Riforma dell’assistenza anziani in 10 punti: ora è all’esame del governo Draghi, più tutele a chi non è autosufficiente. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Una revisione globale del sistema di assistenza per le persone anziane. E in particolare un obiettivo: far diventare la non autosufficienza un oggetto di tutela pubblica.
La proposta è stata presentata al governo dal Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza, sottoscritto da 48 associazioni.
INDICE:
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- Riforma dell’assistenza anziani: tempi stretti
- Riforma dell’assistenza anziani: quattro assi
- Riforma dell’assistenza anziani: nuovo settore dello Stato sociale
- Riforma dell’assistenza anziani: sistema unico
- Riforma dell’assistenza anziani: tutela pubblica
- Riforma dell’assistenza anziani: servizi
- Riforma dell’assistenza anziani: valutazioni
- Riforma dell’assistenza anziani: assistenza domiciliare
- Riforma dell’assistenza anziani: residenze anziani
- Riforma dell’assistenza anziani: accompagnamento
- Riforma dell’assistenza anziani: caregiver
- Riforma dell’assistenza anziani: badanti
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Riforma dell’assistenza anziani: tempi stretti
Sono state indicate al governo le strategie necessarie per arrivare a una delle riforme più attese e per le quali non si può perdere altro tempo.
Il motivo è chiaro: se non si attiva subito una rimodulazione strutturale dell’assistenza alle persone non autosufficienti, tra qualche anno l’emergenza sarà ingestibile. Tra qualche anno, ovvero quando il numero delle persone anziane, e quindi con disabilità anche gravi, sarà diventato molto più alto.
Ma non solo, già oggi sono milioni le famiglie che devono fare i conti con le difficoltà a volte insuperabili nella gestione di un familiare anziano che non è più autosufficiente. Difficoltà che sono di natura personale, lavorativa, economica. E che gravano, senza o con poche tutele da parte dello Stato.
Qualche mese fa le associazioni avevano già presentato un enorme lavoro, le Proposte per l’introduzione di un Sistema Nazionale di Assistenza Anziani. Il documento che è stato consegnato in questi giorni è un compendio sintetico di quell’enorme lavoro.
I tempi per l’approvazione di una legge ad hoc sono stretti, bisogna inserirla nel Pnrr e quindi entro l’estate il disegno di legge delega deve essere presentato al governo.
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Riforma dell’assistenza anziani: quattro assi
Si tratta ovviamente del primo passo. Ma è quello fondamentale per garantire il cammino rapido e sicuro del disegno di legge verso l’approvazione.
La proposta di legge per la riforma dell’assistenza agli anziani, si snoda su quattro assi principali:
- sistema unico;
- semplificazione del percorso;
- interventi appropriati per gli anziani (domiciliarità, accompagnamento e residenzialità);
- finanziamento pubblico dei livelli essenziali.
Questi sono invece i 10 punti essenziali che sono il vero motore che spinge per una adozione veloce della proposta di legge.
Riforma dell’assistenza anziani: nuovo settore dello Stato sociale
Nuovo settore dello stato sociale. Si vuole introdurre il Sistema Nazionale Assistenza Anziani, all’interno vanno comprese tutte le misure di responsabilità pubblica (quindi sociali e sanitarie) per garantire l’assistenza a tutti gli anziani che non sono più autosufficienti.
In questo modo – come già accade in molti Paesi Europei – la non autosufficienza diventa un ambito autonomo del welfare. In questo modo un settore spesso trascurato avrà una piena legittimazione istituzionale e politica.
Riforma dell’assistenza anziani: sistema unico
Superare la frammentazione. Costruire un unico sistema integrato della non autosufficienza, mettendo dunque insieme le filiere politiche, sanitarie, sociali oltre al privato e al terzo settore.
I programmi dovrebbero essere congiunti a livello statale, regionale e locale.
Riforma dell’assistenza anziani: tutela pubblica
Tutela pubblica. La tutela delle persone non autosufficienti deve essere riconosciuta come una responsabilità pubblica.
Ed è quindi indispensabile un adeguato finanziamento pubblico per garantire il diritto all’assistenza. In pratica servono più fondi per assicurare i livelli essenziali sanitari e sociali per la non autosufficienza.
Riforma dell’assistenza anziani: servizi
Miglioramento dei servizi. Che devono essere riconoscibili e facili da raggiungere (l’esatto contrario di adesso). Questo è possibile solo eliminando tutti gli ostacoli che spesso rendono difficile per familiari e anziani, stabilire un contatto con i servizi pubblici.
Si propone la creazione di un Punto Unico di Accesso presso la Casa della Comunità. Un luogo fisico semplice da individuare e che offre ai cittadini le informazioni necessarie sugli interventi disponibili e su come riceverli e offre anche un adeguato supporto per le pratiche amministrative.
Riforma dell’assistenza anziani: valutazioni
L’unificazione delle valutazioni. L’intenzione è quella di semplificare l’attuale si sistema di valutazione sulle condizioni degli anziani. Si ricorrerà alla Valutazione Nazionale di Base che assorbe tutti i sistemi di valutazione che già esistono.
La Vnb sarà poi connessa alla valutazione multidimensionale territoriale, che compete alla Regione e agli enti locali per ottenere tutte le prestazioni che sono di loro responsabilità.
Riforma dell’assistenza anziani: assistenza domiciliare
La valorizzazione della domiciliarità. La permanenza a casa degli anziani che non sono autosufficienti è una priorità in questa proposta di legge. Si prevedono tre mosse per superare le attuali difficoltà:
- assicurare risposte unitarie da parte di Comuni e Asl;
- offrire un adeguato mix di prestazioni medico-infermieristico-riabilitative, di aiuto agli anziani nelle attività fondamentali della vita quotidiana e di affiancamento a familiari e badanti;
- garantire l’assistenza per il tempo effettivamente necessario, stabilendo il tempo in base al bisogno degli anziani e e dei familiari.
Riforma dell’assistenza anziani: Residenze anziani
Residenzialità riformata. Per gli anziani che non possono essere seguiti a domicilio è necessaria un aggiornamento dei servizi residenziali. È necessario garantire la presenza di personale adeguato, per numero e competenze.
Ma non solo: è indispensabile anche offrire la qualità degli ambienti di vita, privilegiando quei modelli costruttivi e organizzativi amichevoli, domestici e familiari, che tutelino i diritti e la privacy. (Tutti i diritti delle persone disabili e le agevolazioni)
Riforma dell’assistenza anziani: accompagnamento
L’accompagnamento. Deve diventare più equo e appropriato. La riforma dell’indennità di accompagnamento deve trasformare la misura in una prestazione universale per la non autosufficienza, mantenendo la possibilità di riceverla in base al bisogno di assistenza.
Ma bisogna incrementare l’equità. In che modo? Graduando l’ammontare del sostegno rispetto all’accrescere del bisogno. (Vacanze con persone disabili in Italia, dove andare?)
Riforma dell’assistenza anziani: caregiver
Caregiver familiari. Il sostegno per le persone che si prendono cura dei familiari con disabilità non deve restare una questione settoriale. Nel disegno di legge sono state previste, tra le altre, misure economiche anche adeguate per chi presta assistenza domiciliare.
Ma anche misure specifiche che prevedano per i caregiver dei supporti psicologici e forme di conciliazione tra impegni di cura e di lavoro, oltre a opportune tutele previdenziali.

Riforma dell’assistenza anziani: badanti
Badanti. Sarà centrale anche la figura della badante (assistente familiare) all’interno della riforma. Si prevedono degli incentivi economici per lo svolgimento dell’attività in modo regolare.
Mettendo anche a punto un profilo professionale nazionale che precisi l’insieme di competenze necessarie e un opportuno iter formativo. Questo tipo di lavoro deve essere di qualità, sia per chi lo compie, sia per chi lo riceve.
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