Pensione privilegiata di invalidità, a chi spetta?

Pensione privilegiata di invalidità, vediamo di cosa si tratta e quali sono i requisiti previsti. Come è cambiata dopo la Legge Fornero, quali sono le categorie di dipendenti che ne hanno diritto e per quali motivi.
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07/02/2023

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Questa prestazione viene concessa ai dipendenti che hanno contratto l’invalidità sul posto di lavoro. Viene definita “privilegiata” perché non è connessa a una determinata età anagrafica e neppure a un requisito assicurativo o contributivo.

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Pensione privilegiata di invalidità, tipologie

Abbiamo dunque stabilito che la pensione privilegiata di invalidità viene riconosciuta a chi ha contratto una menomazione durante un rapporto di lavoro dipendente. 

Da quando è entrato in vigore l’articolo 6 della legge numero 201 del 2011 (per capirci la legge Fornero) questo trattamento previdenziale è stato ristretto ad alcune categorie di lavoratori dipendenti. E in particolare:

  • forze armate: (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri);
  • forze di polizia: (Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria);
  • forze militari: Guardia di finanza;
  • vigili del fuoco e soccorso pubblico.

Leggi quali sono tutte le agevolazioni per persone con disabilità dell’Agenzia delle Entrate.

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Pensione privilegiata di invalidità, requisiti base

I requisiti base per avere accesso a questo beneficio previdenziale sono due:

Una lesione dunque potrebbe non comportare l’inabilità al servizio e la conseguente risoluzione del rapporto lavorativo.

Pensione privilegiata di invalidità, tabelle

Come vengono stabiliti gli importi se non conta l’età anagrafica e neppure il requisito contributivo? 

L’attribuzione del beneficio viene calcolato in base al grado di invalidità subito dal dipendente. La valutazione viene effettuata sulla base delle tabelle che sono state riportate nel Dpr 834 del 1981.

Le tabelle sono due:

  • Tabella A: che riguarda le lesioni e le infermità che possono far accedere al diritto di ricevere la pensione vitalizia o all’assegno temporaneo;
  • Tabella B: sono invece quelle lesioni e quelle infermità che possono dare diritto alla concessione di una indennità una tantum (indennizzo).

Pensione privilegiata di invalidità, due tipi

Le pensioni privilegiate di invalidità possono poi essere di due tipi:

  • ordinaria: è il trattamento previdenziale che sostituisce la normale pensione;
  • tabellare: questo trattamento può essere assimilato a quello che viene erogato per gli invalidi di guerra.

Vediamo a chi può spettare il trattamento tabellare:

  • ai militari di truppa e graduati che hanno contratto un’infermità grave durante il servizio;
  • ai soldati e ai militari di grado inferiore (fino al caporale) che hanno subito una menomazione durante il servizio.

Pensione privilegiata di invalidità, importi

La pensione privilegiata di tipo ordinario prevede un importo che è il 100 per cento della retribuzione pensionabile. Ma solo se le lesioni sono inserite nella prima categoria della Tabella A.

Per le lesioni inserite nella seconda categoria della Tabella A, l’importo si riduce al 90 per cento.

All’ottava categoria della Tabella A l’importo scende al 30 per cento della retribuzione pensionabile.

C’è da aggiungere che le pensioni di settima e ottava categoria sono aumentate a loro volta dello 0,20 e 0,70 per cento per ogni anno di servizio utile.

L’importo sarà maggiore, anche per questo, a chi ha prestato servizio per almeno 15 anni (di cui 12 di servizio effettivo).

La pensione privilegiata di tipo tabellare non viene invece erogata in base alla paga. Il riferimento è alle tabelle.

Per chi ha subito l’infermità mentre era allievo di accademia, la cifra sarà determinata dal grado rivestito all’ammissione in accademia e al trattamento economico che spetta per il grado di sottufficiale.

Per i militari di truppa o graduati la pensione verrà invece determinata in rapporto all’infermità subita e non alla paga.

Pensione privilegiata di invalidità, più infermità

Se la vittima ha contratto più infermità, l’importo della pensione privilegiata può variare. Infatti, in presenza di due lesioni inserite nelle categorie che vanno dalla terza all’ottava (articolo 72, del Dpr numero 1092 del 1973), il trattamento pensionistico corrisponde alla somma di queste malattie. Possono essere cumulate.

Se ci sono più di due infermità, l’importo della pensione privilegiata viene calcolato aggiungendo la categoria della malattia più grave a quella che viene fuori dalla combinazione delle altre lesioni. Se poi ci sono due o più infermità ascrivibili alle prime e seconde categorie, la persona disabile per cause di servizio ha diritto all’assegno di cumulo per infermità.

Pensione privilegiata di invalidità, requisiti

Come abbiamo visto, comunque, il punto principale per ottenere una pensione privilegiata per infermità prevede che venga documentata la causa di servizio. Deve essere dimostrato il nesso causale tra il lavoro svolto e l’invalidità o il decesso.

Serve per questo una documentazione di servizio. Deve contenere:

  • lo stato di servizio;
  • il memoriale dei servizi prestati;
  • le ore lavorate all’esterno;
  • le testimonianze;
  • la relazione dell’amministrazione;
  • la documentazione medica e medico legale che deve certificare il quadro clinico del dipendente (e quindi, cartelle cliniche, referti e perizie di parte).

Per ottenere la pensione di privilegio servono due accertamenti:

  • clinico: effettuato dalla Commissione medica ospedaliera (Cmo), dove sarà certificato il giudizio diagnostico, la data in cui è stata riscontrata le lesione, l’indicazione della categorie e il necessario giudizio sull’idoneità al servizio;
  • il nesso di causalità: che deve essere espresso dal Comitato di verifica. Dovrà accertare il collegamento tra la lesione e l’attività lavorativa.

Pensione privilegiata di invalidità, domanda

La procedura per avere la pensione privilegiata può essere d’ufficio se al dipendente è stata riconosciuta la inidoneità assoluta e permanente. E ovviamente è stata anche certificata la causa di servizio.

Si procede invece a domanda se dopo la risoluzione del contratto di lavoro, le infermità non sono state ancora riconosciute come causa di servizio.

Il termine massimo per la presentazione dell’istanza è di 5 anni dalla cessazione del servizio. Per alcune patologie (come il morbo di Parkinson) il termine sale a 10 anni.

Pensione privilegiata di invalidità, altri benefici

Chi ha subito una menomazione per causa di servizio può avere diritto (oltre al rimborso delle spese mediche) ad altri benefici accessori. Sono questi:

  • superinvalidità;
  • indennità d’assistenza e accompagnamento;
  • assegno d’integrazione per i familiari a carico;
  • assegno di cumulo per infermità;
  • indennità speciale annua;
  • assegno di incollocabilità.
Nella foto un anziano militare

Pensione privilegiata di invalidità, superstiti

Il diritto a ricevere la pensione privilegiata viene esteso ai superstiti se il dipendente è morto per cause di servizio.

Questo è l’ordine di priorità:

  • coniuge;
  • figli minorenni (se studenti fino a 21 anni per gli iscritti alla scuola media superiore o 26 anni per gli universitari);
  • orfani inabili, a carico, conviventi e nullatenenti;
  • genitori;
  • fratelli e sorelle;
  • nipoti.

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