Smart working lavoratori fragili: proroga a giugno

Smart working lavoratori fragili: è arrivata in extremis la proroga fino al 30 giugno 2023. In Commissione è stato approvato all'unanimità un emendamento presentato dal Partito Democratico.
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09/02/2023

Smart working lavoratori fragili: è arrivata la proroga in extremis del governo, il lavoro agile semplificato è stato esteso fino al 30 giugno 2023. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Ma non solo. Lo smart working semplificato è stato esteso anche ai genitori con figli minori di 14 anni nel settore privato. Ovvero possono farlo, proprio come i dipendenti con disabilità, senza che ci siano stati accordi individuali. Ma a una condizione: le modalità del lavoro da remoto devono essere compatibili, si legge nella norma, con le caretteristiche della prestazione.

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Il governo Meloni ha quindi accolto l’emendamento al decreto Milleproroghe che è stato presentato dal Partito democratico (a firma di Antonio Nicita). L’emendamento è stato approvato all’unanimità nelle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali del Senato.

Nelle ultime settimane questa ‘ulteriore proroga (si parlava addirittura di dicembre) sembrava in effetti scontata. Gli emendamenti dell’opposizione erano stati condivisi dalla maggioranza. Poi nei giorni scorsi l’inatteso dietrofront. Motivato con la mancanza di risorse sufficienti per finanziare una nuova proroga. Anche solo per i lavoratori disabili. Nelle ultime ore il nuovo colpo di scena: la proroga ci sarà.

Potrebbe interessarti sapere come funziona la convenzione per il lavoro delle persone con invalidità; scopriamo anche se per le categorie protette il posto di lavoro è intoccabile;  e infine abbiamo verificato come i disabili possono cambiare la mansione sul lavoro.

Smart working lavoratori fragili: milleproroghe

La nuova proroga sarà dunque inserita nel decreto legge milleproroghe (appunto). Il governo ha valutato meglio la questione. E trovato i fondi disponibili. In particolare per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Servivano infatti 16 milioni.

Il punto cruciale, quello che ha messo seriamente in rischio la proroga, ha riguardato in particolare quei lavoratori fragili che per poter usufruire del lavoro in modalità agile, avrebbero dovuto essere dirottati verso altre mansioni o sostituiti. Il caso classico era riferito agli infermieri (una attività che per ovvie ragioni non può presupporre il lavoro da remoto).

Trovati soldi, si rinnova lo smart working semplificato. E non solo per i lavoratori fragili, dunque.

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Smart working lavoratori fragili: l’apertura della ministra Calderone

La proroga del provvedimento per lo smart working lavoratori fragili non era sembrata mai in discussione. Anche perché la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, replicando a una interrogazione parlamentare presentata dal Pd aveva dichiarato in aula: «Il ministero del Lavoro sosterrà ogni iniziativa volta alla proroga almeno trimestrale del lavoro agile per i fragili»

Parole che erano anche un impegno preciso dello stesso governo. Ma è andata diversamente.

Smart working lavoratori fragili: rispettatti gli impegni

Dopo l’approvazione dell’emendamento il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha spiegato che sulla questione della proroga per lo smart working per i lavoratori fragili e in particolare per quelli della pubblica amministrazione «c’è stato l’impegno personale da parte della presidente Meloni a risolvere questa questione che era purtroppo arenata per una difficoltà a reperire le risorse. Ringrazio gli uffici. I Ministeri hanno lavorato tufta la notte e tutta la mattina per riuscire a recuperare i 16 milioni di euro necessari a prorogare la norma fino al 30 giugno. Un lavoro molto complesso che però ci ha consentito di risolvere anche questa questione che stava a cuore a tutta la Commissione».

Smart working lavoratori fragili: la protesta dei sindacati

Il no alla proroga, che è stato poi ribaltato nelle ultime ore, è stata aspramente criticato dai sindacati. Per il segretario della Federazione lavori pubblici e Funzioni pubbliche, Marco Carlomagno, la decisione del governo «è incomprensibile e inaccettabile, in un momento in cui  la situazione sanitaria è ancora caratterizzata da una circolazione molto forte della variante Omicron 2, e il numero dei contagi di nuovo in aumento».

Smart working lavoratori fragili: può ancora cambiare?

Anche questa mattina comunque nulla si dava per perso. Non si poteva infatti escludere che la norma potesse essere ancora cambiata nel corso della conversione del decreto legge. Ne erano convinti il Movimento 5 Stelle e il Partito democratico, che nei giorni scorsi avevano presentato degli emendamenti (in buona parte condivisi dalla ministra Calderone).

I democratici avevano proposto una proroga del provvedimento per lo smart working ai lavoratori fragili fino al 30 giugno.

Il Movimento 5 Stelle è andato oltre: proroga fino al 31 dicembre la possibilità per i lavoratori fragili di equiparare i periodi di assenza al ricovero ospedaliero (escludendo quei giorni dal comporto).

Ma non solo: un emendamento molto simile era stato presentato anche da Fratelli d’Italia (partito di maggioranza relativa).

Smart working lavoratori fragili: cosa succede

Cosa accadrà ai lavoratori fragili se allo scadere della prossima proroga se non dovesse essere rinnovata? Dovranno rientrare a lavorare in sede. A meno che non riescano a ottenere un accordo con il proprio datore di lavoro. Per alcune categorie di lavoratori dovrebbe essere più semplice, in particolare per quelle dove sono stati firmati i protocolli tra sindacati e azienda proprio in previsione della fine dell’emergenza pandemica.

Infatti dal primo aprile potrebbe entrare in vigore il protocollo che è stato firmato tra sindacati e datori di lavoro in particolare nel settore privato.

Le parti datoriali che hanno siglato l’accordo con i sindacati sono: Confindustria, Confapi, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Alleanza delle cooperative, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Copagri, Abi (che potrà sottoscrivere a seguito della delibera del Comitato esecutivo), Ania, Confprofessioni, Confservizi, Federdistribuzione, Confimi e Confetra.

Nella foto un dipendente disabile mentre lavora in smart working

Smart working lavoratori fragili: il protocollo

Nel protocollo sono state regolarizzate le modalità di lavoro agile per tutte quelle aziende che sceglieranno di proseguire con questa modalità anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.

Sono state anche stabilite le linee guida per la contrattazione nazionale, aziendale o territoriale.

La scelta di aderire o meno al lavoro da remoto sarà solo su base volontaria e subordinata alla sottoscrizione di un contratto individuale.

Questi sono gli elementi base per l’accordo individuale:

  • la durata dell’accordo (a termine o a tempo indeterminato);
  • l’alternanza tra i periodi di lavoro all’interno e all’esterno della sede aziendale;
  • i luoghi da escludere per lo svolgimento della prestazione lavorativa da remoto;
  • gli aspetti che riguardano l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta da remoto;
  • gli strumenti di lavoro;
  • i tempi di riposo del lavoratore e le misure necessarie ad assicurare la disconnessione;
  • le forme e le modalità di controllo della prestazione lavorativa;
  • l’attività formativa per lo svolgimento del lavoro in modalità agile.

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