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INDICE
- Accompagnamento negato: sostegno economico
- Accompagnamento negato: come avere l’indennità
- Accompagnamento negato: ricorso in tribunale
- Accompagnamento negato: consulente tecnico
- Accompagnamento negato: sentenza di omologa
- Accompagnamento negato: giudizio di merito
- Accompagnamento negato: costo del ricorso
- Accompagnamento negato: requisiti indennità
- Accompagnamento negato: incompatibilità indennità
- Accompagnamento negato: compatibilità indennità
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Accade spesso purtroppo che l’Istituto previdenziale rigetti richieste da parte di persone con invalidità anche se magari i requisiti sanitari ci sarebbero tutti. Capita perché anche di fronte al più piccolo dubbio le commissioni tendono a essere di manica molto stretta quando si tratta di concedere dei sostegni economici. Come appunto l’indennità di accompagnamento.
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Come sapete questa misura assistenziale (qui trovi la guida completa) viene concessa alle persone mutilate o invalide al 100% che non sono più in grado di deambulare senza il sostegno di un accompagnatore o se non sono più capaci di svolgere gli atti quotidiani della vita da soli (vestirsi, mangiare, lavarsi e così via).
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Sull’argomento puoi anche leggere l‘elenco delle patologie che danno diritto all’accompagnamento; come e quando può lavorare chi riceve questo sostegno economico; e c’è un focus che spiega quando si perde l’accompagnamento.
Accompagnamento negato: sostegno economico
Sostegno economico, dicevamo. Perché l’indennità di accompagnamento prevede l’erogazione di 525,15 euro (per il 2022) per dodici mensilità (non è quindi prevista la tredicesima).
Per questa misura si tiene conto solo dei requisiti sanitari, non è previsto infatti un minimo reddituale.
Il sostegno economico viene sospeso solo in caso di ricovero prolungato all’interno di un centro medico a carico dello Stato.
Le persone che ricevono l’indennità di accompagnamento possono continuare a svolgere una eventuale attività lavorativa, sia da dipendente, sia da autonomo.
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Accompagnamento negato: come avere l’indennità
La domanda per l’accompagnamento segue lo stesso iter di quella per l’invalidità o l’handicap.
E quindi, riassunto in poche parole:
- certificato medico introduttivo (redatto dal medico di base);
- presentazione della domanda;
- visita medica;
- verbale che certifica o nega la concessione del beneficio.
Accompagnamento negato: ricorso in tribunale
Siamo arrivati al dunque. Ovvero: cosa bisogna fare se l’indennità di accompagnamento viene negata dall’Inps?
Beh, in questi casi la strada migliore è quella del ricorso in tribunale. Bisogna presentarlo non oltre i sei mesi dalla notifica del verbale Inps.
Ovviamente serve un avvocato. Bisognerà presentare il ricorso nel tribunale che è competente sul territorio dove si è residenti (coincide sempre con la sede di zona dell’Inps).
Accompagnamento negato: consulente tecnico
Il secondo passaggio è la richiesta al giudice di nominare un consulente tecnico d’ufficio (Ctu).
Il consulente sottoporrà la persona con invalidità a una visita medico legale. Serve a valutare se esistano o meno i requisiti sanitari per la concessione dell’indennità di accompagnamento.
Si tratta dell’accertamento tecnico preventivo (atp). Ed è fondamentale per la successiva decisione del giudice, che altrimenti non potrebbe essere in grado di fare una sua valutazione.
Accompagnamento negato: sentenza di omologa
Ebbene, se il Ctu ritiene che sussistano i requisiti per l’indennità di accompagnamento e l’Inps o il ricorrente non si oppongono alla conclusione del consulente, il giudice omologa il risultato in cancelleria non oltre 30 giorni.
Se invece il Ctu ritiene che non ci siano i requisiti sanitari minimi per l’indennità, il ricorrente ha 30 giorni per presentare l’opposizione.
Accompagnamento negato: giudizio di merito
Quando si presenta opposizione si dà iniziano al giudizio di merito. In questo caso il giudice potrà disporre una nuova consulenza tecnica d’ufficio o chiedere l’integrazione di quella precedente (magari sui punti che sono stati oggetto dell’opposizione).
Se anche il giudizio del giudice dovesse poi risultare negativo, meglio mettersi l’anima in pace: la sentenza del magistrato deve essere accettata.
L’unica strada è quella di ripresentare la domanda, in particolare se nel frattempo le condizioni mediche del paziente sono peggiorate.
Accompagnamento negato: costo del ricorso
Quanto costa presentare ricorso contro una decisione avversa dell’Inps? Beh, ovviamente dipende dalla parcella dell’avvocato.
Chi ha redditi bassi (fino a 11.746,68 euro) può comunque accedere al gratuito patrocinio (non paga l’avvocato).
Chi ha invece un reddito non superiore a 23.493,36 euro, non dovrà pagare le spese se perde il giudizio.
Chi invece a redditi non superiori ai 35.240,04 euro ha diritto a non pagare il contributo unificato iniziale per introdurre la causa. Ma in questo caso parliamo di soli 43 euro.
I valori di reddito riportati vengono costantemente aggiornati, questi sono riferiti al 2022.
Accompagnamento negato: requisiti indennità
Vi ricordiamo in conclusione quali sono i requisiti necessari per avere diritto all’indennità di accompagnamento:
- riconoscimento (da parte di una commissione Asl) dell’inabilità totale e permanente (100%);
- riconoscimento (da parte di una commissione Asl) dell’impossibilità a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore;
- riconoscimento dell’impossibilità a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita senza un’assistenza continua;
- residenza stabile e abituale sul territorio nazionale;
- cittadinanza italiana;
- per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del comune di residenza;
- per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno (art. 41 TU immigrazione);
- residenza stabile e abituale sul territorio nazionale.
Accompagnamento negato: incompatibilità indennità
Queste sono invece le incompatibilità.
L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio.
Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.

Accompagnamento negato: compatibilità indennità
L’indennità di accompagnamento è invece compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale.
L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto. Ma solo se le due indennità siano state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).
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