Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: è possibile?

Contribuiti invalidità per l'Ape sociale: vediamo se la contribuzione figurativa è utile per l'accessione a questa pensione anticipata. Chi e come ne ha diritto, quali sono le categorie, quali sono i vantaggi. Come si può rientrare in questo trattamento di accompagnamento alla pensione.
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10/09/2022

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: vediamo se e quando sono utili per l’accesso all’anticipo pensionistico. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Parliamo in particolare dei contributi figurativi, quelli concessi in determinate circostanze e per alcune misure alle persone con invalidità e a i caregiver familiari che assistono parenti con disabilità grave.

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È facile intuire l’importanza di questo aspetto: i contributi figurativi possono consentire di raggiungere più facilmente i requisiti contributivi richiesti per l’Ape sociale. Poterli quindi conteggiare può essere determinante.

È quindi fondamentale stabilire, per comprendere bene i meccanismi di questo trattamento, quali sono i contributi figurativi che vengono riconosciuti.

Su questo argomento potrebbe interessarti sapere quali sono i diritti per chi ha il 50% di riduzione della capacità di lavoro; o quali sono i documenti necessari per averla; c’è un focus su quali sono i criteri per il riconoscimento dell’invalidità civile; e un approfondimento su come si dimostra la disabilità.

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: chi ne ha diritto

Vi ricordiamo velocemente a quali lavoratori è riconosciuta l’Ape sociale (precisiamo comunque che si tratta di un accompagnamento alla pensione, perché la pensione di vecchiaia scatta al raggiungimento dei 67 anni di età):

  • si trovano in stato di disoccupazione per licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del contratto di lavoro (articolo 7 della legge 15 luglio 1966), scadenza del termine per il lavoro a tempo determinato. A condizione che abbiano concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione da almeno 3 mesi e siano in possesso di una anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • che assistono da almeno 6 mesi il coniuge, l’unito civilmente, un parente di primo grado con handicap in situazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104 del 1992), o un parente di secondo grado convivente (se il genitore o il figlio della persona con disabilità grave abbiano compiuto 70 anni o siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti). Anche in questo caso l’anzianità contributiva deve essere di 30 anni;
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, riconosciuta dalle commissioni mediche per l’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di una anzianità contributiva di 30 anni;
  • sono lavoratori dipendenti, al momento in cui decorre l’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e abbiano svolto da almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 degli ultimi 7) una o più di queste professioni che rientrano nell’elenco di quelle considerate gravose.

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Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: requisiti

I requisiti sono questi:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva;
  • almeno 36 anni di anzianità contributiva per i lavoratori che svolgono delle attività gravose;
  • per gli operai edili, per i dipendenti delle imprese edili e affini, per i ceramisti e per i conduttori di impianti per la fornitura di articoli in ceramica e terracotta, il requisito dell’anzianità contributiva è ridotto ad almeno 32 anni;
  • non bisogna essere titolari di alcuna pensione diretta.
  • L’accesso all’Ape Sociale è consentito solo a patto che sia cessata l’attività di lavoro dipendente, autonomi e parasubordinato (in Italia o all’estero).

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: quali

Torniamo ai contributi. Vediamo quali sono quelli ammessi per l’Ape Sociale (ricordiamo per fragili, caregiver e disoccupati sono necessari 30 anni di contribuzione):

  • obbligatori versati presso l’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti;
  • obbligatori versati presso le gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e agricoli autonomi);
  • obbligatori versati presso le gestioni sostitutive ed esclusive;
  • obbligatori versati alla gestione separata dell’Inps;
  • contributi volontari;
  • contributi da riscatto di un periodo di studi,
  • contributi figurativi.

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: figurativi

Sono dunque conteggiati anche i contributi figurativi, ossia quei contributi che l’Inps accredita ai lavoratori in determinate condizioni.

Vediamo quali:

  • le integrazioni salariali per eventi intervenuti in costanza del rapporto di lavoro;
  • per periodi di disoccupazione indennizzata, come naspi o mobilità;
  • per la maternità durante il rapporto di lavoro;
  • per la maternità al di fuori del rapporto di lavoro corrispondente al congedo per maternità;
  • per i riposi giornalieri (ex per messi per allattamento);
  • per il servizio militare;
  • per l’assenza dal lavoro per donazione sangue;
  • per le assenze dal lavoro a causa della malattia del bambino;
  • per congedo per gravi motivi familiari;
  • per congedo straordinario legge 104;
  • per i permessi retribuiti legge 104;
  • per chi ha lavorato con una invalidità superiore al 74% (due mesi per ogni anno).

Nell’ultimo caso, lavoratori che hanno più del 74% di invalidità riconosciuta dalle commissioni medico legali, il beneficio contributivo è riconosciuto fino a un massimo complessivo di 5 anni. I contributi figurativi sono utili per determinare sia il diritto, sia la misura della pensione.

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: è possibile?

Contribuiti invalidità per l’Ape sociale: vecchiaia

Bisogna comunque precisare che i contributi figurativi sono concessi fino al raggiungimento dell’Ape sociale. Quelli successivi non incidono sulla pensione di vecchiaia.

È opportuno ricordare che per i periodi di godimento delle prestazioni di invalidità civile non è riconosciuta nessuna contribuzione figurativa. Va da sè, dunque, che il beneficiario non otterrà nessun vantaggio quando avrà accesso a una prestazione previdenziale ordinaria.

La contribuzione figurativa, quando viene riconosciuta, può essere dunque di rilevante importanza ai fini della pensione. Con un valore che è quasi analogo alla contribuzione ordinaria o volontaria.

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