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Contratto a chiamata disabili: guida facile (e breve)

È possibile attivare un contratto a chiamata per persone con disabilità? Scopriamo cosa sapere a riguardo.
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16/02/2023

Contratto a chiamata per persone con disabilità: ecco come funziona questa tipologia di contratto per i disabili (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le altre guide complete di IED. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Il contratto a chiamata è una tipologia di contratto di lavoro particolarmente flessibile, che consente al datore di lavoro di chiamare il lavoratore solo quando necessario, senza dover garantire un impegno lavorativo continuativo.

Questa forma di contratto è stata estesa anche ai lavoratori disabili, con l’obiettivo di favorire l’inserimento lavorativo di questa categoria e garantire maggiore flessibilità alle imprese.

Vediamo, quindi, cosa sapere a riguardo del contratto a chiamata per persone con disabilità.

Indice

Contratto a chiamata per persone con disabilità: è possibile?

La normativa di riferimento non fornisce indicazioni specifiche sul tipo di rapporto di lavoro da istituire per quanto riguarda il contratto a chiamata per persone con disabilità.

Tuttavia, la Legge 68/1999 sottolinea l’obiettivo di promuovere l’inserimento e l’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro.

L’obiettivo di tale norma è che le persone disabili acquisiscano un’autonomia economica attraverso un rapporto di lavoro adeguato.

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Contratto a chiamata per persone con disabilità: la chiamata nominativa

La chiamata nominativa nell’ambito del contratto a chiamata per persone con disabilità è un metodo permette al datore di lavoro di selezionare il lavoratore disabile da assumere attraverso colloqui personali condotti da figure interne all’azienda o da società specializzate in recruitment.

In passato, questo metodo era previsto solo in casi specifici come le aziende con un numero limitato di dipendenti o i partiti politici, le organizzazioni sindacali e sociali. La norma prevedeva anche una chiamata numerica effettuata dai Centri Provinciali per l’Impiego sulla base dell’ordine della graduatoria valutando la compatibilità del soggetto con le mansioni aziendali disponibili.

Con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 151/15 del Jobs Act, si perde la limitazione a casi tassativi e diventa possibile fare tutte le assunzioni a chiamata nominativa anziché numerica.

Ciò significa che il datore di lavoro potrà selezionare il candidato a prescindere dalla sua posizione in graduatoria, attingendo da apposite liste alle quali i soggetti in possesso dei requisiti per il collocamento mirato sono tenuti ad iscriversi. Queste liste sono tenute dagli uffici competenti, e i soggetti che non sono regolarmente iscritti non potranno essere selezionati.

Inoltre, il datore di lavoro potrà scegliere liberamente se farsi supportare nella raccolta delle candidature dal servizio competente o meno. Tuttavia, qualsiasi sia la scelta, la valutazione finale del candidato resterà sempre nelle mani del datore di lavoro, il quale avrà la libertà di scegliere il candidato che meglio soddisfi le sue esigenze lavorative.

Contratto a chiamata per persone con disabilità: che cos’è?

Il contratto a chiamata per persone con disabilità è un particolare tipo di lavoro subordinato che prevede che un lavoratore si metta a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzare la sua prestazione solo “all’occorrenza”, ovvero secondo le proprie esigenze, rispettando comunque un preavviso minimo di un giorno lavorativo.

Questo contratto è molto flessibile e viene utilizzato soprattutto in settori come la ristorazione, l’alberghiero, il commercio, lo spettacolo e il turismo.

Il lavoratore intermittente alterna periodi di lavoro a periodi di inattività e non ha alcuna garanzia di poter svolgere la sua prestazione lavorativa, poiché il datore di lavoro può decidere se chiamarlo o meno in base alle proprie esigenze aziendali.

Questo lo differenzia dal lavoratore a tempo parziale, il quale ha la certezza di svolgere la sua prestazione lavorativa in base all’orario definito nella lettera di assunzione.

Il contratto a chiamata per persone con disabilità può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato.

Nel caso del contratto a tempo determinato, il lavoratore svolge la sua prestazione lavorativa solo per un periodo di tempo prestabilito, mentre nel contratto a tempo indeterminato, il lavoratore si mette a disposizione dell’azienda ogni volta che questa ne abbia bisogno, rimanendo a disposizione della stessa nei periodi di inattività.

Quando non si può fare contratto a chiamata? Il contratto a chiamata non può essere stipulato in determinate situazioni, tra cui: per sostituire i lavoratori in sciopero e se l’azienda ha effettuato licenziamenti collettivi, sospensioni o riduzioni di orario per cassa integrazione nei sei mesi precedenti, e tali lavoratori dovrebbero essere sostituiti dai lavoratori a chiamata.

Contratto a chiamata per persone con disabilità: le tipologie

Il contratto a chiamata per persone con disabilità può essere di due tipi:

  1. Con garanzia di disponibilità, il lavoratore è tenuto a garantire la propria disponibilità per eventuali richieste di lavoro da parte del datore di lavoro. Durante i periodi di inattività, il lavoratore riceve un’indennità di disponibilità, determinata dai contratti collettivi e non inferiore all’importo minimo stabilito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
  2. Senza garanzia di disponibilità, il lavoratore ha la libertà di decidere se accettare o meno le richieste di lavoro del datore di lavoro e non è obbligato a rispondere positivamente alle chiamate.
Contratto a chiamata per persone con disabilità
Contratto a chiamata per persone con disabilità. In foto una ragazza disabile lavora in un negozio di fiori.

Contratto a chiamata per persone con disabilità: i diritti del lavoratore

Il datore di lavoro deve comunicare in modo telematico l’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa del contratto a chiamata per persone con disabilità.

Il lavoratore intermittente ha diritto a un trattamento economico e normativo almeno pari a quello di un lavoratore di pari livello, che svolga le stesse mansioni e in proporzione alla prestazione lavorativa effettivamente eseguita.

Il contratto di lavoro intermittente può essere utilizzato per un massimo di 400 giorni lavorativi nell’arco di tre anni solari, a meno che il lavoratore non lavori nel settore del commercio, del turismo o dello spettacolo. Se si supera questo limite, il rapporto di lavoro diventa a tempo pieno e indeterminato.

Chi può essere assunto con contratto a chiamata? È possibile stipulare un contratto di lavoro a chiamata solo con determinate categorie di lavoratori, ovvero coloro che hanno un’età inferiore a 24 anni o superiore ai 55 anni, come previsto dai contratti collettivi o da un decreto del Ministero del Lavoro, se non presenti disposizioni contrarie.

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