Tabelle per l’invalidità addio, come saranno sostituite

Tabelle per l’invalidità addio, il governo ha deciso di sostituirle con altri criteri di valutazione. Saranno introdotte la Classificazione internazionale del funzionamento (ICF) e il profilo di funzionamento. Vediamo come funzionano e cosa cambio. La norma dovrebbe essere introdotta entro la primavera del 2024.
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23/02/2023

Tabelle per l’invalidità addio, saranno sostituite dalla valutazione funzionale della persona che si sottopone a visita. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Lo ha annunciato la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, nell’audizione al Senato, che è stata anche l’occasione per tracciare le linee programmatiche del suo dicastero. E in particolare per definire lo stato dei lavori per l’attuazione della Legge delega, quella che con 5 decreti legislativi dovrebbe cambiare radicalmente il sistema dell’assistenza nel nostro Paese. 

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Una riforma che suscita molte speranze, ma anche comprensibili preoccupazioni (come nel caso dell’indennità di accompagnamento).

Nel corso dell’audizione, la ministra si è soffermata sulla riforma del sistema per il riconoscimento delle invalidità. E in particolare sulla fine della lunga stagione delle tabelle ministeriali. Quelle, per capirci, dove sono indicate le percentuali di invalidità da attribuire alle singole patologie.

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Tabelle per l’invalidità addio, conta la persona

Le tabelle ministeriali per l’accertamento dell’invalidità hanno ormai 30 anni. Ebbene la ministra ha dichiarato che è ora di cambiarle. Non con uno semplice rinnovamento, che avrebbe significato l’introduzione di altre patologie (a oggi escluse) o la rimodulazione di determinati parametri, magari superati perché per alcune malattie sono state trovate cure efficaci e definitive, mentre per altre le valutazioni avrebbero dovuto essere aumentate perché sottostimate 3 decenni fa. No, la ministra vuole andare oltre le tabelle. Così ha dichiarato: «L’obiettivo è quello di spostare l’attenzione e l’oggetto stesso della procedura di accertamento dalle tabelle all’aspetto funzionale della persona».

Verrà dunque adottata la Classificazione internazionale del funzionamento (ICF) e introdotta la definizione di profilo di funzionamento.

Ma cosa significa?

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Tabelle per l’invalidità addio, cos’è l’ICF

Vediamo cos’è la Classificazione internazionale del funzionamento (ICF). In pratica questa classificazione valuta lo stato di salute della persona in relazione a due aspetti:

  • alla patologia; 
  • agli ambiti esistenziali. E quindi: sociale, familiare e lavorativo. 

L’obiettivo è quello di individuare le difficoltà che, nel contesto in cui la persona sotto esame vive, possono causare disabilità.

Tabelle per l’invalidità addio, ICF: le due parti

L’ICF organizza le informazioni sulle persone che si presentano per l’accertamento dell’invalidità, della disabilità o dell’handicap, i due parti:

  • la prima: Funzionamento e Disabilità;
  • la seconda: i Fattori contestuali (o ambientali).

La prima parte, quella su Funzionamento e Disabilità, riguarda l’aspetto fisico e al suo interno contiene due componenti:

  • una per le strutture e le funzioni corporee (quindi le conseguenze sul fisico delle patologie e delle menomazioni);
  • l’altra su attività e partecipazione: l’insieme delle capacità della persona interessata rispetto allo svolgimento di determinati compiti nell’ambiente circostante.

Ognuna di queste due componenti avrà dei codici che indicheranno l’estensione e la gravità delle menomazioni e la capacità della persona a svolgere determinati compiti.

La seconda parte riguarda i fattori ambientali: il luogo fisico e sociale dove vivono le persone e come conducono la loro esistenza. Aspetti che possono avere un’influenza negativa o positiva sulla partecipazione dell’individuo alla vita sociale, alla sua capacità di svolgere delle mansioni e sul funzionamento del corpo.

Tabelle per l’invalidità addio, valutazione globale

Sarà dunque una valutazione globale della persona. La disabilità non sarà riferita solo al deficit (fisico o mentale), ma riguarderà anche le possibili conseguenze sociali della condizione del disabile.

Queste linee guida sono state adottate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rispetto al sistema tabellare vengono quindi prese in considerazione gli aspetti sociali della disabilità.

Tabelle per l’invalidità addio, Profilo di Funzionamento

Dalla ICF ne consegue il Profilo di Funzionamento, un criterio che è già stato introdotto nelle scuole per la valutazione degli alunni con disabilità.

Il Profilo di Funzionamento descrive nel dettaglio (e più in profondità rispetto alla diagnosi e all’accertamento) il modo in cui la persona con disabilità interagisce con i fattori ambientali. Mettendo in evidenza gli aspetti che aiutano  a superare delle difficoltà e quelli che invece le peggiorano.

Tabelle per l’invalidità addio, come saranno sostituite
Nella foto un medico consulta una tabella per l’invalidità

Tabelle per l’invalidità addio, conclusione

Sulla carta una valutazione di questo tipo potrebbe essere più aderente alle difficoltà che hanno le singole persone rispetto a una menomazione o a una patologia. Negli anni ci sono state infatti valutazioni discutibili, anche perché in tabella determinate patologie hanno percentuali di invalidità molto più basse rispetto alla reale riduzione della capacità di lavoro e di relazione sociale che comportano.

L’unico dubbio può sorgere sulla più alta discrezionalità concessa alle commissioni nella formulazione del giudizio. Cosa che potrebbe creare delle disparità di valutazione tra una commissione e l’altra.

Su questo punto dovranno essere fissati dei criteri imprescindibili e chiari. Bisognerà quindi aspettare i dettagli da parte del ministero prima di esprimere un giudizio definitivo.

Se l’addio alle tabelle per l’invalidità offrirà davvero la possibilità di riconoscere la disabilità di un individuo nel suo complesso e non solo sulla base di un elenco di percentuali, tanto meglio. Ma vedremo. Per ora questo è l’indirizzo che il ministro ha deciso di adottare

La nuova normativa dovrebbe entrare in vigore entro la primavera del 2024. Poco più di un anno, dunque.

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