Bagni pubblici per disabili, cosa dice la legge

Bagni pubblici per disabili, cosa dice la legge, come devono essere realizzati e quali sono le caratteristiche. Le norme sono imposte per legge e devono essere rispettate, a partire dall’adeguata grandezza dei locali e per finire al posizionamento e alla tipologia dei servizi igienici.
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28/03/2023

Bagni pubblici per disabili, vediamo cosa dice la legge e quali sono gli obblighi da rispettare per avere un servizio a norma. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico).

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Sono tre le norme che in Italia stabiliscono quali sono i criteri da rispettare quando si realizzano bagni in strutture pubbliche che sono dedicati a persone con disabilità o anziani con difficoltà motorie. Questo post può essere utile per le persone con disabilità: hanno diritto per legge ad avere a disposizione dei servizi con determinate caratteristiche. Non solo in un bar o ristorante, ma anche in alberghi, pensioni, b&b, uffici pubblici o luoghi di lavoro. Conoscere a cosa si ha diritto consente di pretendere con cognizione di causa il rispetto delle regole.

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Le tre disposizioni di riferimento sono:

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Bagni pubblici per disabili: dove si applica la norma

Le tre norme citate nel paragrafo precedente devono essere obbligatoriamente rispettate:

  • in tutti gli edifici privati di nuova costruzione;
  • negli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata;
  • nella ristrutturazione degli edifici, sia privati, sia pubblici.

Su questo argomento potrebbe interessarti sapere come funzionano i piani contro le barriere architettoniche; quali sono le agevolazioni e le tutele previste con la Legge 104 per le barriere architettoniche; abbiamo verificato quali sono i lavori ammessi per l’eliminazione delle barriere architettoniche; e infine ci siamo soffermati su quali sono le regole sulle barriere architettoniche per le case in affitto.

Bagni pubblici per disabili: esercizi commerciali

I servizi igienici sono obbligatori in tutti gli esercizi commerciali che somministrano cibo o bevande. Non sono invece ritenuti indispensabili se viene offerto solo un servizio di asporto o di consumo immediato (quindi dove si esclude il servizio al tavolo).

I bagni devono essere distinti per sesso fino a 80 posti a sedere. E la toilette per i disabili è sempre obbligatoria. Può essere aggiunta a una delle due che già esistono (donne o uomini).

I bagni pubblici sono inoltre obbligatori per tutti gli esercizi commerciali o enti che hanno una superficie superiore a 250 metri quadrati.

Ma vediamo quali sono le norme che regolano le caratteristiche e le dimensioni dei bagni pubblici riservati alle persone con disabilità.

Bagni pubblici per disabili: caratteristiche della porta

Una delle prime caratteristiche necessarie ai bagni pubblici per disabili riguarda la porta. Deve essere realizzata in modo da occupare il minor spazio possibile, così da consentire un agevole accesso alle persone che si muovo su una carrozzina.

Per questo motivo l’anta deve essere leggera, con una apertura verso l’esterno. La soluzione migliore è la porta scorrevole. Nel caso si possa chiudere a chiave (o con un blocco) la porta dell’antibagno, la porta scorrevole può anche essere a soffietto.

La maniglia della porta deve essere a un’altezza accessibile (l’indicazione è 90 centimetri). In caso di porta scorrevole la maniglia non dovrebbe essere vicino al muro (quando la porta è chiusa).

La norma prevede di usare materiali resistenti e durevoli (che reggano quindi agli inevitabili urti della carrozzina) e in grado di garantire la sicurezza e la privacy del cliente.

La porta (in base al decreto 236 del 1989) deve essere larga almeno 75 centimetri (qualche deroga può far scendere quel limite a 70 centimetri, non oltre).

Bagni pubblici per disabili: dimensioni

Un bagno pubblico per disabili non può essere più piccolo di 180 x 180 centimetri. Le dimensioni sono fondamentali perché ci deve essere lo spazio adeguato per consentire i movimenti della carrozzina e l’uso di ausili o apparecchi per le persone che hanno una ridotta capacità motoria.

Devono poi essere rispettate queste caratteristiche:

  • deve essere garantito l’accostamento laterale al wc e l’accostamento frontale al lavabo (la stessa possibilità deve essere garantita anche per l’eventuale presenza di bidet, vasca o doccia);
  • ci deve essere luce sufficiente a illuminare bene l’ambiente;
  • deve essere assicurato uno spazio minimo di manovra per avvicinarsi e servizi dei sanitari, deve essere:
    • almeno un metro per il wc;
    • almeno 140 centimetri per l’eventuale vasca;
    • almeno 80 centimetri per il lavabo.

Bagni pubblici per disabili: corrimano

Nei bagni per disabili è obbligatoria la presenza di corrimano, indispensabili sia come sostegno, sia per muoversi con la carrozzina.

Gli altri requisiti fondamentali per i corrimano solo:

  • devono percorrere in posizione orizzontale l’intero perimetro del bagno;
  • devono essere a un’altezza di 80, 90 centimetri da terra e distanti 5 centimetri dalla parete;
  • nei pressi del wc sono necessari due corrimano verticali: devono essere fissati al pavimento e al soffitto. Uno a sinistra e uno a destra della tazza.
Bagni pubblici per disabili, cosa dice la legge
Bagni pubblici per disabili, cosa dice la legge

Bagni pubblici per disabili: tipologie sanitari

Vediamo come devono essere i sanitari, in particolare il lavabo e la rubinetteria.

La regola dispone che il lavabo debba essere a mensola, con uno spazio libero sottostante di almeno 70 centimetri.

Il bordo inferiore deve essere ad almeno 80 centimetri dal pavimento (della stessa lunghezza deve essere anche lo spazio di avvicinamento).

Il lavabo dovrebbe essere sistemato di fronte al wc (quelli reclinabili rappresentano la soluzione migliore).

La rubinetteria deve prevedere dei miscelatori a leva clinica e non a manopola.

Gli specchi dovrebbero essere installati tra i 90 e i 170 centimetri da terra (anche in questo caso è preferibile quello reclinabile).

Ora passiamo al wc. L’altezza delle sedute deve essere piuttosto elevata (40, 50 centimetri). Sono consigliati i modelli sospesi (deve sporgere dal muro per circa 80 centimetri). Lo spazio di manovra deve essere di almeno un metro.

Il pulsante di scarico e il porta rotolo devono essere posizionati in modo da essere raggiunti con facilità. È obbligatorio sistemare un campanello a cordone, serve per eventuali emergenze.

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