Pensione anticipata per caregiver 2022: quando e come

Pensione anticipata per caregiver, quando è possibile con le misure in vigore in attesa della riforma del sistema previdenziale. Si può uscire in anticipo se si assiste un familiare con disabilità grave con l'Ape Sociale e Quota 41. Vediamo quali sono i requisiti e come funziona.
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07/09/2022

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INDICE:

Ci riferiamo ai trattamenti previdenziali che sono attualmente in vigore. Una precisazione dovuta, anche perché tra i vari progetti di Riforma delle pensioni, uno dei punti chiave riguarda appunto i lavoratori fragili e i familiari che li assistono.

Potrebbero quindi essere introdotte delle novità proprio per queste categorie. O almeno, questa è la speranza.

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Sull’argomento potrebbe interessati come andare in pensione a 61 anni con la Legge 104, o come uscire con la stessa legge a 57 anni. C’è anche un focus su come cambia la pensione con la Legge 104.

Pensione anticipata per caregiver: riforma delle pensioni

Tra le modifiche di cui si discute c’è il pensionamento a 62/63 anni. Nel cassetto c’è anche un’altra possibilità: quella di riconoscere dei contributi figurativi a chi non lavora ma si occupa stabilmente di un parente non autosufficiente.

Al momento però siamo lontani da una riforma strutturale del sistema previdenziale. E quindi non c’è ancora un trattamento specifico, in particolare per chi accudisce un familiare con disabilità grave.

La Legge Fornero aveva quasi del tutto tralasciato la possibilità di una uscita anticipata dal lavoro per i caregiver familiari. Era infatti possibile solo per il lavoratori precoci, la cosiddetta Quota 41.

Poi è arrivata l’Ape Sociale, un misura di accompagnamento alla pensione che è stata utilizzata tanto in questi anni. Tra gli altri anche da molti caregiver.

A proposito di Quota 41, questa uscita anticipata è stata proposta nella nuova riforma dalla Lega e sostenuta dai sindacati. Oggi come vedremo è accessibile solo a determinate categorie di lavoratori (e tra questi i caregiver). L’idea è di estenderla a tutti.

È bene precisare che, con le leggi attualmente in vigore, è definito caregiver familiare chi assiste un parente con disabilità grave riconosciuto dalla Legge 104 (articolo 3, comma 3).

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Pensione anticipata per caregiver: Ape sociale

Partiamo dall’Ape Sociale (qui trovi la guida completa).

Non è una vera e propria pensione anticipata ma un accompagnamento alla pensione di vecchiaia, che poi scatta al compimento dei 67 anni. Questa misura è stata introdotta con la legge di Bilancio del 2017. Andrà in scadenza il 31 dicembre del 2022. Ma, come detto, sembra più che probabile una nuova proroga. Diverse forze politiche premono affinché venga potenziata, allargata e diventi strutturale.

Anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi, era convinto sulla proroga.

Pensione anticipata per caregiver: per chi e requisiti

L’anticipo pensionistico è previsto a partire dai 63 anni di età.

Possono accedere a questa misura:

  • gli iscritti presso l’assicurazione generale obbligatoria (Ago) dei lavoratori dipendenti;
  • i fondi ad essa esclusivi o sostitutivi;
  • le gestioni speciali dei lavoratori autonomi;
  • la gestione separata dell’INPS.

I requisiti richiesti per l’Ape Sociale sono questi:

  • aver maturato almeno 30 anni di contributi (o 36 anni di contributi per i lavori gravosi), a seconda della categoria di appartenenza, con un massimo di 2 anni di sconto per le donne (uno per ogni figlio);
  • aver cessato l’attività lavorativa;
  • essere residenti in Italia;
  • essere privo di una pensione diretta in Italia o all’estero;
  • aver maturato una pensione di vecchiaia di importo non inferiore a 1,4 volte l’importo della pensione minima dell’INPS.

Queste sono le categorie di lavoratori che possono accedere all’Ape Sociale:

  • disoccupati;
  • persone con invalidità superiore o uguale al 74%;
  • caregiver (lavoratori che assistono parenti disabili da almeno sei mesi. Sono inclusi il coniuge o un parente di primo grado, parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti);
  • addetti a mansioni cosiddette gravose.

Pensione anticipata per caregiver: importo e altro anticipo

Con l’Ape sociale è in teoria possibile uscire con ulteriori due anni di anticipo per chi è caregiver familiare. Ovvero a 61 anni (rispettando il requisito contributivo). In pratica a quell’età si può accedere ai due anni di congedo biennale retribuito (Legge 104), che prevede anche il versamento di contributi figurativi. Quando si arriva a 63 anni parte poi l’accompagnamento alla pensione.

L’importo massimo per questo trattamento è di 1.500 euro. La pensione piena scatta dopo i 67 anni.

Pensione anticipata per caregiver: Quota 41

L’altra chance per i caregiver familiari di andare in pensione in anticipo è quota 41. Ovvero quella che è meglio nota come pensione ai lavoratori precoci. Infatti per accedere a questa uscita uno dei requisiti chiave è quello di aver lavorato almeno dodici mesi prima del 19esimo anno di età.

In modo effettivo anche se non continuativo.

Questi sono i requisiti:

  • 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne.

La data di inizio assicurazione deve essere almeno pari al compimento del 18esimo anno di età.

Il che significa che si produce un risparmio contributivo di 10 mesi per le donne e di un anno 10 mesi per gli uomini.

Da qui Quota 41.

Pensione anticipata per caregiver: quando e come.

Pensione anticipata per caregiver: categorie (Quota 41)

Ma il requisito contributivo è solo preliminare per accedere a questo trattamento pensionistico.

Bisogna infatti appartenere a una di queste categorie:

  • lavoratori disoccupati per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
  • caregiver, ossia lavoratori che accudiscono familiari con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992. Questa condizione deve sussistere al momento della richiesta e da almeno sei mesi;
  • che presentino una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, di grado almeno pari al 74%;
  • addetti alle cosiddette “attività gravose”;
  • lavoratori che svolgono attività particolarmente faticosi e pesanti che trovano tutela nell’articolo 1, comma da 1 a 3 del Decreto legislativo numero 67/2011.

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