavoratore disabile grave.

Tuttavia, con il Decreto Conciliazione vita lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 luglio ed entrato in vigore ufficialmente il 13 agosto 2022, sono state introdotte alcune modifiche sostanziali che hanno lo scopo di agevolare la conciliazione tra lavoro e vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza.

Nello specifico, il decreto ha eliminato la figura del referente unico dell’assistenza, secondo cui l’assistenza del disabile doveva essere riconosciuta solo a un lavoratore dipendente. Quindi, secondo le nuove modifiche, più di una persona tra gli aventi diritto ha la possibilità di prestare assistenza allo stesso soggetto disabile.

Il permesso continua a essere di 3 giorni al mese, anche frazionabili in ore, ma può essere usufruito alternativamente da più lavoratori.

A tal proposito, è stata introdotta la cosiddetta “assistenza saltuaria“. Si tratta, per l’appunto, della condivisione dell’assistenza al disabile grave da parte del lavoratore dipendente e di un’altra persona (sempre familiare) chiamata “caregiver sostituto“.

Per godere di questa agevolazione, il caregiver sostituto deve presentare all’Inps e al datore di lavoro una richiesta scritta che contiene una dichiarazione di responsabilità, nonché queste precisazioni:

  • i motivi per cui deve sostituire il referente unico della persona disabile;
  • il periodo o i periodi in cui deve prestare assistenza al posto del referente unico;
  • il rapporto di parentela con la persona affetta da handicap grave;
  • il tipo di assistenza che deve prestare al familiare disabile.

A quanti familiari spetta la legge 104: cosa è cambiato con il congedo

A quanti familiari spetta la legge 104. Analogamente ai permessi 104, anche il congedo straordinario ha subito delle modifiche con il Decreto Conciliazione vita lavoro.

Come ricorderai, il congedo sraordinario è una misura prevista dalla legge 104 che permette a un lavoratore che assiste un familaire con disabilità di assentarsi dal lavoro per una durata massima di due anni.

Va richiesto all’INPS tramite apposita domanda ed è retribuito per tutto il periodo di assenza tramite un indennizzo che varia leggermente ogni anno.

In merito alle modifiche apportate con il Decreto del 13 agosto 2022, la domanda giusta da porsi non è “A quanti familiari spetta la legge 104?”, ma piuttosto “a quali familiari spetta?“.

Infatti, con il nuovo provvedimento si estende il diritto a usufruire del congedo straordinario anche ad altri soggetti. In particolare:

  • introduce il “convivente di fatto di cui all’articolo 1, comma 36”, della Legge 20 maggio 2016, n. 76, tra i soggetti individuati prioritariamente dal legislatore ai fini della concessione del congedo, in via alternativa e al pari del coniuge e della parte dell’unione civile;
  • stabilisce che il congedo straordinario spetta anche nel caso in cui la convivenza, qualora normativamente prevista, sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo.

Di conseguenza, l’estensione del congedo straordinario ha apportato delle modifiche anche dal punto di vista dell’ordine di priorità previsto dal congedo, facendo sì che i conviventi di fatto siano alla pari del coniuge convivente e della parte dell’unione civile.

A quanti familiari spetta la legge 104?

A quanti familiari spetta la legge 104: si possono cumulare i permessi?

Ora che abbiamo chiarito a quanti familiari spetta la legge 104, potrebbe essere utile ricordare un’altra questione ricorrente: è possibile cumulare i permessi?

Ebbene la risposta è sì, è possibile. Tuttavia dipende dai casi specifici in cui ci si trova, per esempio dal grado di parentela o affinità con la persona che si assiste.

Per esempio, è possibile quando un lavoratore con handicap grave si trova ad assistere un altro familiare nelle stesse condizioni di grave disabilità.

Per conoscere altri casi in cui è concesso accumulare i permessi 104, ti invitiamo a leggere questa utile guida.

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