Come funziona il tirocinio di inclusione sociale? In questo articolo, entreremo nel dettaglio del beneficio riconosciuto alle persone che hanno difficoltà ad accedere al mondo del lavoro - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
È importante sottolineare che svolgere un tirocinio non implica necessariamente l’instaurazione di un rapporto di lavoro, bensì fornire un programma formativo come mezzo per raggiungere gli obiettivi dell’orientamento, dell’occupabilità e dell’inserimento o reinserimento all’interno del mercato del lavoro.
Quando questa premessa è ben chiara, il datore di lavoro sarà più propenso ad accettare un tirocinante dal momento in cui non esiste un legame diretto tra i due. Tuttavia ciò non esclude la possibilità che si stabilisca un ulteriore rapporto alla fine del periodo di formazione.
Vediamo, quindi, come funziona il tirocinio di inclusione sociale e come può essere attivato.
Indice
- Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: che cos’è?
- Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: chi ne può usufruire?
- Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: cosa offre e quanto dura?
- Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: come lo si può attivare?
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Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: che cos’è?
I tirocini di inclusione sociale (TIS) rappresentano una modalità, per gli operatori dei servizi sociali, di sfruttare il tirocinio come opportunità per aumentare le possibilità lavorative di un individuo e di favorire il suo inserimento nella società.
Attraverso questo strumento si offre alla persona l’opportunità di acquisire competenze e conoscenze utili al proprio inserimento sul mercato del lavoro.
In cosa consiste il tirocinio? Il tirocinio è una misura di politica attiva che serve a facilitare l’ingresso o il ritorno al mondo del lavoro di una persona in difficoltà. Non si tratta di un rapporto di lavoro diretto, bensì di un metodo per creare un contatto tra azienda e tirocinante, con benefici reciproci.
Il tirocinante acquisisce conoscenze pratiche spendibili sul mercato del lavoro ed arricchisce il proprio curriculum; al contempo, l’azienda ha la possibilità di effettuare investimenti mirati verso la formazione di potenziali futuri dipendenti.
I tirocini possono essere ospitati sia da aziende pubbliche che private e, inoltre, intraprendere questa esperienza non implica la decaduta dello stato di disoccupazione per il tirocinante.
Il tirocinio non è un rapporto lavorativo e prevede l’elaborazione di un progetto che stabilisce gli obiettivi da raggiungere e le procedure da seguire, il tutto concordato dal soggetto responsabile del tirocinante, il promotore, l’ente ospitante ed infine dal tirocinante stesso.
Su lavoroepensioni.it abbiamo anche visto come funzionano i tirocini UE retribuiti: a chi sono rivolti, come funzionano e come candidarsi.
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Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: chi ne può usufruire?
I tirocini di inclusione sociale possono essere richiesti solamente da una categoria specifica di popolazione: disabili, svantaggiati o particolarmente svantaggiati, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, umanitaria, speciale o sociale.
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Tuttavia, non sono applicabili i tirocini finalizzati ad assolvere l’obbligo contrattuale dell’azienda (come previsto dalla Legge 68/99 – art. 11) nei confronti dei portatori di handicap.
Il portale Lavoroepensioni.it ha realizzato una raccolta utile di siti per trovare tirocini all’estero.
Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: cosa offre e quanto dura?
I Tirocini di Inclusione Sociale conferiscono al partecipante un’indennità minima oraria pari a 3,40 euro, per ogni ora lavorata.
Chi fa un tirocinio ha diritto al reddito di cittadinanza? Coloro che svolgono un tirocinio hanno diritto al Reddito di cittadinanza. Il sussidio, infatti, è aggiuntivo ai tirocini, indipendentemente dal fatto che questi siano retribuiti o meno e non è riservato esclusivamente ai disoccupati.
La durata ordinaria è di 12 mesi, con possibilità di proroga di ulteriori 12. Le persone disabili invece hanno una durata massima complessiva di 24 mesi, con prolungamento fino a ulteriori 24 mesi.
Per le persone che vengono attivate con i TIS, si utilizza un contratto di tirocinio più morbido.
Il quadro normativo nazionale per quanto riguarda i tirocini di orientamento, formazione e inserimento/reinserimento finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione è stato definito con l’accordo firmato il 22 gennaio 2015 da parte della Conferenza permanente tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.
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Come funziona il tirocinio di inclusione sociale: come lo si può attivare?
Per avviare un tirocinio di inclusione sociale è necessario che siano presenti alcune parti: il promotore, l’azienda ospitante e il tirocinante.
La firma del Progetto Formativo Individuale e della Convenzione è obbligatoria per la creazione di un tirocinio valido.
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Il servizio pubblico/il terzo settore sono coinvolti nella definizione del percorso formativo individuale e nel redigere un Progetto Individuale di Inclusione Sociale.
Questo documento garantisce la motivazione all’attivazione del tirocinio e le competenze da acquisire ai fini dell’inclusione sociale, autonomia personale e riabilitazione.
Se hai in carico persone e desideri avviare un tirocinio extracurricolare oppure se sei un’azienda che lavora con soggetti del servizio pubblico o del terzo settore, puoi contattare il Centro per l’impiego. Si cercherà di definire insieme a questo organismo il miglior percorso possibile da attivare. L’azienda è responsabile dell’invio della comunicazione che dichiara l’inizio del tirocinio.
Quanto tempo ci vuole per attivare il tirocinio? Una volta che la documentazione è stata ricevuta, ci vogliono da sette a dieci giorni per attivare il tirocinio di inclusione sociale.
Ecco le 5 guide preferite dagli utenti:
