Quando si può interrompere il congedo straordinario

Si può interrompere il congedo straordinario? Scopri in quali casi è possibile e come funziona.
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07/11/2022

In questo articolo affrontiamo un argomento piuttosto delicato. In particolare, analizziamo i casi in cui è possibile interrompere il congedo straordinario concesso dalla legge 104 e come funziona l’interruzione (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il congedo legge 104 è una misura assistenziale che consiste in un periodo di assenza dal lavoro, della durata massima di due anni, concesso a un lavoratore o a una lavoratrice dipendente che assiste un familiare con disabilità grave (ai sensi dell’art 3 comma 3 della legge 104/1992).

Il periodo di assenza è retribuito tramite un indennizzo che varia leggermente ogni anno. Oltre alla retribuzione, la legge che disciplina il diritto al congedo straordinario prevede anche la copertura figurativa per compensare l’assenza dal lavoro e quindi dei contributi utili ad accedere alla pensione.

Nei prossimi paragrafi faremo chiarezza su un argomento interessante e che potrebbe facilmente creare confusione o dubbi: si può interrompere il congedo straordinario? Leggi l’articolo per scoprire la risposta.

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Indice

Interrompere il congedo straordinario: è possibile?

Iniziamo il nostro approfondimento rispondendo subito alla domanda “è possibile interrompere il congedo straordinario?“. In effetti, la risposta è sì, ma l’interruzione è concessa solo in alcuni casi specifici.

Prima di entrare nel dettaglio bisogna fare una distinzione tra interruzione e frazionamento del congedo straordinario, così da evitare qualsiasi dubbio sul punto.

Il motivo per cui questa precisazione si rende necessaria è che se da un lato il congedo 104 viene concesso per una durata massima di due anni, dall’altro lato non è detto che questo periodo debba essere consecutivo.

In particolare, secondo la normativa che disciplina il congedo straordinario, tale beneficio decorre dalla data indicata sulla domanda e il lavoratore che lo ha richiesto può usufruirne sia in un’unica soluzione sia in modalità frazionata.

Ad esempio, è possibile utilizzare i giorni di congedo anche solo per qualche giorno a settimana, continuando a mantenere il rapporto lavorativo. Da questo punto di vista, si potrebbe dire che un’interruzione programmata del congedo straordinario è già prevista dalla legge.

Tuttavia, se per qualche ragione imprevista il lavoratore o la lavoratrice si trova nelle condizioni di non potersi prendere cura del parente disabile da assistere, allora in quel caso si ricorre all’interruzione dell’agevolazione.

Ricordiamo, a tal proposito, che il principio del congedo straordinario si basa proprio sulla necessità di assistere in maniera continuativa un familiare con disabilità grave.

Di conseguenza, se il lavoratore caregiver che usufruisce del beneficio non è in condizioni di assistere, viene meno l’obiettivo principale del congedo 104. Ma in quali casi è possibile interrompere il congedo straordinario per un periodo di tempo, per poi magari usufruirne nuovamente?

Secondo la legge, l’interruzione è concessa solo quando il caregiver si trova in due condizioni: malattia grave, cioè destinata a protrarsi nel tempo, e congedo di maternità.

Inoltre, per accedere all’interruzione è necessario farne esplicita richiesta. Poi, per accedere nuovamente al congedo straordinario il lavoratore dovrà richiederlo presentando una nuova domanda, proprio come ha fatto la prima volta.

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Si può interrompere il congedo straordinario e ricevere l’indennità di malattia?

Come dicevamo nel paragrafo precedente, è possibile interrompere il congedo straordinario solo in caso di malattia grave o di congedo di maternità. A stabilire questa condizione è una circolare apposita dell’INPS (n.54/2001), in cui sono descritte tutte le indicazioni da seguire in caso di interruzione del congedo straordinario.

Tra queste emerge anche un aspetto molto interessante, ossia la possibilità di indennizzare il periodo di malattia se si interrompe il congedo straordinario.

A tal proposito, nella circolare si legge che l’indennità di malattia viene concessa al lavoratore solo se non sono trascorsi più di 60 giorni dall’inizio del congedo. A cosa si devono questi 60 giorni?

La ragione è che i lavoratori dipendenti hanno diritto a un’indennità di malattia di massimo 60 giorni dalla cessazione dell’attività lavorativa.

Quindi, se un caregiver familiare richiede un anno di congedo straordinario, ha la possibilità di interrompere il congedo per mettersi in malattia (e ricevere la relativa indennità da parte dell’INPS) solo se sono trascorsi più di 60 giorni dalla sospensione del lavoro per accedere al congedo.

Un discorso a parte vale invece per chi usufruisce del congedo in maniera frazionata, e quindi non in modo continuativo.

In tal caso, il lavoratore o la lavoratrice non sospende mai del tutto l’attività lavorativa, perciò avrà diritto all’indennità di malattia anche se sono passati più di 60 giorni dall’inizio del congedo straordinario.

A tal proposito nella circolare dell’INPS, l’Istituto spiega quanto segue:

«In caso di malattia o maternità è però fatta salva una diversa esplicita volontà da parte del lavoratore o della lavoratrice volta ad interrompere la fruizione del congedo straordinario, interruzione che può comportare o meno, secondo le regole consuete, l’erogazione di indennità a carico dell’INPS; in tal caso la possibilità di godimento, in momento successivo, del residuo del congedo straordinario suddetto, è naturalmente subordinata alla presentazione di nuova domanda».

Come si puà notare dall’estratto riportato qui sopra, l’Istituto specifica anche che per ottenere l’interruzione del congedo straordinario è necesssario che il lavoratore o la lavoratrice ne faccia espressa richiesta. Ecco perché nel prossimo paragrafo vediamo come si fa la domanda per interrompere il congedo straordinario.

Leggi anche quando può essere negato il congedo straordinario.

Come interrompere il congedo straordinario: la domanda

Per fare domanda di interruzione del congedo straordinario in caso di maternità o malattia grave, il lavoratore interessato può affidarsi a un CAF o patronato convenzionato oppure seguire la procedura telematica tramite il sito dell’INPS, accedendo con le proprie credenziali digitali.

La richiesta deve essere presentata in duplice copia e deve contenere tutta la documentazione necessaria per accertare la condizione di malattia o maternità. A quel punto, l’INPS provvede all’accertamento dei requisiti per valutare se concedere l’interruzione del congedo o meno.

Poi, una volta ricevuta la conferma che l’INPS ha preso in carico la domanda, il dipendente interessato deve consegnare al datore di lavoro una copia della documentazione. Alla domanda deve essere allegato il certificato medico attestante le condizioni relative alla malattia o stato di maternitá.

Nei prossimi paragrafi vediamo brevemente i passaggi necessari per interrompere il congedo straordinario per malattia e per congedo di maternità. Continua a leggere per saperne di più.

Quando si può interrompere il congedo straordinario: i casi

Interrompere il congedo straordinario per malattia

Come aqbbiamo visto finora, il primo caso in cui è possibile interrompere il congedo straordinario è per una malattia che si proroga per tempi lunghi e che impedisce al lavoratore di prendersi cura del familiare disabile.

Con il termine malattia, si fa quindi riferimento a patologie gravi, che non solo vanificano l’intenzione primaria del congedo, ma rendono il lavoratore impossibilitato a svolgere la propria attività lavorativa.

Per richiedere l’interruzione del congedo straordinario in caso di malattia è necessario rivolgersi innanzitutto al proprio medico curante, il quale deve redigere un certificato medico e un attestato, in cui sono riportati i numeri di protocollo.

Questi documenti devono comprovare date di inizio e fine della malattia e sue cause e vanno obbligatoriamente trasmessi all’INPS in forma cartacea o per via telematica in fase di richiesta dell’interruzione.

Interrompere il congedo straordinario per maternità

Ora che abbiamo visto come interrompere il congedo straordinario per malattia, vediamo brevemente cosa fare in caso di interruzione per congedo di maternità.

Dunque, in questa situazione la lavoratrice deve munirsi di uno di questi documenti:

  • certificato del ginecologo della ASL;
  • certificato con timbro di un ospedale;
  • certificato comunque convalidato da un ginecologo della ASL.

Il certificato deve attestare la data presunta del parto e il mese di gestazione.

Come per la documentazione per malattia grave, anche in questo caso il certificato va presentato insieme alla domanda dell’interruzione del congedo straordinario sia all’INPS sia al datore di lavoro.

Specifichiamo, inoltre, che se il medico del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato provvede alla trasmissione online del certificato, non è necessario consegnare fisicamente all’Istituto il formato cartaceo.

Infine, concludiamo questo approfondimento ricordando che dopo il periodo di malattia o maternità è possibile riprendere il periodo di congedo straordinario concesso in precedenza, nella durata rimanente. Per farlo, però, è obbligatorio presentare una nuova domanda. Potrebbe interessarti il modello da utilizzare per richiedere il congedo straordinario.

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