Quando un invalido può essere licenziato

Quando un invalido può essere licenziato dal datore di lavoro perché ha subito una riduzione della capacità lavorativa? I casi sono frequenti, ma anche le leggi in materia che imposto norme precise sulla materia. Vediamo come funziona, quando si può licenziare e quando no.
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07/09/2022

Quando un invalido può essere licenziato, ci riferiamo al caso in cui un dipendente non sia più in grado di svolgere le vecchie mansioni. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Una eventualità che accade di frequente. La riduzione della capacità lavorativa connessa all’invalidità, può causare il mancato rispetto del contratto.

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Come sapete ogni lavoratore all’atto dell’assunzione firma un accordo nel quale si impegna a svolgere una determinata mansione e in orari prestabiliti. Il datore di lavoro a sua volta si obbliga a corrispondere la retribuzione che è prevista nei contratti collettivi.

E quindi, cosa succede quando un lavoratore, a causa di impedimenti fisici, non è più in grado di rispettare i termini di quell’accordo?

Per essere più chiari: se un dipendente è stato assunto perché nell’azienda avrebbe dovuto ricoprire proprio quel tipo di incarico e ora non ha più la capacità di farlo, può essere licenziato anche se invalido, anzi, proprio perché è diventato invalido?

Su questo stesso argomento puoi essere interessato alle tutele per gli invalidi sul posto di lavoro, l’invalidità civile per stress da lavoro, o anche cosa fare quando ricevi il verbale di invalidità.

Quando un invalido può essere licenziato: le altre mansioni

La legge dispone che il licenziamento in questi casi è possibile, ma solo se le condizioni fisiche del lavoratore gli impediscono qualsiasi altra mansione.

Questo vuol dire anche che prima di procedere a un eventuale licenziamento, bisognerà effettuare una verifica per determinare se il dipendente che è diventato inabile sia incapace di svolgere qualsiasi altra mansione all’interno dell’azienda.

Non basta dunque dire: non è più in grado di fare quello per cui è stato assunto.

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Quando un invalido può essere licenziato: idoneità

Bisogna chiarire un punto: un lavoratore che diventa invalido non è detto che non possa svolgere alcun tipo di lavoro, anzi. Come sapete la riduzione della capacità lavorativa si misura in percentuali. Si viene definiti invalidi solo quando una menomazione fisica, intellettiva o psichica comporti una permanente incapacità di lavoro di almeno il 33%.

A stabilire la percentuale di invalidità è la commissione medica Inps, che può esprimere tre diversi tipi di giudizio (rispetto al lavoro):

  • giudizio di idoneità;
  • giudizio di inidoneità parziale;
  • giudizio di inidoneità assoluto.

Vediamo cosa significano:

  • il giudizio di idoneità presuppone che il lavoratore sia nelle condizioni di svolgere le sue mansioni attuali;
  • il giudizio di idoneità parziale presuppone che il lavoratore non sia del tutto compatibile con le mansioni che deve svolgere;
  • il giudizio di inidoneità assoluto, presuppone che il lavoratore non può più svolgere l’attività.

Quando un invalido può essere licenziato: prescrizione

Quando si verifica il secondo caso, il giudizio di idoneità parziale, saranno indicate al datore di lavoro delle precise prescrizioni. Ovvero gli accorgimenti che devono essere adottati per consentire al lavoratore di svolgere le sue mansioni.

Quando un invalido può essere licenziato: cosa dice la legge

Ok, dopo aver delineato il quadro, veniamo al dunque: l’aggravamento delle condizioni di salute di un lavoratore possono essere causa di un licenziamento per giustificato motivo oggettivo?

La questione è stata molto dibattuta e sul punto si è accumulata una ricca giurisprudenza che ha consentito di delineare un orientamento ormai consolidato.

In pratica, e lo abbiamo accennato prima, il lavoratore può essere licenziato solo se le sue condizioni di salute non consentano un utilizzo per svolgimento di qualsiasi altra attività aziendale.

E quindi: un licenziamento può essere giustificato solo se c’è una totale impossibilità nello svolgere una prestazione lavorativa.

Il che significa: se un lavoratore con il 50% di invalidità può essere ricollocato all’interno della stessa azienda non potrà essere licenziato.

Questa verifica però non spetta al datore di lavoro, ma alla commissione medica dell’Inps. Sarà questa commissione a decidere se esiste la possibilità di utilizzare le residue capacità di lavoro all’interno dell’azienda.

Al datore di lavoro spetta anche il compito di adeguare gli spazi lavorativi affinché il dipendente possa svolgere la sua attività senza pregiudizio.

Va comunque precisato che quest’obbligo vale solo se l‘eventuale adeguamento non comporti dei costi eccessivi per il datore di lavoro.

Quando un invalido può essere licenziato

Quando un invalido può essere licenziato: in questi casi sì

Oltre a questa eventualità, ci sono invece altri casi in cui il datore di lavoro può procedere al licenziamento del lavoratore con invalidità. Eccoli:

  • per il mancato superamento del periodo di prova;
  • per giusta causa: in questo caso il datore di lavoro deve dimostrare l’impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro;
  • per giustificato motivo soggettivo: quando il lavoratore si dimostra inadatto alla mansione attribuitagli ed è impossibile la sua ricollocazione in un altro settore;
  • per il superamento del periodo di comporto (periodo massimo dei giorni di malattia in un anno);
  • per l’aggravamento dell’invalidità, ovvero quando il lavoratore non sia più adatto a svolgere l’attività lavorativa (anche in questo caso, comunque, è sempre indispensabile il preventivo parere della commissione medica Inps).

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