Indennità di accompagnamento addio: cosa succede?

Indennità di accompagnamento addio: la misura di sostegno verrà sostituita, lo prevede il decreto sulla non autosufficienza. Al suo posto una prestazione graduata sui reali bisogni dell'assistito, ci sarà la possibilità di scegliere tra l'aiuto economico e quello assistenziale. Ma si punterà a privilegiare il secondo.
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21/3/23

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Il disegno di legge delega sulla non autosufficienza appena approvato dal Consiglio dei ministri presieduto dal governo Draghi, prevede una rivoluzione completa del sistema di assistenza per anziani e non autosufficienti. All’interno di questa rivoluzione rientra anche l’indennità di accompagnamento, che verrà sostituita dalla «Prestazione universale per la non autosufficienza», una misura che nasce con le stesse prerogative ma che è sostanzialmente molto diversa, predilige infatti al sostegno economico quello assistenziale.

Ne abbiamo accennato all’interno del post complessivo sul disegno di legge, vediamo un po’ più nei dettagli in cosa dovrebbe essere trasformata l’indennità di accompagnamento.

Prima di andare avanti è importante una precisazione. L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge delega è solo il primo passo (anche se importante) che dovrà poi condurre la norma a diventare esecutiva.

Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo su quando arriva l’accompagnamento di novembre 2022; c’è anche un post che ti spiega cosa fare se l’accompagnamento viene negato; e un focus sulle patologie che danno diritto all’indennità.

Indennità di accompagnamento addio: approvazione definitiva

Spetterà al nuovo governo (quello che presumibilmente sarà presieduto da Giorgia Meloni) prima confermare l’impianto della delega e poi sottoporla all’esame del Parlamento. Da quel punto in poi dovrà arrivare il sì delle Camere ed essere emanati i decreti delegati.

Non si tratta dunque di un percorso privo di insidie e l’esito del procedimento non può essere dato per scontato.

La difficoltà principale per l’approvazione del piano complessivo riguarda, come al solito, le risorse necessarie per la sua attuazione: sette miliardi. In parte la cifra è coperta dal Pnrr, gli altri fondi dovrebbero essere già trovati all’interno della manovra di Bilancio che dovrà essere votata a novembre.

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Indennità di accompagnamento addio: informarsi prima

Questo per dire che chi riceve oggi l’indennità di accompagnamento e per chi si appresta a richiedere il sostegno economico, non c’è al momento nessun cambiamento. L’iter per l’approvazione del disegno di legge non può durare più di un anno e al momento non sappiamo se e quali modifiche potrebbero essere apportate nel corso del dibattito e delle votazioni parlamentari.

Ma è comunque importante conoscere in anticipo quello che potrebbe accadere da qui a non molto.

Ciò non toglie che nella legge delega è prevista la trasformazione dell’indennità di accompagnamento in una misura sostanzialmente diversa.

Ricordiamo cos’è l’indennità di accompagnamento e chi ne ha diritto.

Indennità di accompagnamento addio: chi ha diritto

L’indennità di accompagnamento viene erogata a invalidi totali e mutilati per i quali è stata accertata l’impossibilità di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita (lavarsi, vestirsi, mangiare).

La misura spetta ai cittadini in possesso dei requisiti sanitari richiesti e che siano residenti stabilmente in Italia. Non è previsto nessun limite di reddito.

Indennità di accompagnamento addio: requisiti

Questi sono i requisiti:

  • riconoscimento (da parte di una commissione Asl) dell’inabilità totale e permanente (100%);
  • riconoscimento (da parte di una commissione Asl) dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
  • riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
  • cittadinanza italiana;
  • per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
  • per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione);
  • residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.

Indennità di accompagnamento addio: importo

L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità l’anno. Il pagamento viene sospeso in caso di ricovero dell’assistito, per un periodo superiore a 29 giorni, in una struttura a totale carico dello Stato.

L‘importo per l’indennità di accompagnamento nel 2022 è di 525,17 euro.

Indennità di accompagnamento addio: resta universale

Ebbene, nella legge delega si vuole sostituire l’indennità di accompagnamento con la «Prestazione universale per la non autosufficienza». Verrà garantita, proprio come ora, a tutte le persone che rientrano nei requisiti, a prescindere dal reddito.

Indennità di accompagnamento addio: sostegno modulato

Quindi resta una «prestazione universale». Ma non sarà uguale per tutti. Gli importi verranno infatti modulati sulla base dell’effettivo bisogno della persona con disabilità. Da verificare se avrà incidenza solo la condizione medica di chi riceve la prestazione o se l’«effettivo bisogno» possa essere poi comprendere anche la situazione economica dell’assistito.

Ma non è tutto: ci sarà la possibilità di scegliere tra il sostegno economico e quello medico/infermieristico/assistenziale. Ma verrà incentivato quest’ultimo. Probabilmente perché offre maggiori garanzie che l’aiuto di Stato sia diretto in modo prevalente proprio alla persona che ne ha bisogno (c’è da dire che il piano prevede anche aiuti concreti ai caregiver e alle famiglie, con misure specifiche che riguardano la conciliazione tra cure e lavoro oltre a necessarie tutele previdenziali).

Indennità di accompagnamento addio: cosa succede?

Indennità di accompagnamento addio: badanti

Nello stesso ambito rientra anche il sostegno alle badanti. Saranno previsti degli incentivi economici per lo svolgimento della loro attività in modo regolare (per abbattere l’alta percentuale di lavoro nero).

Ma non solo, per le badanti sarà anche stabilito un profilo professionale nazionale per individuare le competenze e prevedere una adeguata formazione.

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