Da poco più di un anno l’INPS ha introdotto il timbro digitale per la revisione dell’invalidità, ma come spesso capita a molti cittadini la nuova funzione non è stata spiegata nel dettaglio. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
INDICE
- Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, a cosa serve
- Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, cosa cambia
- Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, nuova data
- Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, esiti
- Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, cosa deve contenere
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Vediamo dunque in questo post a cosa serve il timbro digitale e perché ha contribuito a semplificare la gestione delle visite di revisione, uno dei momenti più delicati e attesi per chi ha avuto il riconoscimento di determinate percentuali di invalidità.
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Ma prima di iniziare spieghiamo cos’è il timbro digitale. Si tratta di una nuova tecnica che consente ai documenti di non essere falsificati dopo che sono stati stampati. Il motivo è semplice: la verifica dell’eventuale contraffazione è molto semplice.
In pratica, quindi, i certificati possono essere stampati anche a casa e su carta semplice, perché non c’è più la necessità di usare supporti particolari, carta filigranata, timbri e firme per accertarne l’autenticità.
Il timbro digitale è un codice grafico (una sorta di codice a barre bidimensionale) che contiene il documento firmato digitalmente. Quella firma digitale protegge il documento e garantisce l’integrità e le veridicità.
Su questo argomento potrebbe interessarti un articolo che spiega cosa succede alla visita di revisione se la salute migliora; c’è anche un post che racconta nel dettaglio come funziona la revisione della pensione di inabilità; c’è infine un interessante articolo che ti dice cosa può accadere se la raccomandata per la revisione arriva in ritardo.
Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, a cosa serve
Il timbro digitale è un nuovo tipo di documento che viene utilizzato per determinare la verifica periodica dei requisiti sanitari che sono richiesti per il riconoscimento dell’invalidità e di conseguenza dei requisiti sanitari indispensabili per accedere a prestazioni economiche e assistenziali.
Con questo sistema, il timbro digitale, appunto, l’INPS invia il documento al cittadino. Il certificato sostituisce il precedente.
L’istituto di previdenza ha spiegato la nuova procedura Cic (un acronimo che significa “invalidità civile in convenzione”) nel messaggio numero 1650 del 22 aprile 2021.
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Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, cosa cambia
Il verbale di revisione è completamente identico a quello precedente. L’unica differenza è che alla fine del documento è inserito un nuovo termine per la revisione dell’invalidità.
Questo ovviamente se la commissione medica ritiene che le condizioni dell’assistito siano suscettibili di cambiamenti, in meglio o in peggio, nel corso del tempo.
E dunque, cosa cambia con il timbro digitale per la revisione dell’invalidità?
Sono state inserite nel verbale queste informazioni aggiuntive:
- la Commissione medica ribadisce di aver effettuato l’accertamento sanitario, indispensabile per verificare i requisiti sanitari richiesti;
- c’è la data in cui il verbale è stato reso definitivo;
- i componenti della Commissione che hanno redatto il verbale con Timbro Digitale;
- viene inserite la nuova data di definizione del verbale.
La stessa INPS precisa all’interno della circolare:
“La nuova funzionalità opera solamente sulle posizioni di revisione presenti nella procedura “CIC” e consente di intervenire unicamente sulla data di revisione nei soli casi in cui questa sia già scaduta”.
Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, nuova data
E quindi la Commissione medica, grazie al timbro digitale, ha l’opportunità di elaborare un verbale di revisione con un nuovo termine per la verifica e che contenga di fatto le stesse informazioni, ovvero:
- anamnesi;
- diagnosi;
- giudizio medico legale.
Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, esiti
La commissione medica nel redigere il nuovo verbale ha a disposizione tre diverse opzioni:
- proroga della data di revisione già scaduta;
- annullamento della revisione (il verbale diventa dunque permanente e definitivo);
- inserimento dell’esonero con il decreto ministeriale 2007 (le persone che hanno una disabilità stabilizzata o ingravescente hanno diritto di essere esonerati da ogni visita medica diretta alla verifica della permanenza dello stato di invalidità civile o dell’handicap), in modo da bloccare eventuali future nuove revisioni, verifiche straordinarie, accertamenti su quella posizione.

Timbro digitale per la revisione dell’invalidità, cosa deve contenere
Ricordiamo a cosa fare attenzione quando viene rilasciato un verbale di revisione dell’invalidità. In pratica quali sono le informazioni che devono essere contenute necessariamente:
- dati anagrafici;
- estremi del documento di riconoscimento;
- profilo lavorativo;
- notizie sulla patologia rilevante (remota e prossima);
- esame obiettivo completo,
- sintesi degli accertamenti di laboratorio e strumentali ovvero della diversa documentazione sanitaria considerata utile ai fini della valutazione;
- le informazioni indispensabili su eventuali infermità dipendenti da causa di guerra, servizio o lavoro;
- diagnosi, se prevista, classe funzionale di riferimento, corrispondenti alle infermità principali diagnosticate, o all’infermità di riferimento in caso di valutazione analogica di patologie non tabellate;
- prognosi medico legale, e quindi con la necessità o meno di revisione;
- percentuale di invalidità assegnata a ciascuna menomazione in base alla tabella;
- motivazione dell’eventuale applicazione della variazione percentuale relativa al danno funzionale permanente riferito alla capacità lavorativa generica. Si può avere una variazione in più, non superiore comunque a cinque punti percentuali, solo se l’infermità incida in modo consistente sulla sua capacità lavorativa specifica e in occupazioni che sono confacenti alle sue attitudini. La stessa variazione, ma di segno opposto, fino ad un massimo di 5 punti percentuali in meno, può essere riconosciuta nel caso in cui l’infermità risulti non avere incidenza sulla capacità lavorativa, specifica o attitudinale;
- variazione percentuale connessa all’uso o all’applicabilità di protesi;
- se ci sono menomazioni multiple, la valutazione complessiva si ottiene con le diverse modalità di calcolo (riduzionistico) che sono previste per le infermità concorrenti e per le infermità coesistenti.
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