Invalidità e domanda sbagliata dal medico: che succede?

Parliamo di invalidità e domanda sbagliata dal medico, ovvero di cosa succede se l’INPS non accetta la tua domanda di accompagnamento se è il medico a commettere un errore.
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05/02/2023

Cosa succede in caso di invalidità e domanda sbagliata dal medico? Puoi fare ricorso all’INPS, se è stato il medico a commettere un errore nella compilazione del certificato introduttivo? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Quando fai domanda per invalidità civile, il primo passo da compiere è quello di far redigere dal proprio medico di base il certificato medico introduttivo.

È in questo certificato che deve essere barrata con una X la casella in relazione della concomitante richiesta dell’accompagnamento.

Nonostante ci sia una sentenza della Corte di Cassazione che dia ragione al richiedente dell’invalidità civile, l’INPS ha addotto anche le sue ragioni e potresti rischiare di non avere l’accompagnamento, se la casella non è stata spuntata.

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Vediamo perché e cosa può succedere in caso di invalidità e domanda sbagliata dal medico.

INDICE

Cosa succede in caso di invalidità e domanda sbagliata dal medico?

In caso di invalidità e domanda sbagliata dal medico rischi che la Commissione Medica dell’ASL, pur riconoscendo obiettivamente i requisiti necessari per ottenere l’accompagnamento, potrebbe fartelo perdere.

Se infatti il tuo medico curante dimentica o omette di spuntare la X sulla casella che attesta le tue condizioni sanitarie utili al riconoscimento dell’accompagnamento, anche se queste sono obiettivamente certificabili a occhio nudo, la Commissione spesso non si assume la responsabilità di riconoscerlo.

Questo, perché l’INPS ha più volte ritenuto inidonee le domande in cui non sia stata spuntata la casella, con conseguente improcedibilità del ricorso giurisdizionale.

Tuttavia, la Sentenza della Corte di Appello di Napoli n. 5307/2014, ha stabilito che la normativa non prevede che la domanda amministrativa per l’invalidità civile menzioni espressamente la richiesta della concessione dell’indennità di accompagnamento.

Quindi, dichiara legittima la procedibilità del ricorso giurisdizionale, anche se questo dovrà vertire sull’accertamento dei requisiti sanitari per l’indennità di accompagnamento.

In sintesi: se il tuo medico di base sbaglia e non barra la casella per richiedere l’accompagnamento, puoi procedere con il ricorso giurisdizionale all’INPS, nel caso in cui la Commissione Medica non te lo riconosca, ma dovrai sottoporti a nuovo accertamento sanitario per valutare se sussistono i requisiti per richiederlo.

Leggi la nostra guida completa all’indennità di accompagnamento: ecco i requisiti, l’importo, la domanda e i tempi.

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Nel video sotto si parla di cosa fare se la domanda per l’invalidità civile è andata male:

Invalidità e domanda sbagliata dal medico curante: quali devono essere le caselle da validare per richiedere l’accompagnamento?

L’invalidità e domanda sbagliata dal medico curante non ti permettono di poter ottenere l’indennità di accompagnamento, in quanto il medico di base, nel certificato introduttivo, ha omesso o dimenticato di validare la relativa casella.

Nel dettaglio, le caselle che devono essere barrate con una X dal medico curante sono le seguenti:

Persona impossibilitata a deambulare senza l’aito permanente di un accompagnatore

oppure

Persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.

Quindi, se presentando domanda di invalidità civile intendi anche chiedere l’accompagnamento, sarebbe necessario che il tuo medico curante barrasse una delle due diciture che danno diritto all’indennità e che sono presenti sull’ultima pagina del certificato introduttivo da inviare telematicamente all’INPS.

Anche i minori hanno diritto all’accompagnamento per bambini con disabilità. Scopri nel dettaglio quali sono i requisiti e il processo da seguire per ottenere tale beneficio.

Invalidità e domanda sbagliata dal medico curante: il medico curante è obbligato a barrare le caselle per ottenere l’accompagnamento?

Abbiamo visto cosa succede in caso di invalidità e domanda sbagliata dal medico curante.

Ci chiediamo: il medico di base è obbligato a validare le caselle per ottenere l’accompagnamento?

No, il medico di base non è obbligato a farlo, perché spunterà la casella solo se lo riterrà opportuno, in piena scienza e coscienza.

Tuttavia, è anche vero che è sempre la Commissione Medica dell’ASL a decidere se riconoscere o meno l’accompagnamento.

Quindi, anche se tendenzialmente i medici dell’ASL e dell’INPS non riconoscono l’accompagnamento nei casi in cui il medico non ne abbia indicato i requisiti per ottenerlo, possono comunque ritenere che abbia sbagliato nella sua valutazione e che invece sussista il diritto al benefico.

Quindi, come vedi, come sempre il giudizio finale che conta è sempre quello della Commissione Medica.

A stabilire che lo spuntare una delle due caselle non sia un requisito necessario per la domanda di invalidità e di accompagnamento è anche una Sentenza della Corte di Cassazione, la n. 14421/2019.

La Cassazione ritiene quindi che la domanda di invalidità, anche se ha come obiettivo l’accompagnamento, non deve per forza contenere queste spunte, soprattutto nel caso in cui si tratta di persona ultra sessantacinquenne e che richiede di essere sottoposta ad accertamenti come invalido civile ai sensi della Legge 118/1971 e successive integrazioni e modificazioni.

Tuttavia, come abbiamo detto, l’INPS non accoglie ricorsi di domande di accompagnamento rifiutate dalla Commissione Medica, qualora sul certificato medico introduttivo non sia stata validata la relativa casella.

In questo articolo su TheWam.it ti mostriamo quali sono tutte le casella da spuntare nel certificato medico introduttivo, a cosa fare attenzione e come prepararsi in modo adeguato alla visita di fronte alla Commissione Medica.

Invalidità e domanda sbagliata dal medico
Invalidità e domanda sbagliata dal medico: che succede? Nella foto: un medico e la sua paziente

Invalidità e domanda sbagliata dal medico curante: è solo a causa della spunta non inserita dal medico curante che posso perdere l’accompagnamento?

No, non è sempre a causa della mancanza della spunta sul certificato medico introduttivo, che puoi perdere l’accompagnamento.

Proprio in virtù di quanto abbiamo detto nel paragrafo precedente, è sempre la Commissione Medica che valuta e decide se ci siano i requisiti per ottenere la prestazione.

Quindi, anche nel caso in cui il medico avesse barrato la casella, ma i medici non rilevano che ci siano i requisiti sanitari necessari, puoi comunque perdere il beneficio.

A quel punto, se ritieni sia un errore di valutazione, puoi sempre fare ricorso, sottoponendoti anche in questo caso a nuovo accertamento sanitario, questa volta da parte di un medico valutatore incaricato dal giudice. In questo approfondimento ti spieghiamo come fare ricorso all’INPS.

In conclusione: per non rischiare che non ti venga riconosciuto l’accompagnamento, è sempre bene ricordare al medico curante di spuntare la relativa casella nel certificato medico introduttivo.

Qualora non ti venisse ugualmente riconosciuto, puoi sempre fare ricorso all’INPS e ottenere un nuovo accertamento della condizione sanitaria, che a quel punto verrà effettuato da un tecnico incaricato dal giudice.

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