Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: vediamo cosa prevede la legge per i pazienti e per i familiari. Parliamo di una patologia grave e degenerativa che è già molto diffusa e i casi sono in continuo aumento. Nel 2040 rischia di essere una vera emergenza nazionale, con 2.5 milioni di pazienti. Queste sono tutte le misure di sostegno previste dallo Stato.
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21/07/2022

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: dai trattamenti economici, agli aiuti per i familiari che si occupano dei pazienti. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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La sindrome di Alzheimer è già oggi un problema sanitario molto rilevante, ma nei prossimi anni rischia di diventare una vera emergenza.

Il numero dei pazienti è in aumento costante, viaggia di pari passo con l’invecchiamento della popolazione.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: 600mila pazienti

Qualche cifra per capirci: in Italia 1,4 milioni di persone soffre di demenza e il 40% ha la sindrome di Alzheimer. Cifre che cresceranno in fretta: nel 2040 le persone con l’Alzheimer saranno oltre 2,5 milioni.

Non è solo una situazione difficilmente gestibile dal punto di vista sanitario. Bisogna infatti valutare anche l’impatto economico sul Sistema Sanitario e su milioni di famiglie.

Torniamo a ora: in Italia sono circa 600mila le persone con questa sindrome. Il costo medio annuo per paziente (tra quelli diretti e indiretti) è superiore a 70mila euro, coperti sia dai familiari, sia dallo Stato.

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Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: verso l’emergenza

Se moltiplichiamo questa cifra per il numero di malati, arriviamo a 42 miliardi. Nel 2040, con 2,5 milioni di pazienti, quella somma salirà fino a 175 miliardi di euro. In una parola: insostenibile.

Ma nei costi non abbiamo inserito un altro aspetto, quello dei caregiver. Ovvero i familiari che si occupano dell’assistenza dei propri cari. Un carico psicologico ed economico che pesa tutto sulle famiglie.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: cos’è

Come sapete il morbo di Alzheimer è una sindrome degenerativa. Danneggia le capacità intellettive e cognitive dei pazienti. È più diffuso tra le persone anziane, ma può colpire anche tra i 40 e i 50 anni.

Già le conseguenze iniziale possono essere molto gravi:

  • difficoltà a ricordare eventi e persone;
  • difficoltà ad apprendere nuove informazioni;
  • difficoltà nello svolgere anche le cose più banali della vita quotidiana;
  • difficoltà con l’orientamento.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: stadi della malattia

Con il progredire della patologia aumenta la perdita della memoria e peggiorano anche le difficoltà cognitive.

(I sintomi che annunciano l’Alzheimer)

Questa patologia progredisce in fasi:

  • preclinica;
  • lieve;
  • moderata;
  • grave.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: fase grave

Quando si entra nella fase grave, il corpo in pratica si spegne e i sintomi più frequenti sono questi:

  • incapacità a comunicare;
  • perdita di peso;
  • convulsioni;
  • infezioni cutanee;
  • difficoltà a deglutire;
  • gemiti;
  • sonno costante;
  • perdita del controllo intestinale e vescicale.

Insomma, una patologia gravissima e ovviamente molto invalidante.

In questo articolo vogliamo occuparci dei diritti e delle tutele che sono previste per chi soffre di Alzheimer.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: accompagnamento

Il quadro clinico per i pazienti di questa sindrome è dunque gravissimo. I pazienti, già nella fase lieve/moderata, hanno bisogno di una assistenza continua. Ed è quindi un loro diritto avere l’indennità di accompagnamento (527,17 euro al mese, qui trovi la guida completa).

Un supporto economico che serve proprio per aiutare chi si prende cura del paziente affetto dalla patologia cronica e degenerativa. Molto spesso un familiare.

Il malato di Alzheimer rientra nei requisiti previsti per la concessione dell’indennità, perché non è più in grado di compiere da solo gli atti quotidiani della vita.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: invalidità 100%

Ai pazienti con l’Alzheimer viene riconosciuta dalle commissioni medico legali dell’Asl una invalidità del 100% (o l’handicap grave). E quindi, oltre all’indennità di accompagnamento, chi soffre di questa sindrome ha diritto anche all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario e agli ausili gratuiti, ovviamente se vengono ritenuti utili.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: Legge 104

L’indennità di accompagnamento è un sostegno economico (viene erogato, quando sussistono le condizioni mediche, a prescindere dal requisito di reddito), ci sono poi agevolazioni che riguardano il lavoro. E per patologie così gravi sono spesso usufruite dal familiare che si occupa del paziente e che è un dipendente (pubblico o privato).

Parliamo della Legge 104 (leggi qui la qui la completa). Consente di usufruire di 3 giorni di permesso retribuito al mese (possono essere anche frazionati in ore) e di due anni di congedo straordinario retribuito (con il riconoscimento della contribuzione figurativa). Anche per il congedo il periodo può essere preso tutto insieme o frazionato. Nei due anni di assenza si riceve la stessa retribuzione percepita prima del congedo.

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: Home Care premium

I familiari di un malato di Alzheimer possono anche accedere all’Home Care Premium.

Si tratta di un progetto Inps, che prevede:

  • un contributo economico mensile (dovrà essere utilizzato per sostenere le eventuali spese di assunzione di un assistente familiare):
  • un servizio di assistenza alla persona (fornito dagli Ambiti territoriali).

Diritti e tutele per chi soffre di Alzheimer: Ape Sociale

Per il lavoratore che si occupa di un paziente malato di Alzheimer c’è anche un’altra agevolazione, questa volta si tratta di uno “scivolo” pensionistico. Si tratta dell’Ape Sociale, una misura di accompagnamento alla pensione. Consente una uscita a 63 anni con 30 di contributi.

Ma se non sono stati ancora utilizzati i due anni di congedo straordinario legge 104, il caregeiver familiare potrebbe accedere alla pensione a 61 anni.

L’Ape Sociale prevede un importo massimo di 1.500 euro fino al compimento dei 67 anni, quando sarà sostituita con la pensione di vecchiaia ordinaria.

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